<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089</id><updated>2012-03-03T19:33:25.771+01:00</updated><category term='money-post'/><category term='info-post'/><category term='palazzi-post'/><category term='quiz-post'/><category term='story-post'/><category term='trash-post'/><category term='wc-post'/><category term='psico-post'/><category term='dialoghi'/><category term='video-post'/><category term='eco-post'/><category term='photo-post'/><category term='tv-post'/><title type='text'>fuoridalpalazzo</title><subtitle type='html'>cronache dal mondo reale</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>306</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-861042586716527299</id><published>2011-02-05T15:44:00.003+01:00</published><updated>2011-02-06T10:45:55.482+01:00</updated><title type='text'>Un razzista di mezza età</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TU1h_OPvpSI/AAAAAAAAAKk/yP1L_9ENIz4/s1600/operazione.jpg" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TU1h_OPvpSI/AAAAAAAAAKk/yP1L_9ENIz4/s320/operazione.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Tenetevi forte perché adesso dico qualcosa di razzista. Anzi, molto peggio: lo scrivo. Siamo qui, noi due pazienti, nella nostra stanza singola, quando entra un'infermiera con gli occhiali e le lentiggini che dice senza possibilità di appello: "Qua dentro mi pare che ci sia un po' troppa gente!". Allora i miei due parenti - per i quali la parola di infermiera è legge, soprattutto all'ospedale - mi lasciano solo nella stanza assieme al mio compagno Arben e ai suoi quattro parenti che continuano a chiacchierare senza darmi nemmeno il conforto di ascoltare le loro storie, visto che parlano albanese. Se non fosse che ho un taglio nella pancia mi alzerei per protestare, ma mi trattengo perché il vecchio Arben con quel suo bozzo dietro la testa (e una moglie che pesa il doppio della mia) pare stia peggio di me e ha pur bisogno di qualcuno che gli faccia coraggio in attesa che arrivi l'infermiera con i capelli neri, l'altra, per dirgli che dopo di me, ora, è il suo turno.&lt;br /&gt;Così porto pazienza, allungo la mano sul comodino per prendere le cuffiette e ascoltarmi il Concerto di Colonia di Keith Jarret che ormai so a memoria ma ogni volta mi fa lo stesso effetto. La musica di pianoforte mi scorre nelle orecchie e già mi sento meglio anche perché lassù, al posto della flebo, c'è una bottiglia di paracetamolo che mi entra nelle vene.&lt;br /&gt;Stasera torno a casa. Gran cosa la sanità moderna che ci rimette in sesto al volo, noi e gli albanesi, quando abbiamo un acciacco come il mio che non ho voglia di svelare perché è ciò che mi dichiara inequivocabilmente (e crudelmente) un uomo di mezza età.&lt;br /&gt;Dall'ospedale è tutto, a voi studio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-861042586716527299?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/861042586716527299/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=861042586716527299&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/861042586716527299'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/861042586716527299'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2011/02/un-razzista-di-mezza-eta.html' title='Un razzista di mezza età'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TU1h_OPvpSI/AAAAAAAAAKk/yP1L_9ENIz4/s72-c/operazione.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-3374874293272149493</id><published>2011-01-25T03:07:00.003+01:00</published><updated>2011-02-01T18:12:20.570+01:00</updated><title type='text'>Garage party</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TT4SdkBy8QI/AAAAAAAAAKE/tRXlDtDRD54/s1600/garage.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TT4SdkBy8QI/AAAAAAAAAKE/tRXlDtDRD54/s320/garage.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Signore e signori, questo è un garage party: entrate, guardate e portate via ciò che volete. Dopo cinque mesi in quarantena (dal giorno del trasloco nella &lt;a href="http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2010/10/casa-dolce-casa.html"&gt;nuova casa&lt;/a&gt;) siamo ormai certi che ciò che non ci è servito non ci servirà e ciò che non ci è mancato non ci mancherà. Una certezza di cui ci pentiremo amaramente (anche di questo siamo certi) sebbene intenzionati a fare piazza pulita del garage in cui abbiamo parcheggiato parte della nostra vita. Ma ogni oggetto ha una sua storia e prima che qualcuno lo porti via (o se lo mangi la discarica) bisognerà pur rendergli l'onore delle armi.&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;E allora ecco a voi, nell'ordine:&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;bicicletta blu marca Benotto comprata di seconda mano nel 1996 per 800 mila lire (la pensione di mia nonna Marcellina che in quella primavera seppe essere generosa) con l'obiettivo di scalare i passi Dolomitici. Li abbiamo saliti tutti, da una parte e dall'altra, anche più volte, con l'unica onta del versante bellunese del Fedaia dove - complice il rapporto troppo lungo, era una bici d'altri tempi - abbiamo messo il piede a terra;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;proiettore di diapositive marca Zeiss che abbiamo utilizzato per proiettare le immagini delle vacanze finché con gli anni Duemila è arrivata la macchina fotografica digitale a farci scattare migliaia di immagini che mai nessuno ha più rivisto (tanto siamo impegnati, ora, a scattare foto sempre nuove). Roba da sfigati? Certo, ma poiché noi eravamo sfigati professionisti nel garage troverete anche lo schermo per la proiezione che abbiamo conservato testardamente per anni, chissà come, chissà perché, nell'angolo più remoto di una soffitta inaccessibile (tanto era piena di ciarpame). Via tutto, ma non le diapositive raccolte in quelle scatolette di plastica che ci ritroveremo a osservare con nostalgia fra qualche anno tenendole, una ad una, alzate verso il cielo;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;forno a microonde marca Candy, il nostro primo forno, che non abbiamo ancora trovato il coraggio di buttare (nonostante sia irrimediabilmente rotto) temendo forse di perdere il ricordo di quel grigio pomeriggio d'autunno in cui scoprimmo sullo scaffale del supermercato quelle bustine di mais e finimmo per fare indigestione di... pop-corn!&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;quattro pneumatici invernali Michelin Alpin che sono serviti ai bei tempi per salire di notte con la Panda rossa sul Bondone e poi gettarci al buio lungo le piste da sci a bordo di tre gommoni da camion, quando ancora con gli amici D. e M. non avevamo paura di spaccarci le ossa contro un albero;&amp;nbsp;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;caschi, giubbotti e tute antipioggia usati per viaggiare sulle strade di Austria, Germania, Svizzera, Sicilia, Sardegna, Corsica, Grecia, Croazia, Slovenia finché - ormai in tre - abbiamo deciso che era ora di fermarsi, vendere la moto e comprare un passeggino. Senza immaginare che proprio lui, il colpevole!, non più tardi dell'altra mattina, pedalando in bicicletta verso la scuola materna, avrebbe trovato il modo di lamentarsi perché nella nostra povera famiglia non abbiamo &lt;i&gt;nemmeno&lt;/i&gt; una motocicletta;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;tavolino da campeggio in materiale plastico bianco, senza apparente marca, ricordo di quell'estate in campeggio (l'ultima) in cui ci sembrò una buona idea piantare la tenda in riva al mare, per poi ritrovarci a notte fonda a lottare disperatamente contro il Maestrale, sognando la stanza di mattoni in cui siamo andati a rifugiarci il giorno successivo.&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: justify;"&gt;Ecco le nostre cose. Ecco le nostre storie. E ora che le abbiamo raccontate (le storie) qui sul blog, dei relativi oggetti possiamo fare a meno e vivere più leggeri: metteremo gli annunci su Bazar con la parola magica - regalo! - che fa fioccare le telefonate. Ci serve spazio nuovo, che non succeda come in quei boschi troppo fitti dove gli alberi vecchi impediscono alla vegetazione nuova di crescere. Basta un messaggino sul telefonino per ricordare un pomeriggio, basta un &lt;a href="http://lh6.ggpht.com/_XKixtpB2aus/TT4u1a1y-3I/AAAAAAAAAKI/fY2mcr6s8hA/vecchie%20scarpe.jpg"&gt;vecchio paio di scarpe&lt;/a&gt;&amp;nbsp;(ma soprattutto un buon motivo) per andare alla scoperta di Venezia. In fondo c'è chi vive con &lt;a href="http://www.repubblica.it/esteri/2011/01/03/news/vivere_con_cento_cose-10801248/"&gt;100 cose&lt;/a&gt;, noi ci siamo detti che possiamo rinunciare almeno alle 100 cose che teniamo giù in garage. Ora non resta che spiegarlo al resto della famiglia.&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-3374874293272149493?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/3374874293272149493/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=3374874293272149493&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/3374874293272149493'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/3374874293272149493'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2011/01/garage-party.html' title='Garage party'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TT4SdkBy8QI/AAAAAAAAAKE/tRXlDtDRD54/s72-c/garage.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-607176488195275276</id><published>2011-01-19T12:40:00.001+01:00</published><updated>2011-01-19T12:41:37.905+01:00</updated><title type='text'>Ridatemi il vecchio porco</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TTbN2GFg0NI/AAAAAAAAAJ8/7cU6y-HlO3E/s1600/barney.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TTbN2GFg0NI/AAAAAAAAAJ8/7cU6y-HlO3E/s1600/barney.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Non è il Barney che conosco quello apparso l'altra sera sullo schermo del cinema Astra a Trento. Ha il volto troppo pulito, i modi troppo cortesi e le orecchie probabilmente troppo lavate per essere veramente lui.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Ridatemi il vecchio porco - penso mentre scorrono le immagini sullo schermo - quel bastardo egoista, rissoso, rancoroso, bugiardo e vagamente alcolizzato che tutti noi (i suoi sostenitori) abbiamo imparato ad adorare leggendo (e rileggendo) il grosso libro con la copertina rossa che teniamo sottolineato sul comodino (o più probabilmente &lt;a href="http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2007/02/il-bagno-biblioteca.html"&gt;in bagno&lt;/a&gt;) pronto all'evenienza.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Non basta un Montecristo fra i denti e un bicchiere di Macallan in mano per fare di Paul Giamatti (l'attore) un autentico Barney Panofsky, cioè il personaggio creato dallo scrittore canadese Mordecai Richler. Quel Barney che ci ha insegnato a non vergognarci (troppo) dell'invidia che ci rovina la giornata quando il giornale cittadino dedica un trafiletto benevolo al nostro peggior nemico. Perché la vita di noi Barney - sia detto per inciso - è sempre piena di nemici.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Leggendo Barney sorridiamo della goffaggine che ci coglie quando - tutti impegnati a trovare la frase del secolo per conquistare la donna bellissima della nostra vita - ce ne usciamo semplicemente con un modesto: "Ti piace vivere a Toronto?" dimenticando nel taschino della giacca il foglietto con gli argomenti di conversazione che ci eravamo annotati prima dell'incontro.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Quel Barney senza pudori che, ormai vecchio e solo, non disdegna di richiamare in servizio Miss Ogilvy, l'antica fantasia della giovane insegnante delle medie, che riesce ancora a fargli compagnia, infallibile, durante le notti solitarie.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Detto questo andiamo avanti. Perché Barney-Giamatti non sarà Barney Panofsky, come è naturale visto che i film non sono libri, ma ci sono tanti (buoni) motivi per correre al cinema a vedere "La versione di Barney". Come hanno fatto venerdì all'Astra duecento spettatori, che sembrano pochi ma bastano per esaurire la sala 1. Successo ripetuto ieri, con una previsione di permanenza in città di almeno due o tre settimane.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Primo motivo per correre al cinema. Ecco la via facile per conoscere il vecchio Barney evitandosi la lettura (sublime, ma faticosa) di 490 pagine di cui le prime 100 sono una muraglia eretta dall'autore per selezionare i lettori ammessi al paradiso. Comodo.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Secondo motivo per correre al cinema. Chi ha letto il libro vedrà finalmente Miriam (oh, Miriam!) l'unico, vero, grande amore di Barney che l'attrice Rosamund Pike restituisce all'altezza dei sogni più esigenti. Affascinante.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Il terzo motivo per correre al cinema è conoscere dal vivo Izzy Panofsky, perché se Barney è riuscito (volutamente) un po' annacquato, suo padre Izzy è davvero strepitoso, peggiore perfino dell'originale nel cercare la morte per infarto - lui, poliziotto della buoncostume in pensione - concedendosi l'ultima notte di piacere in un bordello. Signore e signori ecco a voi Dustin Hoffman, che se solo fosse stato più giovane sarebbe stato, lui sì, un Barney favoloso. Magistrale.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Quarto motivo. Depurata dalle sue tinte gialle e dalle pagine in eccesso "La versione di Barney" al cinema diventa una perfetta storia d'amore in tre atti attraverso i tre matrimoni di Barney Panofsky: prime nozze per gravidanza, seconde nozze per errore, terze nozze per amore. Applausi.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Quinto motivo. Scoprire che si può provare compassione anche per un vecchio porco quando la commedia diventa, a poco a poco, un film drammatico. Uno che - detto ancora per inciso - tradisce la moglie alla prima occasione ma quando lei lo fissa dritto negli occhi vuota il sacco disperato, implorando l'ennesimo perdono che questa volta non arriverà (oh, Miriam!). Uno che - questo è il punto - quando perde la memoria ridiventa ufficialmente il bambino che, sotto sotto, non aveva mai smesso di essere. Commovente.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Sesto motivo. Leggere sullo schermo la storia di un uomo e dei suoi errori per scoprire che in fondo il nemico vero sta dentro di noi: chi più di noi stessi (Barney docet) ha il potere di rovinare la nostra vita, costruita faticosamente capitolo dopo capitolo? Istruttivo.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Tre matrimoni, un suicidio, due figli, due divorzi, un amico morto e un'inchiesta per omicidio che si risolve solo alla fine del film. Il tutto in un bagno di ironia di prima classe. Ne "La versione di Barney" cinematografica c'è tutto questo. Insomma sette euro e mezzo spesi bene.&lt;br /&gt;&amp;nbsp;Fate come me: pagate il biglietto con venti euro, utilizzate le monetine del resto per comprarvi un bicchiere di Coca Cola al bar del cinema (potete sempre fingere che sia un Macallan) e terminato lo spettacolo correte in libreria per investire gli ultimi dieci euro nell'edizione tascabile del libro rosso pubblicato dall'Adelphi. Dopo il Barney da Oscar conoscerete il vecchio porco. Non ve ne pentirete.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-607176488195275276?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/607176488195275276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=607176488195275276&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/607176488195275276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/607176488195275276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2011/01/ridatemi-il-vecchio-porco.html' title='Ridatemi il vecchio porco'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TTbN2GFg0NI/AAAAAAAAAJ8/7cU6y-HlO3E/s72-c/barney.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-3117749474824538908</id><published>2010-11-16T12:54:00.001+01:00</published><updated>2010-11-16T12:57:53.497+01:00</updated><title type='text'>Soddisfazioni</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TOJv8faeoVI/AAAAAAAAAJA/uwVFEOEwJ-o/s1600/passeggino.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" src="http://2.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TOJv8faeoVI/AAAAAAAAAJA/uwVFEOEwJ-o/s320/passeggino.jpg" width="240" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Uscire di casa in una grigia giornata autunnale per portare il figlioletto all'asilo nido. Camminare sulle foglie lungo il fiume, spingendo il passeggino protetto dalla capote. Osservare l'acqua marrone che si ingrossa. Fare "ciao ciao", ogni tanto, al &lt;a href="http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/03/lo-chiameremo-gordon.html"&gt;piccolo Gordon&lt;/a&gt; che là dentro si gode il calduccio e quasi si addormenta.&amp;nbsp;Scoprire che all'interno, nonostante il diluvio, è trafilata solo qualche goccia.&amp;nbsp;Osservare i volti scuri dietro i finestrini appannati delle auto bloccate nel traffico e ritrovare in questo modo l'&lt;a href="http://selva-trento.blogautore.repubblica.it/2010/11/16/il-sogno-un-disco-orario-di-5-ore/"&gt;orgoglio del pedone&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-3117749474824538908?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/3117749474824538908/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=3117749474824538908&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/3117749474824538908'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/3117749474824538908'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2010/11/soddisfazioni.html' title='Soddisfazioni'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TOJv8faeoVI/AAAAAAAAAJA/uwVFEOEwJ-o/s72-c/passeggino.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-221117683259351525</id><published>2010-11-15T15:51:00.001+01:00</published><updated>2010-11-15T15:52:18.311+01:00</updated><title type='text'>Mano al portafoglio</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TOFGw7YCnpI/AAAAAAAAAIs/_nGGPX_ryD8/s1600/Jimbo+wales.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TOFGw7YCnpI/AAAAAAAAAIs/_nGGPX_ryD8/s1600/Jimbo+wales.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Non so come spiegarlo, ma questo pomeriggio, dopo l'ennesima verifica su Wikipedia, ho letto &lt;a href="http://wikimediafoundation.org/wiki/WMFJA1/IT"&gt;il messaggio del fondatore&lt;/a&gt; (insomma l'uomo che vedete qui sopra) e... ho &lt;b&gt;PAGATO&lt;/b&gt;. Ho dovuto farlo, l'ho sentito come un dovere personale, perché internet non sia solo Facebook (dove ho solo tre amici, &lt;a href="http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/01/ho-solamente-due-amici.html"&gt;sempre meglio di due&lt;/a&gt;) e soprattutto perché qualche anno fa, prima di sapere che mi sarei collegato all'enciclopedia virtuale più volte al giorno, ero uno di quelli che ridevano.&lt;br /&gt;E se per caso avete (giustamente) dubbi sull'attendibilità di Wikipedia e su chi la consulta prima di scrivere qualcosa sul giornale, andate a leggervi cosa ne pensa &lt;a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/ho-sposato-wikipedia/2108845"&gt;Umberto Eco&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-221117683259351525?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/221117683259351525/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=221117683259351525&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/221117683259351525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/221117683259351525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2010/11/mano-al-portafoglio.html' title='Mano al portafoglio'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TOFGw7YCnpI/AAAAAAAAAIs/_nGGPX_ryD8/s72-c/Jimbo+wales.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-8905735615868565598</id><published>2010-11-14T12:45:00.003+01:00</published><updated>2010-11-14T12:56:48.574+01:00</updated><title type='text'>La brutta copia</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TNfTyxFGuDI/AAAAAAAAAII/HDRXmpJf8MU/s1600/logo_dolomiti.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TNfTyxFGuDI/AAAAAAAAAII/HDRXmpJf8MU/s1600/logo_dolomiti.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TN_MZwxhJuI/AAAAAAAAAIY/g0HZuxrxAnw/s1600/tre+cime.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" src="http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TN_MZwxhJuI/AAAAAAAAAIY/g0HZuxrxAnw/s1600/tre+cime.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;Ecco il lavoro del designer valdostano Arnaldo Tranti, quello che è stato premiato con 30 mila euro dalla provincia autonoma di Trento per aver disegnato la &lt;a href="http://corrierealpi.gelocal.it/cronaca/2010/11/06/news/tranti-ho-cercato-un-simbolo-di-un-antica-identita-2688290"&gt;BRUTTA COPIA&lt;/a&gt; delle Dolomiti. Dice il presidente degli albergatori trentini, Natale Rigotti, che Tranti ha preso ispirazione dalla &lt;a href="http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/cronaca/2010/11/13/news/logo-unesco-concorso-da-rifare-2738280"&gt;Monument Valley&lt;/a&gt; (e non dai Monti Pallidi) e per questo il concorso dovrebbe essere rifatto. A me pare evidente invece che l'ispirazione sia arrivata dalle Tre Cime di Lavaredo (versante nord).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-8905735615868565598?