15 dicembre 2008

Dis-innevamento artificiale

trattore sgombra neve in piazza duomo a trentoMi metto nei panni dei pochi trentini e turisti che ieri passeggiavano tra i banchi della fiera e mi chiedo: ma dov'è finita tutta la neve caduta nei giorni scorsi? Se non sapessi già la risposta, sarebbe un bel mistero: si arriva in città osservando il paesaggio bianco dai finestrini dell'auto, si cerca parcheggio tra i mucchi di neve, si raggiunge il centro storico camminando sui marciapiedi ancora sporchi e ci si ritrova nella zona a traffico limitato a passeggiare in un altro mondo, dove sembra che la neve non sia caduta mai. In realtà la neve c'era, ma l'hanno portata via di peso. Tutta? Tutta.
Prima di proseguire un avvertimento ai lettori: i giornalisti – e chi scrive non fa eccezione – quando si parla di neve diventano faziosi. Se il Comune non spala i marciapiedi intingiamo la penna nel veleno e attacchiamo l'amministrazione. Se invece si mettono d'impegno per pulire l'intero centro storico come se fosse il salotto di casa, ci tocca scaricare la faziosità in direzione contraria, gridando allo scandalo perché ci hanno portato via la neve sotto il naso. Parrebbe un compito difficile quello di attaccare l'amministrazione per un lavoro ben fatto, ma la polemica parte spontanea dopo aver trascorso la notte a seguire dal vivo le grandi pulizie.
Hanno lavorato coperti dal buio. Non certo per farla franca (a rubarci la neve con cui avremmo voluto giocare) ma perché decine di trattori agricoli, ruspe giganti e camion da cava avrebbero dato troppo nell'occhio verso mezzogiorno. A mezzanotte invece abbiamo seguito uno di quei bestioni portare via la neve da via Vannetti, unirsi a un trattorino con rimorchio proveniente da piazzetta d'Arogno e gettare l'odiato carico nelle rive dell'Adigetto. Nulla di nuovo. Da decenni la neve che ingombra la città finisce in via Sanseverino, ma era la neve che impediva la circolazione degli autobus, la sosta delle auto e i movimenti dei pedoni. Mai prima di quest'autunno ci siamo tolti il lusso di asportare la neve con la scopa e la paletta, fin dietro le fontane e sotto le panchine, con precisione scientifica per cancellare le tracce della grande nevicata.
Ma quest'autunno 2008 è uno di quegli anni di svolta, come l'estate bollente del 2003: succedono cose che non avevamo visto mai. O che forse avevamo dimenticato. Hanno portato via la neve per fare posto alle bancarelle della fiera. Ho visto il centro della città pulito, con le periferie imbiancate, e mi sono venute in mente per contrasto le piste da sci bianche con i boschi puliti attorno: se quello dello sci è l'innevamento artificiale, quello che abbiamo visto a Trento è il disinnevamento artificiale, costoso procedimento per consentire ai cittadini di tirare dritto per la loro strada anche se il tempo meteorologico si mette di traverso. Non c'è la neve quando è ora di sciare? La facciamo. C'è troppa neve quando è il giorno della fiera? La facciamo sparire, anche se ne è scesa mezzo metro. Ma il risultato – come spesso accade in questi casi – ci delude: volti tristi quegli degli sciatori che scendono sul nastro bianco in mezzo agli abeti verdi, volti tristi ieri quelli alla fiera fredda e umida, davanti e dietro i banchi. E dire che lo spettacolo dei disinnevatori in azione nel cuore della notte era davvero insuperabile. A modo suo coraggioso, come tutte le lotte impari: provate voi a fare sparire la neve da una città in poche ore. Ce l'hanno fatta. Bisognerebbe forse applaudirli? In realtà c'è mancato poco che mi scappasse davvero il battimano per quel palista (si dice così?) che alle due di notte ha rastrellato tre metri cubi di neve attorno a un alberello, senza nemmeno sfiorarlo, per caricarli nel cassone di un camion senza farne cadere nemmeno un cristallo. Bravi operai, bravi camionisti. Ma la città disinnevata nel modo che abbiamo visto è un fatto innaturale. Se nevica rinunceremo alla fiera (abbiamo visto che la gente è stata a casa ugualmente) e costruiremo un pupazzo in piazza Duomo. A mettersi contro il meteo si sbaglia sempre: ci ha già presi in giro tutti quando – dopo la lessata dell'agosto 2003 – siamo corsi a comprare il condizionatore, per ritrovarci le estati successive bagnati e con il maglione. E' per questo che in questo dicembre storico ho resistito alla tentazione di comprarmi la pala da neve nuova.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Al bando le divagazioni poetiche. A Trento hanno ripulito il centro cittadino dalla neve; a Napoli dai rifiuti. Sentiamoci accomunati, almeno un po'.
Gallo