All'apparenza il bagno tenebroso è di una categoria superiore. Tu devi solo aprire la porta e poi pensa a tutto lui: appena metti piede all'interno la luce si accende, infili le mani sotto l'acqua e il rubinetto si apre, sfiori il distributore del sapone e ti ritrovi nelle mani la dose giusta di detergente, ti avvicini all'asciugatore e subito la ventola si mette in moto e infine sai già - per esperienza - che appena avrai finito e ti rialzerai dalla sella sentirai, come per miracolo, attivarsi lo sciacquone. E' bello sapere che potrai far tutto senza toccare niente. Ma.Il "ma" lo scopri quando ormai sei impegnato nell'attività che si fa in bagno e all'improvviso ti ritrovi al buio. Allora, confidando nelle nuove tecnologie, cominci, restando seduto, a muovere le braccia con ampi gesti sopra di te sperando di intercettare il raggio di azione di una fotocellula. Niente. Tenti di allungare un piede sperando che il movimento risvegli quell'interruttore maledetto. Niente. Passano i secondi e ti rendi conto che - viziato dalle comodità - non hai osservato l'ambiente in cui ti trovi: non sai dov'è la carta igienica, non sai dov'è lo sciacquone, non sai dov'è lo spazzolone e quel raggio di luce flebile che da sotto la porta ora raggiunge le tue pupille dilatate certo non ti basterà per tirarti fuori dai guai. Allora - in un mondo oscuro dove ogni suono ti appare amplificato - procedi a tentoni come un cieco. E scopri di odiare il titolare del locale (dove sai già che non metterai più piede) perché quel buio improvviso e irrimediabileche scatta dopo due minuti appena è il suo modo per dimostrarti che lì dentro (nel bagno) non sei il benvenuto.


















Ci sono giornalisti che scrivono le recensioni dei ristoranti, altri che si occupano di libri, c'è chi si intende di musica e chi scrive di teatro. Ebbene anch'io mi voglio specializzare e seguendo una mia naturale inclinazione mi occuperò di... wc, quei luoghi in cui mi rifugio con grande urgenza e di cui - vista la frequenza delle mie frequentazioni - sono diventato un grande esperto.
E ora - che siete salvi, comodamente seduti su una tazza pulita, che avrete avuto cura di rivestire con due o tre strati di carta igienica secondo la consueta tecnica - prendetevi il lusso di osservare i dettagli che fanno di questo bagno un wc di prima classe. Alla vostra sinistra ecco un poster gigante di Monica Bellucci, foto d'autore per GQ, che si riflette nello specchio sopra il lavandino regalandovi la piacevole illusione che quell'occhiata provocante - raddoppiata - sia per voi. Ma se preferite una bellezza bionda girate la testa quanto basta, verso destra, per godere il poster di Eva Mendes, la modella, appeso con lo scotch (doppio) proprio lì sopra la tazza.

Un processo così non si era visto mai. Per l'occasione dagli uffici della procura avevano mandato un giovane pm, di primo pelo si sarebbe detto, se non fosse che era una donna. Davanti a sé, sul primo tavolo dell'aula, teneva un fascicolo smilzo con un numero scritto sopra : 640, cioè truffa, l'odioso reato (che in Italia in realtà non è abbastanza odiato) commesso da chi raggira il prossimo a proprio vantaggio.
Signore e signori questo blog inizia ora, quello che c'è prima è materiale già uscito sul 