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/8905735615868565598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=8905735615868565598&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8905735615868565598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8905735615868565598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2010/11/la-brutta-copia.html' title='La brutta copia'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TNfTyxFGuDI/AAAAAAAAAII/HDRXmpJf8MU/s72-c/logo_dolomiti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-7534061002280353938</id><published>2010-10-25T12:40:00.057+02:00</published><updated>2010-10-25T13:15:46.756+02:00</updated><title type='text'>Casa dolce casa</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TMSdJAHI_PI/AAAAAAAAAGs/WOkkTx-2GYk/s1600/casadolcecasa.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://4.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TMSdJAHI_PI/AAAAAAAAAGs/WOkkTx-2GYk/s320/casadolcecasa.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi, che ora sappiamo cosa sono le tavelle, le pignatte, i morali, il colmo, la banchina, le putrelle, la mantovana, la mazzetta e perfino la maestà&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi, che parliamo al plurale, perché certe cose, come la ristrutturazione di una casa, bisogna farle assieme&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi, che abbiamo imparato a non perderci d'animo, nemmeno quando sembra che il mondo ti &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TMSdT7noyfI/AAAAAAAAAHI/AJsg2Xpm1YY/s1600/puntelli.jpg"&gt;crolli addosso&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi, che abbiamo imparato a &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TMSdaDMbVTI/AAAAAAAAAHY/QP7VVrs0BW4/s1600/wc.jpg"&gt;immaginarci le cose finite&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi, che ora sappiamo quanto spazio occupa il &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TMSdbI4NeNI/AAAAAAAAAHc/TVYajrKgBNI/s1600/sopra.jpg"&gt;pavimento di una casa&lt;/a&gt;. E soprattutto &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TMSdb_0wtTI/AAAAAAAAAHg/2jT_i_XIBhw/s1600/sotto.jpg"&gt;cosa c'è sotto&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi, amanti dei colori, che avevamo un &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TMSd_lr8uPI/AAAAAAAAAHs/Uq7wNiRTxrE/s1600/bagno1.jpg"&gt;bagno colorato&lt;/a&gt; e nella nuova casa ne abbiamo voluto &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TMSd-CCI0NI/AAAAAAAAAHk/3W8boKoUp4Q/s1600/bagno2.jpg"&gt;un altro&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi, pignoli&amp;nbsp;che abbiamo voluto decidere il destino di ogni &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TMSdSp4btFI/AAAAAAAAAHA/RLN-jnm9WQs/s1600/piastrelle.jpg"&gt;singola piastrella&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi, che abbiamo imparato a &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TMSdVT_2DtI/AAAAAAAAAHQ/gkhg-dubzbY/s1600/sceltedifficili1.jpg"&gt;prendere decisioni&lt;/a&gt; (e a non pensarci più). Decisioni &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TMSdV_ip6wI/AAAAAAAAAHU/JDp0sYtBrmw/s1600/sceltedifficili2.jpg"&gt;difficili&lt;/a&gt;, talvolta &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TMSdR_InLcI/AAAAAAAAAG8/bZwXfkc6_HM/s1600/sceltedifficili3.jpg"&gt;difficilissime&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://lh3.ggpht.com/_XKixtpB2aus/TMSdR_InLcI/AAAAAAAAAG8/bZwXfkc6_HM/s104/sceltedifficili3.jpgÃ¹"&gt;&lt;/a&gt;Noi, che abbiamo acquistato il frigorifero su internet e non sapevamo più come &lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TMSdKwez2TI/AAAAAAAAAG0/fEYhLpKXScE/s1600/frigorifero.jpg"&gt;portarlo in casa&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi, che abbiamo imparato a &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TMSdKHoixnI/AAAAAAAAAGw/GKuW8HNfPqs/s1600/faidate.jpg"&gt;fare da soli&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi, che pensavamo che il risparmio energetico fosse una &lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TMSdU4f2cOI/AAAAAAAAAHM/GxLb2zVfst8/s1600/risparmio.jpg"&gt;cosa semplice&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi, che da due mesi ormai abbiamo imparato a farne a meno ma se tutto va bene tra pochi giorni avremo... &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TMSdTM6g1XI/AAAAAAAAAHE/ohpHH22us2Q/s1600/porte.jpg"&gt;le porte&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi, che in un eccesso di entusiasmo siamo finiti pure &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TMSdIbtPTiI/AAAAAAAAAGo/uKKOG52DYo0/s1600/ospedale.jpg"&gt;all'ospedale&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi, che&amp;nbsp;per consolarci delle&amp;nbsp;(troppe) lampadine appese a un filo ci siamo comprati&amp;nbsp;un &lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TMSazvukCWI/AAAAAAAAAGI/54WtTSJgapk/s1600/lampadario.jpg"&gt;lampadario con 160 fiori&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi, &lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TMSdLtNQ0xI/AAAAAAAAAG4/blAiW1WA0WI/s1600/lui.jpg"&gt;(anzi LUI)&lt;/a&gt; che di quest'anno terribile e straordinario passato a ristrutturare la nuova casa ricorderemo poco o niente&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-7534061002280353938?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/7534061002280353938/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=7534061002280353938&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7534061002280353938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7534061002280353938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2010/10/casa-dolce-casa.html' title='Casa dolce casa'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/TMSdJAHI_PI/AAAAAAAAAGs/WOkkTx-2GYk/s72-c/casadolcecasa.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-8127052036702121336</id><published>2010-03-30T09:42:00.007+02:00</published><updated>2010-03-30T09:56:21.600+02:00</updated><title type='text'>Le parole di carta</title><content type='html'>Cara signora con la giacca azzurra, sì proprio tu che stai qui in fila davanti a me, al banco dell’edicola, tenendo in mano un inserto colorato, chiuso nella plastica assieme a una motoretta. Tu che a un certo punto - colpo di scena! - apri la confezione, tieni il giocattolo cinese e chiedi all’edicolante se - gentilmente - può gettare nel cestino il giornalino e darti anche un pacchetto di Milde Sorte e grazie mille. Che ne sai tu, con quei 10 euro in mano, del valore di un testo scritto, fosse anche una banale scheda tecnica delle moto da gran premio con due foto di Valentino Rossi tirate giù da internet? Tu che per il tuo bambino hai scelto un pezzo di plastica ricoperto di vernice probabilmente tossica.&lt;br /&gt;Che ne sai tu, cara signora con l’auto in doppia fila, che ne sai di un altro bambino che tanto tempo fa metteva da parte la sorpresa per dedicarsi avido al giornalino, certo che avrebbe potuto aprirgli ben altri mondi che un giocattolo. Che ne sai, tu che affidi il tuo futuro al gratta e vinci, senza nemmeno immaginare quanto bassa sia la probabilità statistica di risolvere in questo modo i tuoi problemi, che ne sai di due fratelli che si pestavano ogni giovedì, al ritorno dalla scuola, per mettere per primi le mani sul Il Giornalino che il postino depositava, in quegli anni puntualmente, nella buchetta della posta? Che ne sai tu di una madre che per costringere i figli a mangiare doveva sequestrare loro i fumetti finché i piatti erano vuoti? Che ne sai dell’emozione incontenibile di trovare, durante una spedizione in soffitta, un giacimento di Topolini (di carta) di quelli antichi, con tante storie e poca pubblicità.&lt;br /&gt;Ti sembrerà forse un gesto intelligente quello di lasciare al negozio l’inutile carta per portare via ciò che conta, cioè l’omaggio. Ma è solo perché non puoi nemmeno immaginare la potenza (esatto: ho detto potenza) di un testo scritto, fossero anche pagine per bambini, mica la Divina commedia, capace di far piangere, ridere, tremare per la rabbia, la paura o tenerti sveglio fino a notte, con la pila sotto il letto, per scoprire se il piccolo e sfortunato Oliver riuscirà finalmente a sfuggire al cattivissimo Fagin e al suo terribile compare Sikes. Oppure se il misterioso capitano Nemo sarà capace di condurre il sottomarino Nautilus alla vittoria nella lotta contro il calamaro gigante. E ancora, per vedere se il signor Duncombe capirà mai i tormenti del figlio maggiore Humphrey (incompreso da tutti dopo la morte della madre) impegnato com’è a dispensare comprensione e affetto al figlio minore Miles (insopportabile ingiustizia!).&lt;br /&gt;Tutto questo cara signora, nervosa come le quattro frecce che hai lasciato accese nella via, lo neghi a tuo figlio portandogli in cambio una motoretta finta. Sai che ti dico? Quel giornalino colorato che non trova posto nella tua borsetta troppo piena, me lo porto a casa io dove troverò un altro bambino sempre pronto a chiedere: papo leggimi una storia. In cambio, se dovessi cambiare idea, posso darti uno di quei libri “antichi” che nella nostra famiglia sono ormai alla terza generazione. Ti sembreranno vecchi e rovinati, con le pagine strappate e qua e là scarabocchiate, ma credimi: il giocattolo rotto si butta, il libro sciupato e un po’ scassato, perché è stato preso in mano tante volte, è garanzia di qualità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-8127052036702121336?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/8127052036702121336/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=8127052036702121336&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8127052036702121336'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8127052036702121336'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2010/03/le-parole-di-carta.html' title='Le parole di carta'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-2216440716093729806</id><published>2010-02-26T10:20:00.002+01:00</published><updated>2010-02-26T13:37:58.535+01:00</updated><title type='text'>Scusi, è libero questo posto?</title><content type='html'>&lt;p class="mobile-photo"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/S4eSoniTwmI/AAAAAAAAAFs/nj80Eny8D04/s1600-h/agfb250210_006-798165.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442479901205840482" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/S4eSoniTwmI/AAAAAAAAAFs/nj80Eny8D04/s320/agfb250210_006-798165.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;Non riesco a staccare gli occhi da questa foto. La guardo e penso al signore sulla sinistra che una mattina di febbraio si è annodato la cravatta aiutato dalla moglie, si è infilato il golfino verde, quindi ha indossato il suo giubbino chiaro improvvidamente marchiato Adidas ed è andato a seguire un convegno su Chiara Lubich. Ad un certo punto un altro signore come lui (non siamo forse tutti uguali?) si è avvicinato in sala e gli ha chiesto: scusi è libero questo posto? Risposta: prego si accomodi signor Romano Prodi. E' accaduto ieri mattina a Trento, ma mi dicono sia la norma per l'ex presidente del consiglio. Il premier che vorrei. Se non lui, uno come lui. Quanta differenza con un'altra &lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/2009/12/una-persona-anziana.html"&gt;persona anziana&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Ps: notate dietro Prodi il signore che sonnecchia e ancora più indietro la signora tutta fiera dell'interesse del fotografo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-2216440716093729806?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/2216440716093729806/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=2216440716093729806&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/2216440716093729806'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/2216440716093729806'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2010/02/scusi-e-libero-questo-posto.html' title='Scusi, è libero questo posto?'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/S4eSoniTwmI/AAAAAAAAAFs/nj80Eny8D04/s72-c/agfb250210_006-798165.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-5538580250921335436</id><published>2010-02-26T10:09:00.001+01:00</published><updated>2010-02-26T10:09:53.928+01:00</updated><title type='text'>Non è un paese per bimbi</title><content type='html'>&lt;p class="mobile-photo"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/S4eP4hECf1I/AAAAAAAAAFk/ZJNuG7Bsbqg/s1600-h/osservatore_romano.750-793929.jpg"&gt;&lt;img src="http://2.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/S4eP4hECf1I/AAAAAAAAAFk/ZJNuG7Bsbqg/s320/osservatore_romano.750-793929.jpg"  border="0" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442476875811290962" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;I titoli in stile Manifesto fanno scuola anche sull&amp;#39;Osservatore romano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-5538580250921335436?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/5538580250921335436/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=5538580250921335436&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/5538580250921335436'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/5538580250921335436'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2010/02/non-e-un-paese-per-bimbi.html' title='Non è un paese per bimbi'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_XKixtpB2aus/S4eP4hECf1I/AAAAAAAAAFk/ZJNuG7Bsbqg/s72-c/osservatore_romano.750-793929.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-4984301880933604402</id><published>2010-01-28T20:05:00.006+01:00</published><updated>2010-01-29T11:43:05.858+01:00</updated><title type='text'>Una notizia che mi ha lasciato secco</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/salinger_giovane_holden-708188.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 400px; height: 300px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/salinger_giovane_holden-708186.jpg" alt="salinger giovane holden the catcher in the rye" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Stavo lì davanti al computer a navigare tra tutta quella roba che mettono ogni giorno sui siti internet e via dicendo quando ho letto &lt;a href="http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/01/28/news/morto_salinger-2110784/"&gt;questa notizia&lt;/a&gt; che per poco non mi ha lasciato secco. Lui, intendo dire il vecchio J.D., era morto. Siamo sinceri: era come se fosse morto da sempre visto che in pratica si era sepolto vivo dopo aver scritto un libro. Un libro solo, perché gli altri - siamo ancora più sinceri - è come se non li avesse scritti mai. Ma io li ho comprati lo stesso. Anche gli altri. E' ovvio. Alla fine, poiché l'unico che mi interessava era quello, me lo sono comprato anche in inglese, per leggere esattamente le SUE parole e non quelle della traduttrice. So che voi potete capire, voi che sapete perché sto scrivendo in questo modo e tutto quanto.&lt;br /&gt;Insomma ora so cosa si prova quando muore uno di quegli scrittori. Prima non lo sapevo perché quando lessi la versione del &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mordecai_Richler"&gt;vecchio Barney&lt;/a&gt; lui era già morto (cazzo! cazzo! cazzo!).&lt;br /&gt;Sono libri che quando li hai finiti di leggere e tutto quel che segue vorresti che l'autore fosse tuo amico per la pelle e poterlo chiamare al telefono tutte le volte che ti gira. Nessuno potrà più chiamare il vecchio J.D. al telefono. E probabilmente neanche prima, nel caso vi fosse venuto il dubbio. E' da gente come lui che di fronte a un laghetto ghiacciato in mezzo ai grattacieli impariamo a porci la domanda giusta. E cioè: ma dove vanno le anatre d'inverno?&lt;br /&gt;Aveva 91 anni. Un'età per cui io farei la firma, se proprio ci tenete a saperlo. Ma questa è un'altra storia. Non dovevano intitolargli una scuola di scrittura. Lui odiava queste cose. Lui avrebbe odiato anche un post come questo, se è per quello. L'aveva scritto chiaro: "Spero con tutta l'anima che quando morirò qualcuno avrà tanto buonsenso da scaraventarmi nel fiume o qualcosa del genere. Qualunque cosa, piuttosto che ficcarmi in un dannato cimitero". Figuriamoci se avrebbe gradito un  dannato"coccodrillo".&lt;br /&gt;Del Giovane Holden vorrei tanto scrivere che è un libro eccezionale, eccetera, eccetera, ma mi trattengo. Eccezionale. Se c'è una parola che odio è eccezionale. È talmente fasulla. Vorrei tanto averlo scritto io. E invece è stato lui. Se solo avessimo potuto chiamarlo al telefono, chissa cosa ci avrebbe detto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come minimo: andate a leggere &lt;a href="http://it.wikiquote.org/wiki/J.D._Salinger"&gt;QUI&lt;/a&gt; qualche passaggio di J.D. Salinger. Giuro che è roba da far venire la pelle d'oca.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-4984301880933604402?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/4984301880933604402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=4984301880933604402&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/4984301880933604402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/4984301880933604402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2010/01/una-notizia-che-mi-ha-lasciato-secco.html' title='Una notizia che mi ha lasciato secco'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-6378896568923359607</id><published>2010-01-02T23:00:00.002+01:00</published><updated>2010-01-02T23:18:50.074+01:00</updated><title type='text'>Fausto</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/coppibartali-718663.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 202px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/coppibartali-718656.jpg" border="0" alt="coppi e bartali" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel cinquantesimo anniversario dalla morte di Fausto Coppi (oggi) voglio pubblicare questo pezzo che aveva tutto un altro scopo (e forse ce l'ha ancora) ma è rimasto a sonnecchiare sul mio disco rigido. Ho letto sui giornali le commemorazioni e ho capito che, sebbene incompleto, era giunta l'ora di tirarlo fuori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;... quando mancavano quarantaquattro tornanti al passo seppe che ce l'avrebbe fatta perché lui era Bartali, il grande campione, e saliva le rampe dello Stelvio sotto l'ultima neve di maggio con il passo del ciclista in stato di grazia. Mancavano quarantatre tornanti alla vetta ma lui - Bartali - saliva senza paura, guardando in alto, lungo i fianchi delle Alpi, quella traccia che l'avrebbe portato in cima e poi giù di volata, verso la gloria del traguardo.&lt;br /&gt;E' bello scalare il passo Stelvio, questa rampa infinita e spaventosa, se sulla maglia hai scritto Bartali e sui pedali ci sono due gambe lucide e ubbidienti che spingono un rapporto da cinque metri e  mezzo. E' bello leggere sui paracarri austriaci il conto alla rovescia dei tornanti - ne mancano solo quarantatre, che ci vorrà mai? - mentre gli avversari restano indietro, staccati, uno ad uno, regalando al morale quella marcia in più che l'uomo al comando inserisce per filare dritto verso la vittoria. E' bello prendere la rincorsa sul pavè del sesto tornante (ne mancano 42 alla vetta) per lanciarsi sul rettilineo sincronizzando i respiri, profondi e regolari, con i colpi di pedale.&lt;br /&gt;Nell'attesa dello scollinamento Bartali, ancora incredulo, prega la Madonna, lui che ce l'ha una Madonna da pregare, che lo porti in cima e poi giù verso il traguardo di Bormio a prendere la maglia rosa.&lt;br /&gt;E' bello sentire un cuore da bisonte che batte regolare dentro il petto, un cuore che la mattina borbotta quaranta battiti al minuto ma quando serve può arrivare a centottanta. Un cuore di quelli che - dicono i dottori - si vedono una volta ogni venticinque anni e sarebbe un prodigio sprecato - dicono i direttori sportivi - se finissero a lavorare i campi invece di fare il motore di una bicicletta.&lt;br /&gt;E' bello - essendo Bartali - sentire lo stomaco che spreme l'energia dal pane e salame, l'acqua della borraccia che va a rimpiazzare il sudore che è caduto copioso sulla ghiaia della strada.&lt;br /&gt;Allora Bartali - l'invincibile Bartali - è lì che prega la Madonna e pedala regolare sul passo dello Stelvio, una pedalata e un respiro, una pedalata e un respiro, quando al ventiduesimo tornante (ne mancano solo ventisei!) commette l'errore di alzare per la prima volta gli occhi dal manubrio, avvicinarsi al parapetto e guardare verso il basso dove - invece del vuoto - vede la maglia bianco-celeste di un fantasma. Ma Fausto Coppi - pensa Bartali - è troppo distante, quattro tornanti più sotto, anche se pare che abbia il motore, laggiù, davanti alle motociclette, con quella cassa toracica sgraziata (ma quant'è larga?) che però sul sellino di una bicicletta diventa una caldaia con la pressione al massimo.&lt;br /&gt;I polmoni di Fausto Coppi bruciano sette litri d'aria di montagna al colpo e poi soffiano vapore, mettendo in moto due stantuffi che girano potenti portando il campione alla ruota del rivale.&lt;br /&gt;E' dura essere Gino Bartali  quando dietro arriva Fausto Coppi, con il suo cuore da cavallo che a riposo fa trentacinque battiti al minuto, uno che - dicono i dottori - nasce solo una volta ogni cinquant'anni e per un destino infame arriva proprio quando a dominare la scena c'eri tu.&lt;br /&gt;Sia maledetto Fausto Coppi. Gino Bartali si alza furioso sui pedali, si attacca alla borraccia (non quella dell'acqua, l'altra) manda al diavolo la Madonna e si rituffa sul manubrio. Ma al trentottesimo tornante - quando ne mancano dieci appena, ma sembrano tantissimi - le gambe sono diventate bielle di gomma invece che d'acciaio, lo stomaco non ha più cibo da trasformare in benzina e Fausto Coppi è lì dietro -  con la sua caldaia enorme che sbuffa tra i cumuli di neve - a farti saltare i nervi con quei capelli scuri e impomatati. Se fosse solo per quel sapore di sangue che sente in bocca (ha rotto i capillari per lo sforzo) Gino Bartali si accoderebbe alla ruota del nemico e ci resterebbe inchiodato fino alla morte. Ma la bava gli incolla le mascelle, le gambe si incendiano e la nebbia gli scende sugli occhi. Se non fosse che siamo nel 1953 ci sarebbe la televisione a riprenderlo, ma su quella strada di montagna - dove il Giro d'Italia passa per la prima volta (mai erano saliti così in alto!) - Gino Bartali, solo con l'avversario, sente il respiro potente di Fausto Coppi che prende la rincorsa, scatta e lo sorpassa al quarantaquattresimo tornante (quando ne mancano solo quattro alla fine!) lui che invece di una Madonna da pregare ha una bella signora bianca che lo attende giù al traguardo. Gino Bartali lo vede affrontare l'ultima curva su quella bicicletta  di colore celeste-Bianchi e poi farsi più distante. Lo può solo immaginare mentre si  lancia in discesa con un foglio di giornale sotto la maglietta - e forse neanche quello - per proteggersi dal gelo. Gli spettatori che applaudono sul passo gli leggono negli occhi un velo di tristezza, come se per un attimo (uno soltanto!) avesse pensato al fratello Serse Coppi morto in corsa e alle ossa troppo fragili che  lui, Fausto, si ruppe pedalando senza paura sulle strade del Trentino. Bartali ormai è staccato, ma è come se lo vedesse - perché l'ha visto tante volte - stringere il manubrio come le corna di un toro e lanciarsi verso Bormio.&lt;br /&gt;Poi per un attimo - Bartali lo sa - Coppi stacca la mano destra dalla bicicletta e la porta sulla tasca posteriore della maglia per controllare che sia tutto a posto. Quando sarà all'arrivo prenderà quel pettine e lo passerà tra i capelli prima di giungere a tiro dei fotografi.&lt;br /&gt;Bartali invece no. Al tornante numero quarantotto (l'ultimo) rallenta il passo. Siamo nel 1953 e non c'è la televisione, quindi nessuno lo vede mentre con le lacrime agli occhi appoggia un piede a terra (Bartali appoggia un piede a terra!) e con la forza della disperazione...&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-6378896568923359607?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/6378896568923359607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=6378896568923359607&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/6378896568923359607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/6378896568923359607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2010/01/fausto.html' title='Fausto'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-109551509143529339</id><published>2009-12-26T00:39:00.000+01:00</published><updated>2009-12-26T00:41:55.959+01:00</updated><title type='text'>Babbo Natale</title><content type='html'>I piccoli credono che Babbo Natale esista e i grandi vogliono farglielo credere a tutta forza, mettendo in scena pantomime prodigiose. Era un pomeriggio di tanti  anni fa quando qualcuno  si mise d&amp;#39;impegno per spezzare quest&amp;#39;incanto. Ero in auto con mio padre e altri due bambini di ritorno dalla lezione di nuoto, quando uno di loro, dall&amp;#39;alto dei suoi dieci anni, spiattell&amp;#242; con finta indifferenza la sua grande verit&amp;#224;: Babbo Natale non esiste, sono la mamma e il pap&amp;#224;. Disse proprio cos&amp;#236;, seguito da mio padre che  l&amp;#224; davanti, un occhio alla strada e l&amp;#39;altro sul sedile posteriore per capire l&amp;#39;effetto provocato dalla rivelazione, si affrett&amp;#242; a spiegare che effettivamente ai regali dei pi&amp;#249; grandicelli ci pensavano mamma e pap&amp;#224; poich&amp;#233; i servizi di Babbo Natale erano riservati esclusivamente ai pi&amp;#249; piccini. Parlava con tono suadente come se volesse convincere il piccolo provocatore a mettere in pausa la razionalit&amp;#224; per concedere a me, all&amp;#39;altro mio piccolo amico e - perch&amp;#233; no? - pure a lui genitore, un ultimo Natale di magia.&lt;br&gt;Tutto inutile, perch&amp;#233; io, ormai, sapevo. Anni di indagini e di (inutili) appostamenti mi avevano reso consapevole del rito che si compie la notte di Natale. Prove nessuna, ma indizi ne avevo in quantit&amp;#224; compresi quei pacchi colorati che erano spariti dall&amp;#39;armadio di mia madre per comparire, identici, sotto l&amp;#39;albero. Oppure quella manciata di farina gialla per le renne lasciata nel piattino che ritrovai il giorno successivo nel bidone sotto il lavandino. E poi, per dirla tutta, se Babbo Natale fosse esistito veramente non avrebbe mai portato i regali pi&amp;#249; costosi ai bimbi ricchi e i balocchi pi&amp;#249; economici (o semplici dolciumi) ai figli delle famiglie meno abbienti come avveniva puntualmente nella poco magica realt&amp;#224;. Infine, poich&amp;#233; il mondo all&amp;#39;epoca non lo conoscevo, vivendo in un universo che si estendeva tra casa nostra e quella dei miei nonni, su di me aveva scarsa presa il dubbio su come facesse il grande vecchio a consegnare tutti i regali in una notte, ma comunque eravamo tutti d&amp;#39;accordo su un fatto: Babbo Natale erano proprio la mamma e il pap&amp;#224; che si preoccupavano per tempo di scoprire i nostri desideri, facendoci scrivere la famosa letterina da spedire al Polo Nord. Ma che bisogno c&amp;#39;era di gridarlo ai quattro venti come aveva fatto in auto quel mio compagno sapputello? Che bisogno c&amp;#39;era di farsi grandi tirando fuori la cruda verit&amp;#224;? Tanto pi&amp;#249; che - come scopro leggendo i giornali di queste feste - immaginare Babbo Natale fa bene all&amp;#39;immaginazione e anche i pi&amp;#249; grandi potrebbero scoprire che per chi davvero ci crede Babbo Natale (chiamatelo come volete) esiste veramente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-109551509143529339?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/109551509143529339/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=109551509143529339&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/109551509143529339'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/109551509143529339'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/12/babbo-natale.html' title='Babbo Natale'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-3183082197339929080</id><published>2009-12-16T09:32:00.005+01:00</published><updated>2009-12-16T10:51:13.133+01:00</updated><title type='text'>349.999 copie</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/ammaniti-731020.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 322px; height: 400px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/ammaniti-730789.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scopro leggendo questa pubblicità che hanno venduto 350 mila copie del nuovo romanzo di Niccolò Ammaniti, Che la festa cominci. Non possono sapere che la mia è finita nel cassonetto della carta da riciclare, quindi fanno 349.999 che comunque mi sembrano un numero spropositato per un romanzo ignobile. Tanto è stato terribile, questo libro, che per la prima volta sono corso su Ibs.it, (perché ancora non conoscevo anobii.com), a depositare il mio sdegno. Era il 5 novembre scorso e scrissi questo:&lt;br /&gt;&lt;blockquote&gt; &lt;span style="font-style: italic;" class="tcorpotesto"&gt;&lt;br /&gt;Libro letto a letto in due giorni, durante un'influenza... l'ho appena posato sul comodino e un'urgenza insolita e inaspettata mi coglie: quella di stroncarlo. Mai scritta una recensione su Ibs, ma questa volta devo farlo: pessimo. Un attentato alla credulità del lettore. Dopo le buone prove del passato (Io non ho paura, Ti prendo e ti porto via) un capitombolo imbarazzante e incredibile: possibile che nessuno, non l'editore, non gli editor, nemmeno la lunga lista di persone citate nei ringraziamenti, abbia impedito ad Ammaniti di pubblicare quest'opera tremenda? Scrittura debole, solo che questa volta non c'è la storia a sostenere il romanzo. E sorprende quell'aggettivo - "comico" - che si legge sulla quarta di copertina, assieme all'unica frase vagamente ironica di un romanzo che non fa (nemmeno) ridere.&lt;/span&gt;&lt;/blockquote&gt;&lt;br /&gt;Per rifarmi sto leggendo &lt;a href="http://www.ibs.it/code/9788884271648/cagnan-paolo/con-tutti-i-posti.html"&gt;questo&lt;/a&gt; che, per dirla tutta, è il libro di un mio collega di lavoro, anzi un mio amico. Se vi piace viaggiare, ma non avete il tempo, l'energia, le possibilità o semplicemente vi manca il coraggio di farvi tre settimane sulla Transiberiana comprate il libro di Paolo Cagnan (&lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/cagnan.jpg"&gt;foto&lt;/a&gt;), sarà lui a condurvi per mano da Mosca a Pechino passando da Novosibirsk e Ulan Bator.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-3183082197339929080?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/3183082197339929080/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=3183082197339929080&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/3183082197339929080'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/3183082197339929080'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/12/349999-copie.html' title='349.999 copie'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-8491560379362067662</id><published>2009-12-15T12:56:00.003+01:00</published><updated>2009-12-15T13:12:20.056+01:00</updated><title type='text'>Una persona anziana</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/berlusconi-741796.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 341px; height: 400px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/berlusconi-741793.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ero lì in redazione a scrivere &lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/ricercatore.jpg"&gt;questo articolo&lt;/a&gt; quando ho sentito in televisione una serie di interviste di strada dedicate all'aggressione a Berlusconi: c'era la signora che si indignava, il ragazzo che sosteneva il suo idolo (Silvio), lo studente che diceva che "un po' se l'è cercata" e l'uomo che gli ribadiva "che questo non è il modo". E poi c'è stato un giovane che con la sua dichiarazione candida ha illuminato la mia stanza, dicendo finalmente la verità che è sotto gli occhi di tutti e che nessuno vede: "Queste cose non si fanno - ha detto senza malizia - tanto più che si tratta di una persona anziana".&lt;br /&gt;Persona anziana. Ho il sospetto che se Silvio Berlusconi lo venisse a sapere, dall'alto dei suoi tacchi, orgoglioso dei suoi capelli nuovi e soddisfatto del suo lifting, odierebbe il giovane intervistato più di Massimo Tartaglia, cioè il suo aggressore. E' la dimostrazione (se serviva) che le parole (giuste) possono fare più male di un souvenir del Duomo di Milano quando te lo tirano in faccia a tutta forza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-8491560379362067662?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/8491560379362067662/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=8491560379362067662&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8491560379362067662'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8491560379362067662'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/12/una-persona-anziana.html' title='Una persona anziana'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-7589464916328584280</id><published>2009-12-10T10:28:00.003+01:00</published><updated>2009-12-10T10:37:10.212+01:00</updated><title type='text'>Una questione di fiducia</title><content type='html'>Ci sono azioni che richiedono fiducia. Più che salire su un aereo e sorvolare l’oceano, più che consegnare in banca i risparmi di una vita, forse ancora più che entrare nell’ambulatorio del medico e farsi visitare. Una di queste azioni è affidare i propri figli all’asilo nido, soprattutto il primogenito, quando ancora non sappiamo come funzionano queste cose e ci opprime il senso di colpa per un distacco che avvertiamo prematuro. Chi è padre o madre capirà al volo, gli altri si devono fidare: è proprio così.&lt;br /&gt;Quando giunge il momento ci prendiamo un giorno di riposo e andiamo in due, mamma e papà, facendoci coraggio, all’asilo nido privato di periferia, quello con il nome rassicurante e le finestre colorate dove il nostro piccolo lo accoglierebbero anche subito. Sulla porta si presenta una maestra sorridente, con un bambino in braccio, ma noi siamo già lì con gli occhi ansiosi a verificare che sia tutto a posto: niente spigoli vivi, niente giocattoli pericolosi, niente vernici velenose e altre cose che abbiamo letto sul manuale del perfetto genitore. Poi chiediamo dov’è la cucina e ci indicano una porta là in fondo, ma non ce la fanno vedere per motivi, dicono, igienico sanitari. Infine usciamo e con un’occhiata ci intendiamo al volo: qui no, senza nemmeno sapere bene perché.&lt;br /&gt;All’asilo pubblico, dove ci chiamano dopo tre mesi, sorvoliamo sull’odore che sentiamo in corridoio perché - ci consoliamo - può capitare in un posto dove cambiano duecento pannolini al giorno. Quindi mettiamo il nostro figliolo in braccio ad una sconosciuta, sperando tanto che questa donna gentile non si trasformi in un’arpia quando avremo chiuso la porta dietro di noi senza voltarci per non cedere alle grida del piccolo. Confidiamo che gli soffi il naso quando gocciola, che gli pulisca il sederino prima che diventi rosso, che lo imbocchi con pazienza e lo consoli quando piange. Giorno per giorno lo studiamo con amorevole sospetto ma lui dorme tranquillo, la mattina corre all’asilo, la domenica ci canta la sua prima canzoncina e noi ci rilassiamo nonostante quel bernoccolo in piena fronte: quante storie, i figli sono di tutti, così innocenti, incapaci di denunciare la violenza, chi mai avrebbe il coraggio di maltrattarli? Finché un giorno al telegiornale delle 13 e 30 un filmato ci sorprende con la forchetta a mezz’aria: in televisione da Pistoia c’è una donna isterica che mena sberle e tira i capelli ad una bimbetta che i genitori credevano in buone mani. Vorremmo non guardare e invece stiamo là incollati, se non altro per capire che è una pazza esaurita e questo - tutto sommato - un po’ ci consola perché la pazzia a differenza della cattiveria in questo mondo è un’eccezione.&lt;br /&gt;Quel &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=vIlLXxHUMRo&amp;feature=related"&gt;VIDEO&lt;/a&gt; che già circola su internet sarebbe un attentato alla fiducia, un detonatore all’ansia di ogni genitore che affida il figlio al prossimo se non ci fossero - per fortuna - altre storie da raccontare. Storie come quella di un primogenito, sempre quello, che giunto ormai alla scuola materna incontra una delle sue vecchie maestre per la strada. Non una maestra qualsiasi, ma LA MAESTRA, perché anche se nell’aula si alternano in tre o quattro (altrimenti diventerebbero esaurite pure loro) di maestra ce n’è una sola. Lui cammina per mano al suo papà e lei è dall’altra parte del ponte sull’Adige che gli viene incontro lungo il marciapiede. Benché porti gli occhiali spessi lo vede da lontano e gli sorride. Quando il piccolo le giunge a tiro lo solleva, lo stringe, lo bacia e gli dice: ciao Emilio, come va? Ma lui non risponde, si ficca quelle due dita in bocca e le succhia come un disperato senza tirare fuori una parola. Alla fine ci allontaniamo verso le estremità opposte del ponte e io indago: ma che figure mi fai fare? Non te la ricordi più la maestra Mariella? E lui con un filo di voce, spiega: “Papo, mi faceva male il collo”, perché ancora non sa come si dice nodo in gola, uno di quei “groppi” che ti prendono quando incontri dopo tanto tempo una persona a cui ti eri molto affezionato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;P.S.&lt;/span&gt; Grazie a tutti quelli che in questi mesi di inattività mi hanno scritto o sono venuti qui fuoridalpalazzo a vedere se c'era qualche novità... questo blog riprende le trasmissioni!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-7589464916328584280?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/7589464916328584280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=7589464916328584280&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7589464916328584280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7589464916328584280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/12/una-questione-di-fiducia.html' title='Una questione di fiducia'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-1328736151054129382</id><published>2009-06-03T20:03:00.001+02:00</published><updated>2009-06-03T23:56:38.923+02:00</updated><title type='text'>Fiocco azzurro</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/attilio.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/attilio.jpg" border="0" alt="attilio" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Alle 17 e 20 &amp;#232; nato con parto naturale Attilio Selva, fratello di Emilio, pochi capelli biondi, tutte le cose al posto giusto, segno zodiacale gemelli, il pi&amp;#249; grande dei bimbi venuti alla luce oggi al Santa Chiara di Trento con i suoi 4 chili e 190 grammi, cio&amp;#232; mio figlio, insomma nostro! Evviva!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-1328736151054129382?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/1328736151054129382/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=1328736151054129382&amp;isPopup=true' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/1328736151054129382'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/1328736151054129382'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/06/fiocco-azzurro.html' title='Fiocco azzurro'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-4554475504744099381</id><published>2009-05-25T13:11:00.000+02:00</published><updated>2009-05-25T13:13:38.373+02:00</updated><title type='text'>Commistioni</title><content type='html'>&lt;p class="mobile-photo"&gt;&lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/250520091646-001-718375-718437.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/250520091646-001-718375-718433.jpg"  border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;I supermercati si riempiono di libri e le librerie replicano con i cestelli per la spesa. Evviva chi sa pensare in grande.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-4554475504744099381?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/4554475504744099381/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=4554475504744099381&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/4554475504744099381'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/4554475504744099381'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/05/commistioni.html' title='Commistioni'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-8559199421946325048</id><published>2009-05-21T17:14:00.003+02:00</published><updated>2009-05-21T17:15:36.588+02:00</updated><title type='text'>La vendetta delle donne</title><content type='html'>La vendetta delle donne si è realizzata in pieno il giorno che hanno aperto agli uomini le porte della sala parto. Parlo da uomo del Nordest, uno compreso in quell’84 per cento di padri che nelle nostre zone viene trascinato alla nascita del figlio, con una certa invidia per gli uomini del Sud italiano dove solo il 30 per cento dei padri si rassegna a stare accanto alla compagna partoriente. Prevedo l’obiezione: c’è chi lo fa volentieri. Sì, certo: c’è il partito dell’esperienza “fantastica e fenomenale”, quelli che per rivivere l’emozione della propria donna sofferente la fissano sulla telecamera e poi guardano il film in salotto. Poi ci sono quelli che lo fanno per spirito di servizio, perché se la donna chiama loro rispondono e vanno quindi rispettati. E infine ci sono i paracarri. Nella notte fra il 21 e il 22 giugno del 2005 io ero un goffo paracarro piantato nel bel mezzo della sala parto azzurra (per chi non lo sapesse c’è anche la sala rosa) dell’ospedale Santa Chiara: ostetriche, anestesiste, infermiere, ginecologhe e altre donne che non saprei meglio definire mi passavano accanto veloci facendomi il giro attorno, come se non esistessi, senza chiedermi nulla né rendermi partecipe del misterioso rito che si stava consumando in mia presenza.  All’alba di quella notte afosa io stavo ancora lì piantato, col dubbio tremendo che qualcosa stesse andando storto e nessuno avesse il coraggio di dirmelo. Qualcosa stava andando sicuramente storto - mi dicevo - perché non è naturale che i bambini dopo milioni d’anni di evoluzione nascano ancora in questo modo doloroso. Ma non potendo far nulla mi tenevo il mio segreto in silenzio perché - questa era la mia unica certezza - non c’è nulla di peggio che spaventare una donna incinta.  Se mi avessero chiesto di prendere per il collo un medico anestesista e trascinarlo lì con la minaccia di un coltello per fare l’epidurale giuro che l’avrei fatto. Se l’avessero gradito sarei sceso giù al bar a prendere un caffè per tutti, già che c’ero avrei potuto cambiare il disco orario al primario, qualunque cosa pur di rendermi utile ma nessuno mi consultò. Mi lasciarono lì come un paracarro, con l’unico incarico di farmi stringere la mano destra che poi mi tenni indolenzita per un paio di settimane almeno mostrandola ai colleghi: i dolori del parto.  Quando sul più bello tirarono fuori il bisturi cercai di protestare (nessuno tocchi mia moglie) ma bastò un’occhiataccia per ricacciarmi a posto con una battuta fulminante che non ho più dimenticato: non ti hanno insegnato niente al corso? Io al corso c’ero andato una volta sola. Probabilmente era quella sbagliata perché si parlò solo di massaggi anti dolore che non potei mai mettere in pratica dato che quando fu l’ora lei (un fascio di nervi!) non volle nemmeno essere toccata.  Basta. Tutto andò bene e nella foto ricordo lei è a sinistra sorridente, il piccolo è al centro addormentato, io sono quello sconvolto sulla destra con l’aria di chi è passato sotto un camion. Da quel 22 giugno sono passati quattro anni, il minimo necessario per riprendermi e tornare in sala parto tra due settimane. Potrei forse farne a meno, invocare un improvviso impegno di lavoro, una trasferta urgente, potrei sperare nella necessità di un parto cesareo (la “fortuna” che toccò al mio collega P.), oppure svenire all’improvviso, chiedere una dispensa per stare accanto al primogenito che quel giorno vedrà cadergli il mondo addosso. Ma alla fine io ci sarò, se non altro perché al termine di quella notte torrida, dopo dieci ore estenuanti passate a fare il paracarro, lei mi disse: se non ci fossi stato tu.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-8559199421946325048?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/8559199421946325048/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=8559199421946325048&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8559199421946325048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8559199421946325048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/05/la-vendetta-delle-donne.html' title='La vendetta delle donne'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-409233529488670650</id><published>2009-05-06T00:30:00.004+02:00</published><updated>2009-05-06T01:10:15.929+02:00</updated><title type='text'>Berlusconi: posso palpare un po' la signora?</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/RkwRe2lJ9TM&amp;amp;hl=" fs="1" width="380" height="307" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nuova gaffe del presidente Silvio Berlusconi che saluta così l'assessore della Provincia di Trento alle pari opportunità Lia Beltrami: &lt;strong&gt;"Posso palpare un po' la signora?".&lt;/strong&gt; Lei non voleva credere alle sue orecchie. Io nemmeno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;P.S.&lt;/strong&gt; La ripresa è stata effettuata il 25 aprile 2009 dall'emittente locale trentina Tca, al seguito dell'assessore Beltrami (Udc) durante una visita ai volontari trentini impegnati tra le macerie di Bazzano, alla periferia de L'Aquila (registrazione dell'agenzia giornalistica Opinione). La &lt;a href="http://www.giunta.provincia.tn.it/giunta_provinciale/pagina47.html" target="_blank"&gt;signora&lt;/a&gt;, 41 anni, sposata, due figli, fresca di nomina nell'esecutivo provinciale, non ha gradito. Se vuoi approfondire clicca &lt;a href="http://trentinocorrierealpi.gelocal.it/dettaglio/berlusconi-gaffe-con-la-beltrami-posso-palpare-video/1628657#commenta"&gt;giornaletrentino.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-409233529488670650?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/409233529488670650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=409233529488670650&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/409233529488670650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/409233529488670650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/05/berlusconi-posso-palpare-un-po-la.html' title='Berlusconi: posso palpare un po&apos; la signora?'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-8252866018540998382</id><published>2009-04-14T09:50:00.004+02:00</published><updated>2009-04-17T11:00:56.528+02:00</updated><title type='text'>Oggetti inutili sotto le macerie</title><content type='html'>Diciamo la verità: abbiamo tutti guardato alla televisione le macerie de L’Aquila e le tendopoli degli sfollati pensando (con sollievo) che per fortuna non era successo a noi. Ci siamo indignati seguendo le telecamere che bussavano alle portiere dei senzatetto chiusi in auto per la notte, ci siamo vergognati quando i microfoni si intrufolavano nelle tende dove i terremotati avevano trovato riparo e abbiamo pensato - con sollievo, continuando a guardare senza mai cambiare canale - che per fortuna non era toccato a noi. Abbiamo guardato il telegiornale con un pizzico d’orgoglio (senza il coraggio di confessarlo) perché le nostre case non le fanno mica con la sabbia di mare sporcata di cemento. Almeno di questo ci illudiamo, noi fortunati che il terremoto ci capita di guardarlo solo alla televisione. Non dobbiamo vergognarci di questa curiosità morbosa, che è poi la stessa debolezza umana che ci porta a rallentare quando passiamo accanto a un incidente stradale per vedere che è successo e magari ci fermiamo, ci uniamo alla piccola folla che non manca mai dove c’è la strada sporca di sangue e ricostruiamo la dinamica mentre più in là, sotto il lenzuolo bianco, c’è ancora la salma dell’autista. In questo gli uomini sono specialisti, mentre le donne si dedicano alle malattie, ai tradimenti e alle sventure familiari. Siamo bravissimi a guardare la tragedia dritta negli occhi - quella degli altri, che non riesce a turbarci nel profondo - per imparare come si fa a starne alla larga.&lt;br /&gt;Così, leggendo le cronache da L’Aquila, ci siamo improvvisati tecnici, spiegando a vicini e colleghi di lavoro come vanno costruite le case a regola d’arte e cosa bisogna fare quando si sente una scossa nel cuore della notte. Abbiamo ascoltato i pompieri (anche i nostri) spiegare come bisogna fuggire, quali cose bisogna tenere a portata di mano, quale via di fuga scegliere verso la salvezza mentre un palazzo oscilla pericolosamente. Abbiamo ascoltato gli ingegneri spiegare come si costruisce un edificio, quanto deve resistere un pilastro e che forma devono avere i tondini di ferro per non sfilarsi via, strappati dal sisma, come uno stuzzicadente infilato nel burro.&lt;br /&gt;Ma la vera lezione da imparare era un’altra. E siamo ancora in tempo. E’ quella che una giovane donna dagli occhi ormai asciutti ha impartito a una telecamera non troppo invadente. Ha spiegato che mentre i suoi vicini di casa si affrettavano verso le macerie per recuperare qualche vestito, le fotografie del matrimonio e del battesimo, i gioielli e i soldi che erano rimasti nel cassetto del comò, magari i giochi dei bambini rimasti a galleggiare tra la calce e le travi spezzate, lei in quelle macerie non aveva più nulla da cercare. Non c’è sciacallo, ormai, che possa farle paura.&lt;br /&gt;Chissà se si è salvata la nuova televisione a schermo piatto, oppure il frigorifero con il congelatore incorporato o ancora i quadri d’autore che messi all’asta avrebbero avuto un loro valore. Forse giù in garage - dov’era parcheggiata l’auto - c’è ancora qualcosa che potrebbe tornare utile: la bicicletta da corsa nuova di zecca, il motorino, oppure gli sci e gli scarponi pronti per l’ultima domenica d’inverno. Dalle macerie - chissà - si potrebbe recuperare qualche vestito firmato oppure le scarpe di marca. Ma lei non cercava più nulla perché - avendo perso il marito e i due figlioli - non aveva più nulla da trovare. Ha detto qualcosa che non ricordo esattamente, ma che riguardava il “senso del possesso” stravolto da un’onda sismica che oltre alla casa le ha portato via gli affetti.&lt;br /&gt;Insomma quella donna parlando del terremoto ci ha descritto un’altra tragedia (la nostra) di gente che si affanna a dedicare la vita intera ad accumulare oggetti che possono restare benissimo sotto le macerie (e nessuno ne sentirà la mancanza) invece di attribuire il giusto valore a tutto quello che diamo sempre per scontato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui sotto alcune "chicche" televisive:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/siFaF1Trcxc&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/siFaF1Trcxc&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="380" height="307"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-8252866018540998382?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/8252866018540998382/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=8252866018540998382&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8252866018540998382'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8252866018540998382'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/04/oggetti-inutili-sotto-le-macerie.html' title='Oggetti inutili sotto le macerie'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-6767140504600258633</id><published>2009-04-14T09:37:00.000+02:00</published><updated>2009-04-14T09:39:28.927+02:00</updated><title type='text'>Lo spazio è relativo</title><content type='html'>Poich&amp;#233; siamo in tre, e presto saremo in quattro, in una casa in cui ai bei tempi si stava bene in due, ci stiamo guardando attorno con sempre maggiore energia per allargarci almeno un po&amp;#39;. Siamo gente esigente: vorremmo avere una camera per uno in cui fare i nostri comodi e - quando veniamo ai ferri corti - ritirarci per farcela passare. Se possibile ci servirebbe anche una stanza - o almeno un ripostiglio - in cui ammucchiare tutti quegli oggetti inutili di cui ci siamo un po&amp;#39; stufati ma che non abbiamo il coraggio di buttare via.&lt;br&gt;Ieri mattina, dopo averne viste tante, ci siamo ritrovati in una casetta di un ex quartiere popolare dove una volta vivevano le famiglie degli operai trentini: stanza, cucina, bagno, cantina, soffitta e niente parcheggio visto che l&amp;#39;auto, per chi viveva in quei rioni, era un lusso inarrivabile. I tempi sono cambiati. Dove una volta si stringevano due famiglie ora ne vive una delle nostre: due soffitte fanno una mansarda, due cantine fanno una taverna, tutto il resto si raddoppia e per il parcheggio ci si arrangia. Cos&amp;#236; hanno fatto molti, in varie zone della citt&amp;#224;, e cos&amp;#236; avevamo pensato di fare noi. Solo di una cosa il proprietario ci aveva avvisato dandoci appuntamento per le undici: &amp;quot;Abbiamo affittato la casa a una famiglia di stranieri, comunque non c&amp;#39;&amp;#232; nessun problema perch&amp;#233; presto se ne andranno e sono disponibili a farvi visitare l&amp;#39;immobile di buon grado&amp;quot;.&lt;br&gt;Cos&amp;#236; siamo entrati e abbiamo iniziato ad osservare l&amp;#39;edificio con gli occhi del futuro: via quella parete, via quelle piastrelle, sul tetto forse ci faranno alzare un abbaino o almeno aprire una terrazza, le piastrelle del bagno le cambiamo perch&amp;#233; cos&amp;#236; proprio non vanno, il pavimento pu&amp;#242; restare e via dicendo. Ma mentre gli stranieri - educati e sorridenti, per nulla disturbati visto che erano ancora in pigiama - si spostavano per lasciarci passare da una stanzetta all&amp;#39;altra siamo rimasti colpiti dalla loro numerosit&amp;#224;. Poich&amp;#233; si assomigliavano contarli era impossibile (anche perch&amp;#233; non sta bene entrare in casa degli altri e fissarli dritti in volto) ma ho ancora in mente il numero dei letti che ho incontrato sul percorso: ce n&amp;#39;erano dappertutto, anche in quello che doveva essere il soggiorno. Forse quanti ce n&amp;#39;erano stati un tempo, quando quella casa era abitata dagli operai trentini.&lt;br&gt;Lo so, queste sono chiacchiere da bar, l&amp;#39;abbiamo sentito dire mille volte: questi stranieri affittano le case e poi entrano in dieci in un appartamento. Ma poich&amp;#233; ieri mattina non sono andato al bar ma a visitare quella casa dir&amp;#242; quello che ho visto di persona, compresa la televisione a schermo piatto enorme - pari a due mensilit&amp;#224; d&amp;#39;affitto - che c&amp;#39;era in una stanza di fronte a un letto matrimoniale con il letto singolo accanto, come capita talvolta nelle stanze d&amp;#39;albergo. Ci dev&amp;#39;essere una relazione fra la condizione sociale e le ore trascorse davanti alla televisione perch&amp;#233; - fateci caso - le case dei poveri sono sempre piene di antenne e parabole. Fuochi invece non ne ho visti. Di quei fal&amp;#242; che gli stranieri accendono nel bel mezzo del soggiorno, forse per cuocere i missionari nel pentolone, non ne ho visto neanche uno. Eppure al bar me l&amp;#39;hanno raccontata almeno tre volte.&lt;br&gt;La casa non ci ha convinto perch&amp;#233; dove ci stanno otto stranieri noi temiamo di starci stretti anche in quattro soltanto. A dirlo suona brutto, ma &amp;#232; la verit&amp;#224;: non &amp;#232; che ci renda migliori fare silenzio su quel che accade dietro la porta dell&amp;#39;edificio all&amp;#39;angolo.&lt;br&gt;Dopo averlo scritto sul giornale bisogner&amp;#224; chiamare il proprietario e fargli sapere di persona che dopo questa visita siamo tornati in tre nel nostro appartamento, quello dove presto saremo in quattro e dove ai bei tempi stavamo benissimo in due, ci siamo seduti sul divano a riordinare le idee davanti alla nostra televisione spenta e ci siamo sentiti improvvisamente larghi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-6767140504600258633?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/6767140504600258633/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=6767140504600258633&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/6767140504600258633'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/6767140504600258633'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/04/lo-spazio-e-relativo.html' title='Lo spazio è relativo'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-3736029162692041938</id><published>2009-03-31T14:22:00.003+02:00</published><updated>2009-03-31T14:40:19.566+02:00</updated><title type='text'>Andate in Bianco. Mi ringrazierete</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px; height: 285px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/bianco.jpg" border="0" alt="bianco di marco missiroli" /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo benissimo chi mi consigliò la prima volta di leggere un libro di John Fante (uno qualsiasi) ma quando la incontro evito di tornare sull'argomento, facendo il finto tonto, perché mi pare un debito troppo grande da risarcire. Ricordo altrettanto bene chi mi suggerì, indirettamente, di leggere Salinger ma non le ho mai detto grazie perché non volevo dare una soddisfazione alla mia acerrima nemica. Soffro pensando che mia suocera arrivò prima di me a "Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte" ma ringrazio pubblicamente il mio collega U. per avermi obbligato a superare la soglia delle prime 100 pagine de "La versione di Barney", anticamera del paradiso, quando ormai non ne parlava più nessuno. L'altro collega D. - compagno di attese fuori dalle aule di giustizia - sa già quanto mi piacque "Nelle terre estreme" prima, molto prima, che diventasse famoso grazie al film con il titolo in inglese. Sono solo alcuni libri a caso, senza alcun denominatore comune a parte il passaparola.&lt;br /&gt;Poiché di Bianco ho già scritto &lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/recensione_missiroli.jpg"&gt;sul giornale&lt;/a&gt; (ma non mi pare sufficiente) voglio ora passare parola dicendovi: leggetelo. Andate a cercarlo in libreria nello scaffale dei best seller (cioè il posto che gli competerebbe) e se non lo trovate provate tra i romanzi d'amore dove incomprensibilmente l'avevano messo nel mio negozio preferito. Infine se proprio non c'è, protestate con la commessa (quell'incompetente!) e fatevelo spedire.&lt;br /&gt;Se non vi fidate di questo post, magari perché ho un interesse di parte visto che di questo libro conosco una degli editor, leggete cos'ha scritto qualcuno &lt;a href="http://www.gadlerner.it/2009/03/24/bianco-un-libro-che-vi-resta-dentro.html"&gt;più in vista&lt;/a&gt;. E se ancora non siete convinti chiedete cos'ho fatto per tutto il week end di due settimane fa nonostante due giornate di sole splendido. Esatto: ho letto Bianco di Marco Missiroli, editore Guanda, 14,50 euro molto ben spesi anche se la mia copia aveva le pagine rovinate (ma ero troppo preso dalla lettura per riportarla indietro). Fatelo anche voi, un giorno forse mi ringrazierete.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-3736029162692041938?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/3736029162692041938/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=3736029162692041938&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/3736029162692041938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/3736029162692041938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/03/andate-in-bianco-mi-ringrazierete.html' title='Andate in Bianco. Mi ringrazierete'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-8199268478258102870</id><published>2009-03-29T22:47:00.004+02:00</published><updated>2009-03-29T23:05:58.959+02:00</updated><title type='text'>In bicicletta alla tedesca</title><content type='html'>Ho visto un volto triste nel piazzale dell'asilo in mezzo ai bimbi sorridenti. Era quello di mio figlio. A guardare bene, sulla guancia c’era anche il solco umido scavato da una lacrima tanto che - temendo il peggio - gli ho chiesto: che succede? Piangeva perché la sua bicicletta aveva le rotelle, non come quelle dei suoi “amici grandi” con cui ama accompagnarsi, testardo, anche se lo prendono sempre in giro. Ha alzato gli occhi pieni di speranza e mi ha chiesto: «Papo, me le togli?».&lt;br /&gt;Tutti noi ricordiamo il momento magico in cui ci siamo scoperti a pedalare su una bicicletta con due ruote sole (mica un triciclo!), confidando che dietro ci fosse il papà a tenerci in sella. E invece papà era rimasto venti metri indietro ad osservarci mentre (da soli!) restavamo chissà come in equilibro. Sembrava di volare. Ma non ero sicuro fosse già ora di togliere le rotelle a un bimbo che non ha ancora compiuto quattro anni, solo per imitare gli “amici grandi” che l’avrebbero preso in giro ugualmente guardandogli le ginocchia e i gomiti sbucciati.&lt;br /&gt;Così mi sono documentato - a modo mio - collegandomi a internet e guardando i video su YouTube con i papà (perché questo è un lavoro da uomini) che insegnano ai figli ad andare in bicicletta, nell’inesauribile filone dei filmati dedicati a spiegare “come si fa” qualcosa. E’ in questo modo, ad esempio, che ho imparato a smontare e rimontare un cellulare, senza perdere i pezzi, per asciugarlo con il phon dopo una caduta in acqua (tutta fatica inutile).&lt;br /&gt;Ho scoperto così che ci sono due modi per imparare ad andare in bicicletta: il primo (che chiameremo “tradizionale”) consiste nel togliere le rotelle e assistere il ciclista in erba tenendolo per la sella mentre cerca l’equilibro sbilanciandosi a destra e sinistra prima di finire a terra senza capire perché; il secondo (che chiameremo “alla tedesca”) prevede l’uso di una bicicletta senza pedali, senza rotelle e senza freni, insomma una specie di cavallo su cui il bambino sale in groppa e si muove spingendosi con i piedi, usando le suole delle scarpe come se fossero dei freni.&lt;br /&gt;Dopo un’attenta analisi dei video gli ho chiesto: sei sicuro? Lui ha risposto: facciamo una prova, papo! Allora abbiamo sperimentato il metodo tradizionale sul duro asfalto della piazza di Piedicastello e abbiamo deciso all’unanimità di adottare il metodo tedesco.&lt;br /&gt;Per fare bene bisognerebbe acquistare una di quelle biciclette in legno o in alluminio che spopolano al di là delle Alpi. Ne avevo vista una la primavera scorsa nella hall di un albergo svizzero quando subito avevo pensato: senza pedali, che sfigati! Un anno dopo mi devo ricredere: adotteremo il metodo “alla tedesca” anche se - da veri italiani - non compreremo una bicicletta apposita, ma toglieremo i pedali a quella rossa che abbiamo acquistato l’anno scorso. Tranquilli, non è una mia idea: l’ho visto fare su YouTube.&lt;br /&gt;Basta con queste rotelle che ci aiutano un po’ troppo a stare in sella senza allenarci alle difficoltà della vita. Cercheremo l’equilibrio bilanciandoci sulle gambe, senza ausili meccanici, come i bambini tedeschi che infatti corrono in bicicletta (mica pedalano, loro) già a 24 mesi su quelle due ruote che sembrano quelle del bis-bisnonno e ci dimostrano che a volte a fare un passo indietro nella scala della modernità ci si può scoprire più avanti. E poi ci toccherà una nuova sfida perché nel frattempo chissà che cosa si saranno inventati quei diavoli dei bambini grandi per prendere in giro i piccoli che li guardano ammirati.&lt;br /&gt;Così se vedrete un padre inseguire un figlio che scappa via correndo in sella ad una bici senza pedali (ma finalmente senza rotelle!) quelli siamo noi. Non prendeteci in giro: la bici rossa non è scassata, l’abbiamo mutilata apposta. E’ chiaro? Pensate invece che - succeda quel che succeda - ci saranno sempre i bambini che hanno una voglia matta di diventare grandi. Nessuno riuscirà a fermarli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;P.S.&lt;/span&gt; ecco qui un video con le biciclette "like a bike" giusto per capire di cosa stiamo parlando.&lt;br /&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/UwebrL5oZYE&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/UwebrL5oZYE&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="380" height="307"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-8199268478258102870?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/8199268478258102870/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=8199268478258102870&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8199268478258102870'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8199268478258102870'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/03/in-bicicletta-alla-tedesca.html' title='In bicicletta alla tedesca'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-4341934807702896441</id><published>2009-03-09T11:45:00.003+01:00</published><updated>2009-03-12T15:32:00.843+01:00</updated><title type='text'>Lo chiameremo Gordon</title><content type='html'>Mettiamoci il cuore in pace: il nome perfetto non esiste. Sarebbe l'ambizione di ogni genitore, quella di battezzare il figlio con un nome ben abbinato col cognome, un nome che esprima le qualità del figlio e (perché no?) quelle della famiglia, un nome originale ma che non esponga chi lo porta a curiosità o prese in giro, un nome con buone referenze ma che non sia passato alla storia - da una parte o dall'altra - con una potenza tale da schiacciare l'incolpevole figliolo. Nessuno chiederà mai a un Cesare di diventare imperatore, per carità, ma sarebbe ridicolo ritrovarsi in casa un Bruno biondo come il sole, un diabolico Clemente o un agnostico Pasquale.&lt;br /&gt;Parlo di nomi maschili perché questi mi vengono in mente dovendo dare un nome - a breve  - all'ultimo figliolo. Non siamo gente che bada alle tradizioni familiari, quindi è solo un caso (lo giuro) se il primogenito si chiama come il nonno: ci piaceva il suono della parola Emilio, tutto qui. E apro con questa rivelazione il capitolo dedicato all'età dei nomi, perché Emilio - ammettiamolo - è un nome vecchio, da ragazzo del '99 come dice un amico di famiglia, riferendosi al 1899 se a qualcuno tra i più giovani fosse venuto il dubbio. La conferma arriva dalle statistiche del Comune che ha calcolato  in 56 anni l'età media dei 100 Emili (pochi) che vivono in città: il mio servirà - se non altro - a svecchiare un po' il ristretto club dei portatori di questo nome antico.&lt;br /&gt;Sempre meglio di Lino, Livio e Tullio che risultano nomi riservati ai quasi settantenni mentre Umberto si ferma a 62 (pensavo peggio).Non sono cose da sottovalutare. Chiedetelo al mio collega D. che un giorno scoppiò a ridere sulla spiaggia di Jesolo di fronte ad una madre che a gran voce richiamava all'ordine il figlioletto di tre anni: Ivo! Ivo! vieni sotto l'ombrellone!&lt;br /&gt;Le variabili in gioco sono così importanti e numerose che in attesa del nome vero il bimbo in arrivo l'abbiamo chiamato Gordon, giusto per dare ascolto al fratello maggiore a cui improvvidamente abbiamo chiesto aiuto. Non poteva venire nome diverso da un bambino che ha come universo di riferimento un'isola inglese attraversata da binari ferroviari su cui corrono treni dal volto umano che si chiamano Thomas, Edward, Henry e appunto Gordon, cioè la locomotiva più grande, più potente e più veloce della serie di cartoni animati. E Gordon fu. Così a casa nostra - anche quando siamo un po' nervosi - sembra sempre di stare in una barzelletta:quando arriva Gordon? come sta Gordon? questo pigiama non ti va più bene, lo mettiamo via per Gordon. Gli amici ci ascoltano e poi dicono: va bene Gordon, ma il nome vero qual è? Allora noi lo diciamo - con una certa titubanza perché ormai abbiamo capito l'effetto che fa - e la reazione è che ci guardano come se fossimo dei barbari: Attilio? Eppure Leonardo non ci pareva il caso perché all'asilo tra Leonardo uno, Leonardo due e Leonardo tre rischiano ormai di perdere il conto. Idem per i Matteo che si dividono in Matteo grande e Matteo piccolo. Non parliamo dei Mattia. Gli unici che hanno un nome un po' diverso sono i cinesi ma nessuno riesce a pronunciarli e allora le madri accettano (non so quanto di buon grado) di chiamarli con un soprannome italiano tanto che ce n'è uno che risponde al nome Mario.&lt;br /&gt;Con i nomi non si scherza. Parola di uno che ha sofferto per anni il fatto di avere un nome che finisce con la "a", proprio come le femminucce. I bambini sono tremendi. Solo con gli anni ho scoperto che Andrea - nome che si mantiene giovane con i suoi 28 anni di età media - significa uomo virile. Magra consolazione, alle medie infatti non mi prendeva più in giro nessuno. Ma se un nome non piace si può sempre metterci rimedio: conosco un Dino che all'anagrafe risulta Alfredo. Ci sono schiere di Luigi che per tutti ormai son Gigi. Ma nelle regole che ci siamo dati vale quella che non vogliamo un nome da storpiare, insomma niente Francesco (nome che torna di gran moda) se c'è poi il rischio di ritrovarsi in casa un Checco.&lt;br /&gt;Abbiamo ancora tre mesi di tempo per trovare un nome a Gordon. Mal che vada - come ancora fa qualcuno - quando verrà il giorno chiederemo aiuto al calendario.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-4341934807702896441?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/4341934807702896441/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=4341934807702896441&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/4341934807702896441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/4341934807702896441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/03/lo-chiameremo-gordon.html' title='Lo chiameremo Gordon'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-3566492322349894596</id><published>2009-02-16T00:21:00.001+01:00</published><updated>2009-02-16T06:28:12.873+01:00</updated><title type='text'>Se a spegnersi è l'amore (innamorati della televisione)</title><content type='html'>Nel negozio c&amp;#39;erano questi due signori, piuttosto in l&amp;#224; con gli anni, alle prese con un problema per loro esistenziale come l&amp;#39;acquisto del decoder per la televisione digitale. Non era una questione economica, com&amp;#39;era evidente dai modi e dai vestiti di questa coppia affabile. Potevano acquistare il primo decoder della lista, fosse anche il pi&amp;#249; costoso, e tornare a casa soddisfatti. No, come spiegava lui al commesso, il problema non era quanto spendere piuttosto non avere problemi il giorno della rivoluzione, insomma non rischiare di restare senza trasmissioni: &amp;quot;Perch&amp;#233; vede, noi non abbiamo altro che la televisione&amp;quot; diceva, sperando di trovare un briciolo di solidariet&amp;#224; umana, un po&amp;#39; di comprensione, oltre all&amp;#39;assistenza tecnica che dava per scontata, qualcuno che gli confermasse finalmente che senza televisione - non &amp;#232; vero? - ormai non si pu&amp;#242; stare.&lt;br&gt;Venne fuori che dovevano acquistare non uno, non due, ma ben tre decoder (pur essendo i due anziani rimasti soli, senza figli) perch&amp;#233; quello era il numero di apparecchi televisivi che avevano in casa. Pareva che il passaggio al digitale fosse una rivoluzione organizzata contro di loro - disse l&amp;#39;uomo al commesso - approfittando dell&amp;#39;acquisto per improvvisare una specie di confessione, come talvolta accade nel commercio secondo il principio secondo cui &amp;quot;io cliente pago e tu venditore (almeno) mi ascolti&amp;quot;. &lt;br&gt;Aspettando il mio turno poco distante mi misi anch&amp;#39;io ad ascoltare e venni cos&amp;#236; a sapere che lui guardava la televisione in salotto: sport, notizie, qualche film e la sera Bruno Vespa. Lei invece guardava la televisione in cucina: telefilm, fiction e verso l&amp;#39;ora di cena Emilio Fede. Il televisore della camera da letto l&amp;#39;accendevano invece solo al momento di andare a dormire perch&amp;#233; &amp;quot;fa tanta compagnia&amp;quot; e ormai - dopo tanti anni - senza quella lucina azzurra ad illuminare il soffitto della stanza non riuscivano pi&amp;#249; a prendere sonno.&lt;br&gt;Pensai che noi, per non cadere in tentazione, in camera da letto non abbiamo nemmeno fatto installare la presa dell&amp;#39;antenna, con l&amp;#39;elettricista che ci guardava storto pensando che volessimo risparmiare. Meglio chiudere subito il caso, senza che il televisore invada anche quello spazio (magari durante un&amp;#39;influenza, quando pu&amp;#242; far comodo per passare il tempo a letto) senza pi&amp;#249; farsi da parte.&lt;br&gt;Tralasciando la minoranza radicale di quelli capaci di bandire il televisore dalle mura domestiche, ci dividiamo nel partito di quelli che lo guardano pure a letto (magari appeso sul soffitto, come ho visto con orrore a casa di uno che conosco) e quelli che resistono. Diciamo la verit&amp;#224;: ormai con quel che passa il convento si resiste senza sforzo. Per&amp;#242; per quei due pensionati, separati in casa perch&amp;#233; sposati alla tiv&amp;#249; e per di pi&amp;#249; rei confessi (&amp;quot;nella vita non ci &amp;#232; rimasto altro&amp;quot;) un po&amp;#39; mi &amp;#232; dispiaciuto.&lt;br&gt;Aspettando il mio turno in quel negozio ho capito il triste fenomeno che porta la gente a scendere in piazza, come &amp;#232; successo l&amp;#39;altro giorno davanti al commissariato del governo, per la paura di perdere due reti televisive, di cui una si salva solo per i film che manda in seconda serata. Ho capito perch&amp;#233; ottomila anziani, terrorizzati all&amp;#39;idea di restare senza Rai2 e Rete4 hanno telefonato al numero verde chiedendo aiuto. Ho capito perch&amp;#233; davanti ai negozi di elettronica c&amp;#39;&amp;#232; la fila gi&amp;#224; di buon mattino.&lt;br&gt;Pensando ai due anziani spero che l&amp;#39;altro ieri - San Valentino - sia successo qualcosa in quella casa, ma non riesco a crederci nemmeno io, che pure ho molta fantasia. Chiss&amp;#224; se a un certo punto uno dei due - guardando sullo schermo tutti i programmi dedicati alla festa degli innamorati - avr&amp;#224; avuto il coraggio (di questo si tratta dopo tanti anni) di spegnere l&amp;#39;apparecchio e andare a vedere gli spettacoli di l&amp;#224;, dall&amp;#39;altro, in cucina o in salotto, fa lo stesso, purch&amp;#233; insieme. Si tratta solo di un sogno perch&amp;#233; conosco i palinsesti e so che insegnano a restare l&amp;#236; inchiodati, mica a spegnere lo schermo oppure a rilassarsi se da questa sera vedremo due canali in meno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-3566492322349894596?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/3566492322349894596/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=3566492322349894596&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/3566492322349894596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/3566492322349894596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/02/se-spegnersi-e-lamore-innamorati-della.html' title='Se a spegnersi è l&apos;amore (innamorati della televisione)'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-7950388480727587748</id><published>2009-02-09T20:38:00.002+01:00</published><updated>2009-02-09T20:41:48.299+01:00</updated><title type='text'>Eluana batte tutti</title><content type='html'>&lt;p class="mobile-photo"&gt;&lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/090220091119-001-715726-715760.jpg"&gt;&lt;img alt="il lancio dell'agenzia ansa sulla morte di Eluana Englaro" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/090220091119-001-715726-715756.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;Riposi (finalmente) in pace.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-7950388480727587748?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/7950388480727587748/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=7950388480727587748&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7950388480727587748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7950388480727587748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/02/eluana-batte-tutti.html' title='Eluana batte tutti'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-1538461470504598450</id><published>2009-02-09T10:16:00.000+01:00</published><updated>2009-02-09T10:18:00.923+01:00</updated><title type='text'>Basta così, grazie</title><content type='html'>&lt;p class="mobile-photo"&gt;&lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/08022009(002)-780926-780980.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/08022009(002)-780926-780965.jpg"  border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;Pubblico sul blog questa foto solo per far sapere a chi sta in citt&amp;#224; quanta neve &amp;#232; caduta in montagna. Qui siamo a Falcade, 1.000 metri di quota. Pi&amp;#249; su non si poteva salire perch&amp;#233; i passi erano chiusi (un&amp;#39;altra volta) per il pericolo di valanghe.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-1538461470504598450?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/1538461470504598450/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=1538461470504598450&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/1538461470504598450'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/1538461470504598450'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/02/basta-cosi-grazie.html' title='Basta così, grazie'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-8449427511348976780</id><published>2009-02-05T09:59:00.001+01:00</published><updated>2009-02-05T09:59:32.861+01:00</updated><title type='text'>Due pesi, due misure</title><content type='html'>&lt;p class="mobile-photo"&gt;&lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/050220091105-002-772863-772900.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/050220091105-002-772863-772898.jpg"  border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&amp;#200; con una certa ansia, lo ammetto, che lascio il piccolo play boy all&amp;#39;asilo la mattina quando apro l&amp;#39;armadietto e ripongo i suoi scarponcini accanto alle ENORMI calzature del suo compagno Klodi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-8449427511348976780?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/8449427511348976780/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=8449427511348976780&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8449427511348976780'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8449427511348976780'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/02/due-pesi-due-misure.html' title='Due pesi, due misure'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-7649322726233027185</id><published>2009-02-02T09:17:00.001+01:00</published><updated>2009-02-02T09:17:13.615+01:00</updated><title type='text'>Quando il mondo si è fermato</title><content type='html'>I trentini che l&amp;#39;altro pomeriggio affollavano spensierati le vie del Giro al Sass non se ne sono manco accorti, ma per quaranta minuti almeno - mentre loro guardavano ignari le vetrine - il mondo si &amp;#232; fermato. E&amp;#39; stato quando Google ha cominciato a rifiutarsi di fornire le pagine richieste, sostenendo (lui, Google) che erano pericolose per il computer, al quale avrebbero arrecato grave danno.&lt;br&gt;La prima volta passi, la seconda anche, ma alla terza volta che Google si &amp;#232; rifiutato di rispondere (cosa mai vista!) si &amp;#232; capito che stava accadendo qualcosa di cos&amp;#236; grave da riportare il mondo com&amp;#39;era dieci anni fa, quando quel motore di ricerca &amp;quot;onnisciente&amp;quot; non c&amp;#39;era e se ci veniva un dubbio lo dovevamo chiarire con un collega oppure prendere l&amp;#39;enciclopedia e in casi estremi mettercela via. Pare impossibile ma era cos&amp;#236;.&lt;br&gt;In quei 40 minuti di black-out Claudio Bortolotti, l&amp;#39;aspirante sindaco, stava stringendo mani vere dietro il suo banchetto in via Oss Mazzurana, dimenticandosi dei suoi molti amici di Facebook divenuti all&amp;#39;improvviso introvabili su internet. Poco male, dir&amp;#224; il lettore, &amp;#232; il trionfo della vita vera su quella virtuale tant&amp;#39;&amp;#232; che dello &amp;quot;stop mondiale&amp;quot; se ne sono accorti in pochi, insomma quelli che erano di fronte ad un computer. Ma sarebbe troppo superficiale chiuderla cos&amp;#236;. Leggete oltre per capire cosa permette Google a una redazione giornalistica e decidete se il suo black out, pur breve, &amp;#232; davvero poca cosa oppure merita le prime pagine dei giornali telematici (come infatti &amp;#232; avvenuto).&lt;br&gt;Immaginate di chiamare al telefono il giornale per raccontare una vostra storia. Ebbene chi vi ascolta con buona probabilit&amp;#224; sta digitando il vostro nome e cognome in rete per capire chi siete, magari cerca una vostra fotografia in rete per vedere come siete fatti. Attenzione: essere sconosciuti a Google in questo caso non &amp;#232; un vantaggio, perch&amp;#233; getter&amp;#224; su di voi un&amp;#39;ombra di sospetto. Ma questo &amp;#232; anche il meccanismo che ci consente di scoprire che Armando De Curtis, presunto docente universitario romano, non pu&amp;#242; aver scritto una lettera di sostegno a uno scrittore trentino emergente semplicemente perch&amp;#233; lui - il docente - non esiste.&lt;br&gt;E&amp;#39; stato grazie a Google che invece abbiamo trovato (ormai donna) una ragazzina che nel 1966, nei giorni dell&amp;#39;alluvione, piangeva in strada tra le braccia del padre che la teneva in alto perch&amp;#233; non si bagnasse: l&amp;#39;abbiamo intervistata quarant&amp;#39;anni dopo chiedendole perch&amp;#233; piangeva in quella celebre foto in bianco e nero. Che domanda! A volte nessuno ci supera in banalit&amp;#224;, comunque grazie Google che hai scovato Giovanna Aldighieri in Lombardia, dove aveva partecipato a un concorso fotografico.&lt;br&gt;E&amp;#39; sempre grazie a Google che troviamo una legge, una delibera, una localit&amp;#224; ma anche i documenti di un movimento che protesta contro le nuove caserme. Se Google non funziona perdiamo la memoria e non osiamo pensare che qualcuno un giorno o l&amp;#39;altro possa spegnerlo o (peggio!) boicottarlo: ci ritroveremmo ignoranti come non lo siamo stati mai. Conosco colleghi che cercano il proprio nome su Google e poi restano delusi se vengono fuori pochi risultati, con l&amp;#39;amor proprio demolito da una macchina.&lt;br&gt;E&amp;#39; anche una questione di ortografia. Nel dubbio se scrivere Irak o Iraq (giusti entrambi) ci rassicura sapere che una maggioranza di 232 milioni sceglie la prima versione. Se digitiamo Shoa, Google gentilmente ci avvisa che &amp;quot;forse volevamo dire Shoah&amp;quot;, con l&amp;#39;acca finale.&lt;br&gt;Cos&amp;#236; senza di lui che ci prende per mano e ci guida nell&amp;#39;immensit&amp;#224; del mondo ci sentiamo sperduti, convinti che il mondo si sia fermato e ci affacciamo alla finestra un po&amp;#39; turbati vedendo che i cittadini - quegli incoscienti! - continuano a passeggiare a braccetto come se nulla fosse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-7649322726233027185?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/7649322726233027185/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=7649322726233027185&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7649322726233027185'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7649322726233027185'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/02/quando-il-mondo-si-e-fermato.html' title='Quando il mondo si è fermato'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-7866930100806906038</id><published>2009-01-29T10:07:00.001+01:00</published><updated>2009-01-29T10:07:56.391+01:00</updated><title type='text'>Beni di prima necessità</title><content type='html'>&lt;p class="mobile-photo"&gt;&lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/290120091094-002-776392-776429.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/290120091094-002-776392-776426.jpg"  border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;Alle 9 e 25 del mattino davanti a Media World c&amp;#39;&amp;#232; la coda perch&amp;#233; alle 9 e 30 del mattino aprono le porte e si pu&amp;#242; comprare un televisore nuovo (mica il pane). Uno di quei televisori che vanno bene per vedere il digitale terrestre, cos&amp;#236; piatti, cos&amp;#236; brillanti, cos&amp;#236; nitidi che - per citare l&amp;#39;entusiasta signora prima della fila - pare di essere l&amp;#224;! Appunto: pare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-7866930100806906038?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/7866930100806906038/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=7866930100806906038&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7866930100806906038'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7866930100806906038'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/01/beni-di-prima-necessita.html' title='Beni di prima necessità'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-2420456684408142944</id><published>2009-01-28T14:54:00.001+01:00</published><updated>2009-01-28T14:54:34.967+01:00</updated><title type='text'>Ecco un vero Suv</title><content type='html'>&lt;p class="mobile-photo"&gt;&lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/160120091031-001-774969-774996.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/160120091031-001-774969-774993.jpg"  border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;Si &amp;#232; discusso a lungo, su questo blog, di Suv e delle dimensioni che fanno il Suv in un dibattito che mi vedeva sul banco degli imputati per la macchina che tengo in garage. Ebbene ora, con questa foto, posso dichiarare soddisfatto che non appartengo alla categoria dei proprietari d&amp;#39;auto che devono smontare il portasci per riuscire ad infilarsi nel parcheggio.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-2420456684408142944?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/2420456684408142944/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=2420456684408142944&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/2420456684408142944'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/2420456684408142944'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/01/ecco-un-vero-suv.html' title='Ecco un vero Suv'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-3246352411941463378</id><published>2009-01-27T12:19:00.006+01:00</published><updated>2009-01-27T14:53:43.084+01:00</updated><title type='text'>Settemila fantasmi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/arancio-783465.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 380px; height: 285px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/arancio-783453.jpg" alt="notizie economiche" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gretel&lt;/span&gt;: ehi, hai letto &lt;a href="http://www.corriere.it/economia/09_gennaio_26/ing_taglio_posti_f292331c-eb79-11dd-92cf-00144f02aabc.shtml?fr=box_primopiano"&gt;QUI&lt;/a&gt;? Dice che quelli del conto arancio tagliano 7 mila dipendenti...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ansel&lt;/span&gt;: hai detto 7 mila? e tu che dicevi che era una banca fantasma... hai visto che avevo ragione io? Settemila, capito? Settemila! Ci sono migliaia di persone dietro quel sito internet arancione a cui affidiamo i nostri soldi. Un colosso, una garanzia. Certo, non ho mai visto nessuno in carne ed ossa... non ricordo nemmeno di aver mai parlato con una voce vera... ma a che serve? Otto anni fa non avevamo lasciato la vecchia banca proprio perché per parlare con un funzionario bisognava stare in coda venti minuti allo sportello? Vada, vada - aveva detto il direttore della cassa rurale incredulo - tanto ci rivedremo presto... Pfui: mai più rivisto! Questi olandesi non hanno mica la sede, sai? Spendono soldi solo per la pubblicità (mica pochi però a pensarci bene...) ed è per questo che fino ad aprile sono in grado di pagare il 5,5% ai loro clienti più affezionati che prima della crisi hanno sottoscritto offerte strepitose (come noi ad esempio, eh eh eh!). Altro che le altre banche che in questo periodo arrivano forse al 2%... Sì, lo so che probabilmente i nostri soldi sono serviti per comprare anche quei titoli spazzatura americani... ma alla fine i nostri interessi li hanno sempre pagati, no? In realtà non ho proprio idea di quale economia stiamo finanziando: niente voci vere con cui parlare, niente palazzi in cui entrare... ma i nostri soldi ci sono, guarda qui sul sito internet: codice cliente, password, eccoli qui! Guarda Gretel, diffidente, ci sono ancora! Ora so che dietro la "zucca" ci sono migliaia di dipendenti e mi sento più tranquillo!&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Gretel&lt;/span&gt;: qui c'è scritto che stanno &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;licenziando &lt;/span&gt;7 mila persone.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Ansel&lt;/span&gt;: ah...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-3246352411941463378?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/3246352411941463378/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=3246352411941463378&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/3246352411941463378'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/3246352411941463378'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/01/settemila-fantasmi.html' title='Settemila fantasmi'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-1847519878045552143</id><published>2009-01-25T19:39:00.002+01:00</published><updated>2009-01-25T22:30:36.438+01:00</updated><title type='text'>Scherzi telefonici</title><content type='html'>&lt;p class="mobile-photo"&gt;&lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/250120091075-001-799322-799463.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/250120091075-001-799322-799448.jpg"  border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;Mi arrivano sul telefonino quattro o cinque notizie Ansa al giorno, quasi non ci faccio più caso, ma quando nel pomeriggio ho letto questo lancio sullo schermo confesso che ho pensato ad uno scherzo telefonico. Era, naturalmente, una notizia vera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-1847519878045552143?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/1847519878045552143/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=1847519878045552143&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/1847519878045552143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/1847519878045552143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/01/scherzi-telefonici.html' title='Scherzi telefonici'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-6700122773037498848</id><published>2009-01-25T10:37:00.001+01:00</published><updated>2009-01-25T10:37:12.729+01:00</updated><title type='text'>Voglio (anch'io) sei telecomandi</title><content type='html'>&lt;p class="mobile-photo"&gt;&lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/240120091055-001-732732-732779.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/240120091055-001-732732-732774.jpg"  border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;Ho visto il futuro allineato in bella mostra nel soggiorno di un amico. Erano sei telecomandi, su un tavolino, uno accanto all&amp;#39;altro: il minimo indispensabile per dominare gli apparati a cui, in quella casa, &amp;#232; affidato il tempo libero. Uno per il televisore, uno per il videoregistratore, uno per il lettore di dvd, uno per l&amp;#39;home theatre, uno per il decoder della televisione digitale (perch&amp;#233; il mio amico, l&amp;#39;ho detto, &amp;#232; gi&amp;#224; nel futuro). Il sesto telecomando dovrebbe in teoria fare le veci di tutti gli altri, lo chiamano &amp;quot;all in one&amp;quot;, cio&amp;#232; tutto in uno, ma non sono mai riusciti a farlo funzionare dopo una prima prova in cui - inviando impulsi su tutte le possibili frequenze - ha messo in moto ogni apparecchio della casa tranne il cancello elettrico in cortile.&lt;br&gt;Ipnotizzato da quei simboli del potere, ricordando i tempi in cui il re della casa si riconosceva dal piglio con cui teneva in mano IL telecomando (mica sei), ho cominciato a contare tutti quei tasti per scoprire che erano pi&amp;#249; di 250. Ne avevo visti tanti due settimane fa nella regia di uno studio televisivo, ma l&amp;#236; la televisione la producono non &amp;#232; che la guardano soltanto.&lt;br&gt;Orientarsi tra sei telecomandi, puntando quello giusto verso l&amp;#39;apparecchio corrispondente, non &amp;#232; esattamente un gioco da ragazzi. Nemmeno averli sottomano tutti e sei - mi hanno spiegato - &amp;#232; un gioco da ragazzi, con l&amp;#39;abitudine che hanno, i telecomandi, di infilarsi tra i cuscini della poltrona. Ci vuole disciplina, ma ora il mio amico conta di scendere a quota cinque perch&amp;#233; considera che il videoregistratore sia giunto ormai a fine carriera: tecnologia obsoleta, lo getter&amp;#224; nel cassonetto dopo dieci anni di onesto utilizzo durante i quali, a dire il vero, non aveva ancora imparato a programmarlo.&lt;br&gt;Ammettiamolo, &amp;#232; il nostro destino quello di possedere oggetti che non sappiamo utilizzare o - almeno - non siamo in grado di sfruttare appieno. Come il termostato che fa partire la caldaia: potrebbe gestire tre temperature diverse in ogni istante del giorno e della notte, con orari differenti nei vari giorni della settimana. Ma senza il manuale di istruzioni non c&amp;#39;&amp;#232; verso di dominarlo se in una sera di inverno sentiamo troppo freddo. Diciamola tutta: non c&amp;#39;&amp;#232; verso di dominarlo nemmeno CON il manuale delle istruzioni, per questo noi gente del futuro teniamo sempre una coperta a portata di mano sul divano.&lt;br&gt;Conosco gente che scatta fotografie delle vacanze con la data impressa in un angolo dell&amp;#39;inquadratura, ma non &amp;#232; per amore della precisione: &amp;#232; che non sanno come eliminare l&amp;#39;ora e il giorno.&lt;br&gt;Spiegare cos&amp;#39;&amp;#232; il canale AV0 della tiv&amp;#249; &amp;#232; un obiettivo troppo ardito per un articolo cos&amp;#236; corto, figuriamoci memorizzare una stazione sull&amp;#39;autoradio o installare un anti virus. Dicono che il virus Conficker &amp;#232; pronto a contagiare mezzo mondo. Ci infetter&amp;#224; senza che ce ne rendiamo conto ma non serviva certo lui per scoprire che il nostro computer &amp;#232; gi&amp;#224; fuori controllo: sul mio pc mentre scrivo questo testo ci sono quasi 100 mila file contenuti in circa 12 mila cartelle. Due o tre mila sono foto, poi c&amp;#39;&amp;#232; qualche articolo, video e messaggi email ma restano circa 90 mila file che - confesso - non ho idea di cosa siano. Cerco di non pensarci.&lt;br&gt;Viviamo in un mondo complicato senza che nessuno ci abbia insegnato come comportarci. Non &amp;#232; solo questione di fare il back-up al computer ogni tanto. C&amp;#39;&amp;#232; anche il forno a micro-onde che vorrebbe pi&amp;#249; attenzione, con tutte le meraviglie che prometteva il suo libretto di istruzioni. E invece lo usiamo solo per scaldare il latte la mattina e se sbagliamo tazza - credendo che una valga l&amp;#39;altra - ci ustioniamo le mani senza sapere perch&amp;#233;.&lt;br&gt;Mai tenere il pin del bancomat nel portafoglio con la tessera, evitare password banali come la data di nascita o il nome della moglie. Non provate nemmeno a invertire il nome di vostro figlio credendovi intelligenti, quei maledetti hacker vi scopriranno subito. Una parola d&amp;#39;ordine perfetta, per esempio, &amp;#232; By8xkJ7w ma attenzione che il sistema essendo &amp;quot;case sensitive&amp;quot; riconosce le maiuscole dalle minuscole. E non dite che non riuscite a mandarla a memoria.&lt;br&gt;Anche con sei telecomandi &amp;#232; un mondo complicato, leggete sempre attentamente le avvertenze.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-6700122773037498848?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/6700122773037498848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=6700122773037498848&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/6700122773037498848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/6700122773037498848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/01/voglio-anchio-sei-telecomandi.html' title='Voglio (anch&apos;io) sei telecomandi'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-5811715182891001742</id><published>2009-01-23T17:54:00.006+01:00</published><updated>2009-01-23T18:17:11.430+01:00</updated><title type='text'>La pagina più vista</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.libero.it"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px; height: 294px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/liberohome-704312.jpg" border="0" alt="libero home page" /&gt;&lt;/a&gt;Va bene &lt;strong&gt;repubblica.it&lt;/strong&gt;, va bene &lt;strong&gt;corriere.it&lt;/strong&gt;, va bene pure la &lt;strong&gt;gazzetta.it&lt;/strong&gt; oppure &lt;strong&gt;ilmeteo.it&lt;/strong&gt;, ma lo sapete qual è la pagina web italiana più cliccata? Ecco a voi &lt;strong&gt;libero.it&lt;/strong&gt;, visitata il 1° dicembre scorso da 6 milioni di utenti (e cliccata 82 milioni di volte).&lt;br /&gt;Non so voi ma io mi sono sorpreso, anche se penso non abbiano considerato google.it. Dopo auditel ecco &lt;strong&gt;audiweb&lt;/strong&gt;. Se vi interessa date un'occhiata &lt;a href="http://www.affaritaliani.it/mediatech/audiweb230109.html"&gt;QUI&lt;/a&gt; dove troverete anche un foglio excel con tutti i dati di dicembre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-5811715182891001742?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/5811715182891001742/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=5811715182891001742&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/5811715182891001742'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/5811715182891001742'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/01/la-pagina-pi-vista.html' title='La pagina più vista'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-870736334535736012</id><published>2009-01-23T10:46:00.003+01:00</published><updated>2009-01-23T11:06:08.327+01:00</updated><title type='text'>Fenomeno editoriale</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;object width="380" height="316" class="BLOG_video_class" id="BLOG_video-a89bd643b41a126b" classid="clsid:D27CDB6E-AE6D-11cf-96B8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/get_player"&gt;&lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"&gt;&lt;param name="allowfullscreen" value="true"&gt;&lt;param name="flashvars" value="flvurl=http://v8.nonxt2.googlevideo.com/videoplayback?id%3Da89bd643b41a126b%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1333126166%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D4714E937C6581A8F211F8A785D98A00BC7191E0B.2398FEDD66384A8558A0006A2800A0198E04B2CE%26key%3Dck1&amp;amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Da89bd643b41a126b%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D2S3NJIWXe9hlFedVJDPQu9epV1o&amp;amp;autoplay=0&amp;amp;ps=blogger"&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/get_player" type="application/x-shockwave-flash"width="380" height="316" bgcolor="#FFFFFF"flashvars="flvurl=http://v8.nonxt2.googlevideo.com/videoplayback?id%3Da89bd643b41a126b%26itag%3D5%26app%3Dblogger%26ip%3D0.0.0.0%26ipbits%3D0%26expire%3D1333126166%26sparams%3Did,itag,ip,ipbits,expire%26signature%3D4714E937C6581A8F211F8A785D98A00BC7191E0B.2398FEDD66384A8558A0006A2800A0198E04B2CE%26key%3Dck1&amp;iurl=http://video.google.com/ThumbnailServer2?app%3Dblogger%26contentid%3Da89bd643b41a126b%26offsetms%3D5000%26itag%3Dw160%26sigh%3D2S3NJIWXe9hlFedVJDPQu9epV1o&amp;autoplay=0&amp;ps=blogger"allowFullScreen="true" /&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;Per tutti quelli che  si sono appassionati alla vicenda del &lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/2009/01/un-best-seller-da-40-copie.html"&gt;best seller da 40 copie&lt;/a&gt;, ecco un'intervista a Pierluigi Tamanini andata in onda ieri sera su Rttr. L'autore ringrazierà per l'ulteriore pubblicità gratuita, così rendo noto un retroscena: prima di ricevere questo file da un amico avevo registrato la trasmissione con il telefonino puntato verso il televisore mentre guardavo l'intervista con i colleghi. Ma il video era inservibile: troppe risate in sottofondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-870736334535736012?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='video/mp4' href='http://www.blogger.com/video-play.mp4?contentId=a89bd643b41a126b&amp;type=video%2Fmp4' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/870736334535736012/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=870736334535736012&amp;isPopup=true' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/870736334535736012'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/870736334535736012'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/01/fenomeno-editoriale.html' title='Fenomeno editoriale'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-7125666777538974906</id><published>2009-01-22T11:15:00.002+01:00</published><updated>2009-01-22T11:19:42.456+01:00</updated><title type='text'>L'impresa eccezionale</title><content type='html'>Mi capita ogni tanto di citare quel verso di Lucio Dalla che in Disperato erotico stomp cantava: l'impresa eccezionale, dammi retta, è essere normale. Ho ritrovato il concetto questa mattina nel &lt;a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&amp;ID_articolo=570&amp;ID_sezione=56&amp;sezione=Buongiorno"&gt;Buongiorno di Gramellini&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-7125666777538974906?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/7125666777538974906/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=7125666777538974906&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7125666777538974906'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7125666777538974906'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/01/limpresa-eccezionale.html' title='L&apos;impresa eccezionale'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-3249955232260246280</id><published>2009-01-20T18:26:00.000+01:00</published><updated>2009-01-20T18:27:17.304+01:00</updated><title type='text'>C'ero anch'io</title><content type='html'>&lt;p class="mobile-photo"&gt;&lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/200120091045-737306-737551.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/200120091045-737306-737508.jpg"  border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&amp;#200; davvero un mondo nuovo. Non solo sta giurando il primo presidente di colore degli Stati Uniti d&amp;#39;America, ma lo possiamo seguire in diretta su un piccolo computer, senza fili, mentre tagliamo le arance per farci la spremuta, leggendo a lato dello schermo i commenti degli spettatori per poi spedire con il telefonino questo post celebrativo che ci permetter&amp;#224; di dire: c&amp;#39;ero anch&amp;#39;io.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-3249955232260246280?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/3249955232260246280/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=3249955232260246280&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/3249955232260246280'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/3249955232260246280'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/01/cero-anchio.html' title='C&apos;ero anch&apos;io'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-4147242344161663934</id><published>2009-01-20T17:04:00.004+01:00</published><updated>2009-01-20T17:46:21.638+01:00</updated><title type='text'>Miliardi o bilioni?</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/trilione-788079.jpg" border="0" alt="banconote zimbabwe trilione di dollari" /&gt;Bisognerà aggiornare un post di qualche tempo fa sul &lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/2008/07/il-paese-dei-miliardari-poveri-in-canna.html"&gt;paese dei miliardari poveri in canna&lt;/a&gt; a cui tenevo molto e - chissà perché - è rimasto senza commenti. L'aggiornamento è necessario perché nello Zimbabwe, paese dall'inflazione incalcolabile, hanno appena coniato &lt;a href="http://ansa.it/site/notizie/awnplus/mondo/news/2009-01-16_116321484.html"&gt;nuove banconote&lt;/a&gt; da un trilione o più di dollari.&lt;br /&gt;Un trilione. Proprio l'altro giorno io e la collega M. ci chiedevamo in redazione quanto fosse grande un trilione perché si trattava di misurare i metri cubi di gas russo che passano attraverso l'Ucraina. Abbiamo così scoperto che sui grandi numeri l'Italia e il mondo anglosassone prendono le distanze. Andando di mille in mille noi abbiamo il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;milione&lt;/span&gt;, il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;miliardo&lt;/span&gt;, il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;bilione&lt;/span&gt;, il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;biliardo&lt;/span&gt;, il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;trilione&lt;/span&gt;, il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;triliardo&lt;/span&gt;, il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;quadrilione &lt;/span&gt;e il &lt;span style="font-style:italic;"&gt;quadriliardo&lt;/span&gt; (che poi è un bilione di miliardi, cioè mille miliardi di miliardi o più semplicemente un miliardo di bilioni grazie alla proprietà associativa della moltiplicazione, almeno spero...)&lt;br /&gt;Gli inglesi invece usano una scala più corta con il bilione (e non il miliardo), seguito dal trilione e dal quadrilione. Ecco perché loro chiamano "&lt;span style="font-style:italic;"&gt;billionaire&lt;/span&gt;" il nostro miliardario.&lt;br /&gt;A un matematico naturalmente queste parole - così musicali - farebbero orrore. E gli farebbe orrore soprattutto l'ambiguità tra il bilione italiano e il billion inglese, due parole così simili eppure mille volte diverse. Egli - il matematico - si limiterebbe a chiamare questi numeri come potenze del 10, dove un miliardo (one billion) sarebbe 10 elevato alla 9.&lt;br /&gt;Non so perché ma qualcosa mi dice che anche questo post, scritto in un grigio pomeriggio passato in casa ad accudire il piccolo play boy febbricitante, resterà senza commenti. Sarà comunque utile all'improbabile turista in partenza per lo Zimbabwe, che potrà usare la scala dei bilioni (quella inglese) per calcolare il resto della spesa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-4147242344161663934?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/4147242344161663934/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=4147242344161663934&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/4147242344161663934'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/4147242344161663934'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/01/miliardi-o-bilioni.html' title='Miliardi o bilioni?'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-2718774916518924931</id><published>2009-01-20T12:51:00.004+01:00</published><updated>2009-01-20T12:59:53.913+01:00</updated><title type='text'>Giovani Bastardi</title><content type='html'>&lt;p align=center&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/erXFlDJWDFE&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/erXFlDJWDFE&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="380" height="307"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;Visto che si parlava di &lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/2009/01/un-best-seller-da-40-copie.html"&gt;giovani talenti trentini&lt;/a&gt; come non citare The bastard sons of Dioniso, che hanno già più di cento video VERI su YouTube? Ieri sera in redazione li abbiamo guardati alla televisione. Commento finale? Questi spaccano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-2718774916518924931?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/2718774916518924931/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=2718774916518924931&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/2718774916518924931'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/2718774916518924931'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/01/giovani-bastardi.html' title='Giovani Bastardi'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-7852212515483404261</id><published>2009-01-20T12:35:00.003+01:00</published><updated>2009-01-20T12:41:34.766+01:00</updated><title type='text'>Ho solamente due amici</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px; height: 262px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/facebook-784944.jpg" border="0" alt="facebook" /&gt;Ho due amici solamente. Uno è il mio collega P. e l’altro, a dire il vero, è mio fratello. Messi a confronto con i 2 mila amici di Dellai o con i 400 del consigliere provinciale Bruno Dorigatti possono sembrare poca cosa ma io non mi lamento. Se uno mi chiede quanti amici ho rispondo senza esitazioni: il mio collega P. e mio fratello. Pochi ma buoni. Se fanno la stessa domanda a Dellai lo sfido a snocciolare, uno dopo l’altro, i nomi e i cognomi dei suoi 2 mila (si fa per dire) amici. Parlo di Facebook, naturalmente.&lt;br /&gt;Tutto cominciò più o meno un mese fa quando mi prese la curiosità di andare a vedere questo luogo dove si incontrano milioni di italiani e - immagino, senza poter dare un numero preciso - decine di migliaia di trentini. Avevo da poco compilato il modulo di iscrizione che già mi compariva la faccia spiritata del mio collega N. che chiedeva la mia amicizia portando in dote una compagnia di oltre mille affezionati tra cui - sorpresa - anche alcuni pezzi grossi. Mi parve eccessivo, come primo passo, quello di affiliarmi a un gruppo tanto numeroso e così decisi di prendere tempo. Scelta di cui non mi sono mai pentito anche perché dieci secondi dopo arrivò la seconda richiesta di amicizia, tanto che mi sorpresi di quanti fossero i conoscenti collegati in rete in quel momento, come se se stessero aspettando proprio me. &lt;br /&gt;No grazie, per non correre il rischio di scontentare qualcuno non divento amico di nessuno, tranne che del mio amico P. (essere su Facebook solo come un cane mi pareva brutto) e di mio fratello, così posso guardare le foto che scatta quando va in giro per le Ande peruviane. A volte sono tentato di accettare le richieste di amicizia che mi arrivano da persone di cui non ricordavo nemmeno l’esistenza (ma appena riviste in foto mi sono tornate in mente come se fosse ieri) solo che ho sempre desistito perché, curioso come sono, passerei il mio tempo a seguire sul video le vite degli altri senza più occuparmi della mia e di quella di chi mi sta accanto: dicono che sia come la droga, meglio non cadere in tentazione.  Comunque se mi cercate sono lì al mio posto, con la mia foto e la data di nascita, anche per evitare che un impostore prenda il mio posto e si faccia amici in vece mia, fingendosi me stesso, sparandole più grosse delle mie, come è successo al docente del Da Vinci che ha denunciato il caso alla polizia postale.&lt;br /&gt;Se volete diventare miei amici la risposta è uguale per tutti: no grazie, senza offesa, amici come prima. Vale anche per te, Bruno Dorigatti: grazie dell’invito ma non sarò uno dei 400 di cui non ricordi il nome.  Dicono gli entusiasti di Facebook che con questa mia prudenza mi perdo la grande opportunità di ritrovare in un colpo solo i compagni del liceo, guardarli in volto, vedere come sono invecchiati e sapere che fine hanno fatto.&lt;br /&gt;Ma io so che c’è un motivo se c’è in giro gente che non vedo da vent’anni, cioè da quel torrido mattino di giugno in cui è stato violato un patto. Stavamo lì, zitti e sudati, sui banchi allineati nel corridoio del liceo Da Vinci, con il compito di matematica davanti, cercando di descrivere sul grafico cartesiano la curva di “e alla x”. A un certo punto uno di noi, come d’accordo, chiese il permesso di andare al bagno, per la soddisfazione mia e del mio amico D. che tirando un sospiro di sollievo pensammo: Dio sia lodato, è fatta. Poi fu il nostro turno di andare nel secondo bagno a destra e cercare un foglio dietro una piastrella sconnessa. Ma il foglio non c’era. E non c’era nemmeno nel primo, nel terzo, nel quarto e nel quinto ed ultimo bagno a destra di quel piano. Che cos’era “e alla x” l’abbiamo dovuto imparare all’università: non c’è scampo, di questi tempi, per chi non vuole imparare la matematica (sappiatelo studenti).&lt;br /&gt;Quel signore che ha sempre sostenuto di aver depositato il foglietto nel luogo pattuito non l’abbiamo voluto più vedere. Certo, pensandoci bene, ritrovarlo in rete dopo vent’anni e farci la pace su Facebook sarebbe un gran finale: potrei farmi il terzo amico, proprio lui, l’infame.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-7852212515483404261?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/7852212515483404261/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=7852212515483404261&amp;isPopup=true' title='11 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7852212515483404261'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7852212515483404261'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/01/ho-solamente-due-amici.html' title='Ho solamente due amici'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>11</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-225746847501309576</id><published>2009-01-18T23:35:00.002+01:00</published><updated>2009-01-18T23:40:03.929+01:00</updated><title type='text'>Il meccanico, che paura</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/180120091036-001-701454.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/180120091036-001-701450.jpg" border="0" alt="meccanico con le scarpe camper" /&gt;&lt;/a&gt;Leggo sul giornale che si vendono sempre meno auto (effetto della crisi) ma i meccanici lavorano come mai era accaduto negli ultimi anni per mantenere in sesto le auto vecchie, quelle che fino a qualche tempo fa affidavamo ai commercianti slavi perché le portassero all'Est.&lt;br /&gt;Bisognerà pur parlare, quindi, di questi meccanici, cioè gli uomini con la tuta sporca di grasso a cui affidiamo tremanti la nostra auto, senza osare chiedere un preventivo, sperando che mettendo le mani nel motore non trovino guai peggiori di quelli che noi possiamo immaginare.&lt;br /&gt;Premessa: sono uno di quegli automobilisti che quando l'auto non parte si rimboccano le maniche con far professionale, aprono il cofano di slancio, toccano qua e là a casaccio, provano ancora a mettere in moto (pregando che per qualche motivo sconosciuto la seconda volta parta) e infine, con le mani sporche d'olio, chiamano il meccanico. Ma nonostante non sia un intenditore so per certo che la "parcella" del meccanico (la chiamo così perché l'associo a quella del dentista) è minore quando ci si rivolge all'officina dietro l'angolo, piuttosto che alla grande azienda. Non lo dico io (che pure lo penso), lo dice l'Aci che al caso ha dedicato un'inchiesta sul proprio giornalino.&lt;br /&gt;Avere un meccanico di fiducia è una grande fortuna. Uno a cui portare l'auto, certi che saprà mettere le mani dove serve (e solo lì). Uno che non ci metterà di fronte al fatto compiuto, mostrandoci i pezzi di ricambio già cambiati dopo che aveva trovato nel motore nuove e imprevedibili disgrazie. Per trovare uno così bisogna affidarsi al passaparola. Quindi ci recheremo presso quest'officina di quartiere, con l'insegna Magneti Marelli all'esterno (oppure Fiamm) e saremo presi dal dubbio: saprà quest'uomo prendersi cura della nostra auto, così piena di fili, spie e circuiti? Sarà capace di individuare il guasto in un mondo dove le diagnosi non si fanno più accostando l'orecchio al motore ma leggendo i dati sullo schermo di un computer? Colti dal dubbio avremo quasi la tentazione di tornare indietro per affidarci alla concessionaria, così grande, così rassicurante, dove i meccanici hanno la tuta pulita come il camice di un dottore. E invece no, entriamo in quell'antro scuro chiamato officina e scopriamo che il computer c'è anche lì (c'è dappertutto ormai) e il meccanico lo usa per controllare la centralina. C'è sempre un problema di centralina.&lt;br /&gt;Lì dentro - in quell'officina - voi siete al gradino più basso della scala sociale. In cima c'è lui, il titolare, che esercita il suo potere comportandosi come se voi non foste mai entrati. Parliamo di gente che ha cose ben più importanti a cui pensare. Voi, umilmente, attenderete osservando le chiavi inglesi allineate sulla parete finché qualcuno non vi farà un cenno burbero avvisandovi che è giunta l'ora di parlare. Anzi, di confessare: che diavolo avete combinato alla vostra auto per ridurla in quello stato? Allora voi vuoterete il sacco, racconterete che cosa vi è successo, di tutti i rumori che vi pare di sentire (ma forse è solo un'impressione) e che naturalmente appena accenderete il motore non sentirete più. L'imperatore meccanico vi guarderà scettico (non capite un tubo voi di motori, figurarsi di centraline) e senza farvi domande (perché sprecare tempo con degli incompetenti?) vi dirà di lasciare lì la vettura che penserà a tutto lui. Lasciate pure le chiavi nel cruscotto e toglietevi dai piedi. Avrà capito? Chissà.&lt;br /&gt;Tornerete dopo due giorni e vi diranno che è tutto a posto, che hanno cambiato questo e quello facendovi vedere la parcella, ma voi non ascoltate: siete già lì che spiate l'ultima riga in fondo al foglio, alla rovescia, per sapere quanto vi costerà tutto questo. Vedete un numero e vi sentite quasi sollevati: pensavate peggio. Ma la segretaria del meccanico (che poi spesso è la moglie) vi chiede una cifra superiore. Mancava l'iva. Sulla parete c'è quel cartello minaccioso con la scritta "diritto di ritenzione". Pagate con lo stesso spirito con cui si paga il dottore: purché ci sia la salute, purché l'auto parta la mattina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-225746847501309576?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/225746847501309576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=225746847501309576&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/225746847501309576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/225746847501309576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/01/il-meccanico-che-paura.html' title='Il meccanico, che paura'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-6005732876384530300</id><published>2009-01-17T00:13:00.009+01:00</published><updated>2009-01-23T14:54:58.894+01:00</updated><title type='text'>Un best seller da 40 copie</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/mutanderotte-792519.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/mutanderotte-792513.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C'era questo ragazzo che raccontava sui giornali (ahimé anche sul mio...) le fortune del suo libro in cima alle classifiche di vendita. E c'erano queste lettere pubblicate sui giornali (ahimé anche sul mio...) che elogiavano quell'opera dall'alto contenuto innovativo, firmate però con nomi che non risultano né su internet né sull'elenco del telefono. Così sono corso in libreria per comprare la mia copia del romanzo. Ma di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Rotte Mutande&lt;/span&gt;, questo il titolo, non avevano sentito mai parlare. E nelle classifiche di vendita, lassù vicino a Giordano, Carofiglio e Camilleri il nome di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Pierluigi Tamanini,&lt;/span&gt; questo l'autore, non l'avevano visto mai.&lt;br /&gt;Poteva finire qui, due articoli sul giornale e poche lettere. Ma la categoria cialtrona dei giornalisti - in questo caso ben rappresentata dalla concorrenza - si è voluta spingere oltre pubblicando in prima pagina ampi servizi sul successo fulminante di quest'autore travolgente. Eccolo lì, Tamanini, a raccontare di come la gente lo ferma e lo abbraccia per la strada. Allora ho preso il telefono per quella chiamata che doveva essere fatta molto prima. Ho telefonato a Pierluigi "Gigio" Tamanini e gli ho detto: qualcosa non mi torna, nessuno ti conosce, hai pubblicato un libro pagando l'editore di tasca tua, ne hanno stampate 150 copie appena, mi dici quante ne hai vendute veramente? La risposta è giunta sconcertante: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;quaranta&lt;/span&gt;, mi ha detto, con la stessa voce con cui parlava di scalate vertiginose alle classifiche di vendita. Quaranta. E' solo per decenza che non pubblico su internet il file con la registrazione.&lt;br /&gt;Dice il direttore de l'Adige - commentando cinque o sei di quelle lettere sospette, pubblicate sul suo giornale una dietro l'altra come se nulla fosse - dice che un successo così travolgente (?) è la prova che il Trentino sta cambiando. Ma due prime pagine dedicate a un best seller da 40 copie sono la prova che l'unica cosa "mutanda" è il modo di fare giornalismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Non ho ancora la mia copia di Mutande Rotte (ops... Rotte Mutande). Pierluigi Tamanini (in &lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/mutande-752619.jpg"&gt;questa foto&lt;/a&gt;) assicura che da due anni gira su internet una versione word del libro ma io non l'ho trovata. E lui, nonostante le mie richieste, non me l'ha voluta procurare. Detto del triste modo in cui questo libro è stato auto-promosso, bisognerà pur dire che c'è scritto sopra. E come è stato scritto. Lo voglio fare, dopo averlo letto, sperando che ne valga la pena e senza pregiudizio: non è forse vero che anche qualche grande della letteratura ha cominciato con un romanzo pubblicato a pagamento? Quindi tanti auguri. E se mi scoprirò a leggere un bel libro sarò pronto a rimangiarmi tutto il veleno speso in questo post per la rabbia di leggere fregnacce sugli &lt;strike&gt;amati&lt;/strike&gt; giornali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco un link dedicato a tutti quelli che sognano di scrivere un &lt;a href="http://persecutorio.blog.excite.it/permalink/170184"&gt;best seller&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aggiornamento: ecco un &lt;a href="http://www.oblique.it/images/rassegna/2008/rassegna_1-29feb2008.pdf"&gt;altro link&lt;/a&gt; dove (a pagina 27 del pdf, articolo di Simonetta Fiori) si parla di case editrici a pagamento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-6005732876384530300?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/6005732876384530300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=6005732876384530300&amp;isPopup=true' title='65 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/6005732876384530300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/6005732876384530300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/01/un-best-seller-da-40-copie.html' title='Un best seller da 40 copie'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>65</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-6226123298807385234</id><published>2009-01-13T00:31:00.005+01:00</published><updated>2009-01-13T01:13:36.751+01:00</updated><title type='text'>Lacci nuovi per andare in tivù</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px; height: 285px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/laccicamper-762497.jpg" border="0" alt="lacci nuovi per le camper" /&gt;Bisognava andare a Roma, ospiti di Rai Uno, per discutere di un omicidio avvenuto in Trentino. Così, poiché noi della redazione siamo tipi di sostanza, abbiamo iniziato a litigare sul colore della camicia che bisogna mettersi quando si va in televisione (mai bianca, ma Gianni Riotta fa eccezione), della cravatta che si può anche evitare (anche perché io non ce l'ho), dei capelli (i miei) che avrebbero bisogno almeno di una sfoltita e altre amenità del genere. Io - confuso dai consigli delle colleghe C. e M. - ho preso l'aereo pagato dalla Rai, sono salito sull'auto con autista pagata dalla Rai, ho mangiato nel ristorante pagato dalla Rai, ho dormito nell'hotel pagato dalla Rai, sono andato nello studio della Rai e ho parlato per cinque o sei minuti, cercando di fare del mio meglio, con il sospetto di non valere tutte queste spese. Per l'occasione ho indossato i soliti pantaloni, la solita camicia, il solito maglione ma almeno, per fare bella figura, ho messo i lacci nuovi alle camper. Ormai siamo al terzo paio (di lacci). Li vedete nella foto.&lt;br /&gt;Qui sotto ecco il video del servizio sull'omicidio di Luigi Del Percio a Grigno (Trentino), all'interno del programma Sabato e Domenica dell'11 gennaio, condotto da Franco Di Mare. (grazie Luca per la registrazione)&lt;br /&gt;&lt;p align=center&gt;&lt;br /&gt;&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/8A0y2OdvEk4&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/8A0y2OdvEk4&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="380" height="323"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-6226123298807385234?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/6226123298807385234/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=6226123298807385234&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/6226123298807385234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/6226123298807385234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/01/bisognava-andare-roma-ospiti-di-rai-uno.html' title='Lacci nuovi per andare in tivù'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-4266547993296695579</id><published>2009-01-05T01:36:00.002+01:00</published><updated>2009-01-05T01:42:43.106+01:00</updated><title type='text'>Anno nuovo. Casa nuova?</title><content type='html'>&lt;a href="http://piedicastello.blogspot.com"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px; height: 253px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/divano.jpg" border="0" alt="mansarda piedicastello" /&gt;&lt;/a&gt;E così - dovendo allargarci - abbiamo messo in vendita la casa. L'annuncio finirà sui giornalini immobiliari, ma l'abbiamo pubblicato anche su ebay casa e tutti i dettagli sono su questo blog: &lt;a href="http://piedicastello.blogspot.com"&gt;piedicastello.blogspot.com&lt;/a&gt;. Volete farci un favore? Fate girare la voce e l'indirizzo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-4266547993296695579?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/4266547993296695579/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=4266547993296695579&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/4266547993296695579'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/4266547993296695579'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/01/anno-nuovo-casa-nuova.html' title='Anno nuovo. Casa nuova?'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-5055062490896126735</id><published>2009-01-05T00:50:00.008+01:00</published><updated>2009-01-05T09:28:14.958+01:00</updated><title type='text'>Il razzismo di Paolini</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px; height: 253px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/paolini.jpg" border="0" alt="marco paolini" /&gt;Capita che Marco Paolini, l'attore, parlando da un palco di Padova a milioni di persone (sulle frequenze di La7) dica che in una stazione ferroviaria del Trentino hanno lasciato giù dal treno un passeggero perché era di colore. L'ha visto con i suoi occhi, Paolini, quel passeggero nero con la bicicletta in mano, nera anch'essa, che si doveva rassegnare di fronte al capotreno razzista che gli faceva "no, no" con il dito e lo lasciava a terra anche se aveva il biglietto. &lt;br /&gt;Era il 12 ottobre. Peccato che sia una bufala. E la cosa più incredibile non è che su un treno non facciano salire i neri (che infatti è falso) ma che Paolini lo racconti a suoi spettatori senza nemmeno avere verificato l'accaduto col passeggero, con il capotreno o con le ferrovie. Se l'avesse fatto - come hanno fatto i giornalisti dopo la sua sparata in televisione - avrebbe scoperto che il macchinista ha detto "no, no" a quel passeggero perché a bordo non c'era più posto per le biciclette (bianche o nere che siano) e che lo stesso rifiuto l'aveva opposto alle stazioni precedenti a tutti gli altri (bianchi) che volevano salire con la propria due ruote. &lt;br /&gt;E se il vero razzista fosse Marco Paolini, l'unico che vedendo un nero lasciato a terra in Trentino pensa che questo è avvenuto perché è un passeggero di colore? Bisogna avere un pregiudizio in testa per vedere il colore della pelle e non la bicicletta. Paolini, il bravo attore, vuole fare il giornalista. Ma gli succede come a Beppe Grillo, il comico, quando racconta &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=OoNMyGpqZa4"&gt;le magie delle palle&lt;/a&gt; che in lavatrice puliscono i panni senza detersivo: fa ridere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.lavocedelnordest.it/articoli/2009/01/03/1315/paolini-denuncia-il-caso-il-personale-fs-smentisce"&gt;Qui&lt;/a&gt; trovate una breve cronaca della vicenda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. nella foto il dvd "Vajont 9 ottobre 1963". Grande spettacolo, ma dopo aver avuto prova delle "sparate" di Paolini guardarlo farà tutto un altro effetto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-5055062490896126735?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/5055062490896126735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=5055062490896126735&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/5055062490896126735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/5055062490896126735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2009/01/il-razzismo-di-paolini.html' title='Il razzismo di Paolini'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-6719716576438613595</id><published>2008-12-21T10:20:00.001+01:00</published><updated>2008-12-21T10:24:03.650+01:00</updated><title type='text'>L'appello a Babbo Natale</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px; height: 352px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/scarpealbero.jpg" border="0" alt="scarpe camper sotto l'albero" /&gt;Caro Babbo Natale, come il bambino povero che fiuta l’aria e chiede un paio di guanti e un berretto, rinunciando al trenino elettrico perché sa che sarebbe un desiderio vano, cercherò con questa lettera di moderare le richieste. Solo cose utili. Anzi, voglio andare sul sicuro: chiederò solo doni necessari, beni che vorrei dare per scontati (e non trovare sotto l’albero) ma visti gli eventi mi sorge qualche dubbio.&lt;br /&gt;Caro Babbo Natale, so che non è affar tuo ma mi piacerebbe molto avere un treno veloce che andando a Roma fermi a Trento, come già avevamo fino a qualche giorno fa, perché alle comodità si fa fatica a rinunciare. Soprattutto a quelle indispensabili. Chiederei quindi che se questo treno dovesse portare alla stazione mia moglie, qualunque donna di famiglia, o anche un’amica o una semplice conoscente io non sia obbligato a passare a prenderla di persona solo perché ha paura di attraversare a piedi piazza Dante.&lt;br /&gt;A nome di un imprenditore che conosco vorrei chiederti di far sì che quando partecipa alle gare d’appalto non si ritrovi sempre come concorrente un rivale che passa ogni giorno nell’ufficio dell’assessore e lo chiama più volte al giorno per discutere del più e del meno, comprese le attività culturali della moglie (del politico) a cui partecipa staccando assegni di tanto in tanto. Sono cose ovvie, lo so, ma preferisco metterti di mezzo per non avere sorprese.&lt;br /&gt;Caro Babbo Natale, quando vedo passare il camion delle immondizie mi piacerebbe storcere il naso solo per il cattivo odore, senza dovermi preoccupare perché a bordo potrebbero esserci (come c’erano in Valsugana) sostanze cancerogene da nascondere nei campi dietro casa. Se ricevo l’avviso di una lettera raccomandata mi piacerebbe andare a ritirarla all’ufficio postale all’orario indicato sul biglietto giallo, senza il rischio di trovare l’ufficio chiuso per “motivi tecnici” con la mia lettera urgente all’interno come mi è accaduto l’altro giorno, in via Scopoli, quando ho scoperto che non c’erano dipendenti a sufficienza per tenere aperto lo sportello.&lt;br /&gt;Mi piacerebbe inoltre, Babbo Natale, poter acquistare una casa come quella in cui sono cresciuto ormai trent’anni fa senza dover fare un mutuo di trent’anni che finirei di pagare solo grazie alla liquidazione, proprio quella che una volta si lasciava ai figli.&lt;br /&gt; Sarebbe bello telefonare per una visita medica - senza urgenza perché non siamo in pericolo di morte - e sentirsi dare appuntamento prima di un anno. Ma se questo proprio non è possibile, caro Babbo Natale, potresti intervenire per evitare che (a pagamento) la stessa signorina, improvvisamente più gentile, ci proponga una visita per il giorno successivo, all’ora che vogliamo.&lt;br /&gt;Sugli autobus non ti chiedo nulla, se non che la gente ci salga sopra. E nemmeno sui parcheggi, se non che gli automobilisti, proprietari di tre auto per famiglia, imparino a considerarli merce rara e non un diritto. Passo quindi alla politica chiedendoti un’altra cosa ovvia, ma che ti confesso un po’ mi inquieta: in vista delle elezioni comunali previste in primavera vorrei tanto che - fissato un giorno - si andasse a votare proprio in quello, senza rinvii, senza che una domenica si voti per metà candidati e la domenica successiva per l’altra metà.&lt;br /&gt;Caro Babbo Natale, so che soddisferai queste mie ragionevoli richieste, come accogli le richieste del bambino povero che con i guanti e il berretto potrà star caldo senza il rischio di ammalarsi. Se tutto andrà bene l’anno prossimo potrei osare di più, chiedendoti un piccolo lusso. Mi piacerebbe davvero molto che i candidati eletti nelle aule della politica, i candidati che anch’io ho eletto, non subissero quella strana trasformazione che li porta ad essere litigiosi cacciatori di poltrone, con la bilancia in mano per misurare quanto spetta ad uno e quanto all’altro. Falli restare come volevano apparire prima del voto, fa’ che rispondano al telefono al primo squillo come facevano in campagna elettorale, fa’ che pensino loro al treno, all’ufficio postale, alle discariche inquinate, ai prezzi della casa, alla visita medica ed agli appalti senza che ci sia bisogno di scrivere una lettera a te, Babbo Natale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-6719716576438613595?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/6719716576438613595/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=6719716576438613595&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/6719716576438613595'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/6719716576438613595'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/12/lappello-babbo-natale.html' title='L&apos;appello a Babbo Natale'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-128416514160273207</id><published>2008-12-15T01:21:00.003+01:00</published><updated>2008-12-21T10:25:46.479+01:00</updated><title type='text'>Dis-innevamento artificiale</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/trattoreneve.jpg" border="0" alt="trattore sgombra neve in piazza duomo a trento" /&gt;Mi metto nei panni dei pochi trentini e turisti che ieri passeggiavano tra i banchi della fiera e mi chiedo: ma dov'è finita tutta la neve caduta nei giorni scorsi? Se non sapessi già la risposta, sarebbe un bel mistero: si arriva in città osservando il paesaggio bianco dai finestrini dell'auto, si cerca parcheggio tra i mucchi di neve, si raggiunge il centro storico camminando sui marciapiedi ancora sporchi e ci si ritrova nella zona a traffico limitato a passeggiare in un altro mondo, dove sembra che la neve non sia caduta mai. In realtà la neve c'era, ma l'hanno portata via di peso. Tutta? Tutta.&lt;br /&gt;Prima di proseguire un avvertimento ai lettori: i giornalisti – e chi scrive non fa eccezione – quando si parla di neve diventano faziosi. Se il Comune non spala i marciapiedi intingiamo la penna nel veleno e attacchiamo l'amministrazione. Se invece si mettono d'impegno per pulire l'intero centro storico come se fosse il salotto di casa, ci tocca scaricare la faziosità in direzione contraria, gridando allo scandalo perché ci hanno portato via la neve sotto il naso. Parrebbe un compito difficile quello di attaccare l'amministrazione per un lavoro ben fatto, ma la polemica parte spontanea dopo aver trascorso la notte a seguire dal vivo le grandi pulizie.&lt;br /&gt;Hanno lavorato coperti dal buio. Non certo per farla franca (a rubarci la neve con cui avremmo voluto giocare) ma perché decine di trattori agricoli, ruspe giganti e camion da cava avrebbero dato troppo nell'occhio verso mezzogiorno. A mezzanotte invece abbiamo seguito uno di quei bestioni portare via la neve da via Vannetti, unirsi a un trattorino con rimorchio proveniente da piazzetta d'Arogno e gettare l'odiato carico nelle rive dell'Adigetto. Nulla di nuovo. Da decenni la neve che ingombra la città finisce in via Sanseverino, ma era la neve che impediva la circolazione degli autobus, la sosta delle auto e i movimenti dei pedoni. Mai prima di quest'autunno ci siamo tolti il lusso di asportare la neve con la scopa e la paletta, fin dietro le fontane e sotto le panchine, con precisione scientifica per cancellare le tracce della grande nevicata.&lt;br /&gt;Ma quest'autunno 2008 è uno di quegli anni di svolta, come l'estate bollente del 2003: succedono cose che non avevamo visto mai. O che forse avevamo dimenticato. Hanno portato via la neve per fare posto alle bancarelle della fiera. Ho visto il centro della città pulito, con le periferie imbiancate, e mi sono venute in mente per contrasto le piste da sci bianche con i boschi puliti attorno: se quello dello sci è l'innevamento artificiale, quello che abbiamo visto a Trento è il disinnevamento artificiale, costoso procedimento per consentire ai cittadini di tirare dritto per la loro strada anche se il tempo meteorologico si mette di traverso. Non c'è la neve quando è ora di sciare? La facciamo. C'è troppa neve quando è il giorno della fiera? La facciamo sparire, anche se ne è scesa mezzo metro. Ma il risultato – come spesso accade in questi casi – ci delude: volti tristi quegli degli sciatori che scendono sul nastro bianco in mezzo agli abeti verdi, volti tristi ieri quelli alla fiera fredda e umida, davanti e dietro i banchi. E dire che lo spettacolo dei disinnevatori in azione nel cuore della notte era davvero insuperabile. A modo suo coraggioso, come tutte le lotte impari: provate voi a fare sparire la neve da una città in poche ore. Ce l'hanno fatta. Bisognerebbe forse applaudirli? In realtà c'è mancato poco che mi scappasse davvero il battimano per quel palista (si dice così?) che alle due di notte ha rastrellato tre metri cubi di neve attorno a un alberello, senza nemmeno sfiorarlo, per caricarli nel cassone di un camion senza farne cadere nemmeno un cristallo. Bravi operai, bravi camionisti. Ma la città disinnevata nel modo che abbiamo visto è un fatto innaturale. Se nevica rinunceremo alla fiera (abbiamo visto che la gente è stata a casa ugualmente) e costruiremo un pupazzo in piazza Duomo. A mettersi contro il meteo si sbaglia sempre: ci ha già presi in giro tutti quando – dopo la lessata dell'agosto 2003 – siamo corsi a comprare il condizionatore, per ritrovarci le estati successive bagnati e con il maglione. E' per questo che in questo dicembre storico ho resistito alla tentazione di comprarmi la pala da neve nuova.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-128416514160273207?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/128416514160273207/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=128416514160273207&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/128416514160273207'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/128416514160273207'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/12/dis-innevamento-artificiale.html' title='Dis-innevamento artificiale'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-3368637072984528447</id><published>2008-12-05T01:29:00.006+01:00</published><updated>2008-12-05T13:01:39.608+01:00</updated><title type='text'>La velocità di una città</title><content type='html'>&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 380px" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/mcdonaldmilano.jpg" alt="mc donald's milano" border="0" /&gt;La velocità di una città si misura (anche) visitando il suo Mc Donald's. Ad esempio quei dilettanti del Mc Donald's di Trento non potrebbero resistere nemmeno un'ora dietro le casse del Mc Donald's di Milano, proprio di fronte alla stazione. L'altro giorno - ore 13 e 11 - c'era una coda di dieci persone che arrivava fino alla porta d'ingresso. Una coda tale - pensavo - che avrei dovuto cercare un altro locale. Ma mentre formulavo questo pensiero la coda si era già ridotta ad otto unità, divenute subito sette (e poi sei) nel tempo che impiegai a contare le persone che avevo di fronte. Tutto merito di Yashawini, un nome che pare una sequenza casuale di lettere e invece stava scritto sulla targhetta appuntata al petto di una ragazza tutta nervi e - più in là - sul tabellone mensile del miglior dipendente di Mc Donald's. Mentre leggevo una seconda volta quel nome la coda di Yashawini si riduceva a cinque persone: stava lottando per ripetere a dicembre la vittoria aziendale di novembre e io mi preparai mentalmente l'ordinazione, ripetendola più volte, per non far perdere tempo prezioso a lei e agli altri clienti in attesa.&lt;br /&gt;Sono un cliente professionista e quando toccò a me ordinai "un numero quattro, con la Coca Cola". Semplice, veloce, efficace. Ma lei mi guardò spazientita chiedendo chiarimenti: normale o maxi? Normale, risposi, mordendomi la lingua perché morivo dalla fame. Patate vertigo o normali? Incalzò Yashawini che cominciava ad essere nervosa. Vertigo, replicai, senza sapere che cos'erano. Con salsa o senza salza? Senza, balbettai, sperando di accelerare. Cinque euro e settanta disse lei, bruciando sul tempo il registratore di cassa e voltandomi la schiena per prendere un panino, un cartone di patatine, un bicchiere di Coca Cola e alcuni tovaglioli che subito si materializzarono sul vassoio. Cinque euro e settanta, sibilò una seconda volta, come se stesse parlando (lei, Yashawini) a uno straniero. Fossi stato a Trento, giunto a questo punto, avrei "rubato" una della mie patatine dal vassoio appoggiato lì sul banco, quindi - con gesto rilassato - avrei portato la mano al portafoglio per saldare il conto. Ma ero a Milano e il portafogli nella tasca posteriore dei pantaloni non c'era più. Colpa mia che, temendo di essere borseggiato, l'avevo infilato nella tasca interna della giacca, dove non lo metto mai. Sarebbe finita lì se nel portafogli ci fossero stati i soldi, invece c'era solo il bancomat perché sentendomi prudente volevo "star leggero". Lo porsi tremando a un'incredula Yashawini che strisciò subito la tessera nella fessura del Pos. Doveva essere il terminale più veloce del mondo perché in tre secondi appena sputò fuori la ricevuta, eppure la fila dietro di me rumoreggiò: avevamo perso il ritmo, Milano parve fermarsi e Yashawini (o come cazzo si chiamava) per colpa mia avrebbe dovuto rinunciare al titolo natalizio di miglior dipendente di Mc Donald's.&lt;br /&gt;La velocità di una città si misura (anche) dai clienti di Mc Donald's e io temo di non essere abbastanza veloce per Milano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-3368637072984528447?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/3368637072984528447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=3368637072984528447&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/3368637072984528447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/3368637072984528447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/12/la-velocit-di-una-citt.html' title='La velocità di una città'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-227809320421631596</id><published>2008-12-03T12:33:00.000+01:00</published><updated>2008-12-03T12:35:20.892+01:00</updated><title type='text'>E' un mondo fai da te</title><content type='html'>&lt;p class="mobile-photo"&gt;&lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/03122008807-720893-720963.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/03122008807-720893-720956.jpg"  border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;Sono sul treno per Milano senza biglietto in tasca, ovvero &amp;quot;ticket less&amp;quot;: quando arriver&amp;#224; il controllore gli dir&amp;#242; un codice di sei cifre acquistato ieri su internet e spero che basti cos&amp;#236;. Arriver&amp;#242; in stazione alle 13 e 05, salir&amp;#242; sulla metropolitana e andr&amp;#242; a ritirare l&amp;#39;auto &amp;quot;nuova&amp;quot; che ho trovato usata cercandola per un mese su Autoscout.it. Me la vende un commerciante d&amp;#39;auto indiano, tale Anand detto Giuseppe, che tra tutti quelli che ho conosciuto in questo mese (e sono tanti) &amp;#232; quello che parla e scrive meglio l&amp;#39;italiano. Gli far&amp;#242; vedere la ricevuta del bonifico on line, il contrassegno provvisorio della nuova assicurazione on line (pagata il 57 per cento in meno di quella tradizionale) e me ne andr&amp;#242; con la mia Nissan, guidato verso casa dal navigatore satellitare.&lt;br&gt;Non sono uno sprovveduto: ho fatto le mie verifiche mettendo il numero di targa nella banca dati del Pra su internet, cos&amp;#236; al costo di 5 euro mi sono tranquillizzato.&lt;br&gt;La vecchia Land Rover &amp;#232; ormai acqua passata, venduta a un demolitore vicentino che dopo aver visto via email le foto del rottame ha fatto un&amp;#39;offerta da non perdere ed venuto in Trentino con il carro attrezzi per portarsi via l&amp;#39;auto. Ci siamo incontrati al parcheggio del casello autostradale di Trento centro e prima di staccarmi l&amp;#39;assegno si &amp;#232; fotocopiato la mia carta d&amp;#39;identit&amp;#224; con il fax che aveva montato sul cruscotto. Povero Freelander, soprannominato &amp;quot;macchina nera&amp;quot;  da noi della famiglia per distinguerlo da quella bianca: diventer&amp;#224; pezzi di ricambio, gli stessi che compreremo come nuovi dal &amp;quot;meccanico di fiducia&amp;quot; (un applauso per l&amp;#39;ossimoro).&lt;br&gt;Per fermare l&amp;#39;attimo scatter&amp;#242; la fotografia che correda questo post, quindi dovr&amp;#242; premere il tasto verde del telefonino e il messaggio finir&amp;#224; dritto sul blog. Per definire tutto questo non ho parole migliori di quelle del mio amico P. (lo trovate su facebook digitando Petermaier) che qualche giorno fa se ne usc&amp;#236; con questa frase: collega, &amp;#232; un mondo fai da te!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-227809320421631596?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/227809320421631596/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=227809320421631596&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/227809320421631596'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/227809320421631596'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/12/e-un-mondo-fai-da-te.html' title='E&apos; un mondo fai da te'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-8239909649232519341</id><published>2008-12-01T23:17:00.001+01:00</published><updated>2008-12-01T23:40:35.116+01:00</updated><title type='text'>Il ciclista irriducibile</title><content type='html'>&lt;p class="mobile-photo"&gt;&lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/01122008783-797162-797208.jpg"&gt;&lt;img src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/01122008783-797162-797204.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;Dedicato a tutti quelli convinti che d'inverno la bicicletta vada lasciata in garage.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-8239909649232519341?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/8239909649232519341/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=8239909649232519341&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8239909649232519341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8239909649232519341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/12/il-ciclista-irriducibile.html' title='Il ciclista irriducibile'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-8337493963577395522</id><published>2008-12-01T00:58:00.000+01:00</published><updated>2008-12-01T00:59:24.499+01:00</updated><title type='text'>La bella addormentata</title><content type='html'>Marted&amp;#236; mattina alle otto e trenta ero sul palco del teatro di Mezzolombardo a parlare di scuola, voto in condotta e tagli alla ricerca con tre professori e i ragazzi dell&amp;#39;istituto superiore Martino Martini. Davanti a me - lo giuro - una ragazza dormiva seduta in prima fila. Sarebbe stata carina se non avesse avuto la testa riversa all&amp;#39;indietro sullo schienale e la bocca semi aperta, in quella posa tipica di chi ronfa beatamente.&lt;br&gt;Con un colpo di gomito ho indicato la bella addormentata al professore che avevo accanto ma non ha battuto ciglio. Anzi me ne ha fatto notare un altro che dormiva un po&amp;#39; pi&amp;#249; in l&amp;#224;. Ho pensato: poveri prof, innocenti o correi che siano, devono essersi abituati a questi ragazzi cos&amp;#236; stanchi e annoiati. Ma subito mi &amp;#232; venuto in mente un episodio di almeno quindici anni fa quando in una grande casa di Dimaro, affittata per l&amp;#39;occasione, venne Nando Dalla Chiesa a parlare di politica, invitato dalla Rete. Arriv&amp;#242; nel pomeriggio da Milano e prese posto in una sala affollata di ragazzi che avevano trascorso la nottata a far baldoria.&lt;br&gt;Ce n&amp;#39;era uno in prima fila che aveva fatto inutilmente le ore piccole, senza vantare grandi conquiste, e stava l&amp;#236; davanti non per diligenza ma perch&amp;#233; i posti dietro, pi&amp;#249; coperti, glieli avevano soffiati tutti gli altri.&lt;br&gt;Solo, davanti a Nando Dalla Chiesa che parlava di legalit&amp;#224; e politica pulita, quel giovanotto lottava disperatamente per non dormirgli in faccia, mordendosi le labbra fino a farle sanguinare, cambiando posizione di frequente, cercando di tenere dritto il capo che gli ricadeva di continuo avanti, indietro, a destra e a sinistra. Alla fine, fingendo vigliaccamente di concentrarsi al massimo, si arrese al sonno e decise di chiudere gli occhi un secondo (uno soltanto!), appena il tempo di riprendere le energie e arrivare salvo al termine della lezione. Chiss&amp;#224; quanto dur&amp;#242;. Terrorizzato riapr&amp;#236; gli occhi con un sussulto, risollevando il mento che si era appoggiato sul petto. Poteva essere stato il sonno di un minuto oppure di un&amp;#39;ora, chi lo sa, ma si svegli&amp;#242; giusto in tempo per vedere Nando Dalla Chiesa che, parlando, lo fissava sorridendo sotto i baffi (che all&amp;#39;epoca portava).&lt;br&gt;Essendo io quel tale addormentato non ho mai smesso di chiedermi se Nando Dalla Chiesa si fosse accorto del discepolo dormiente e - in quel caso - che cosa ne pensasse. Insomma, che effetto fa parlare a un pubblico che sonnecchia? Ora, dopo quel giorno a Mezzolombardo, lo so. Non &amp;#232; la rabbia di chi si alza (per una volta) alle sette del mattino e confida di trovare un po&amp;#39; di attenzione (la merce pi&amp;#249; preziosa in un&amp;#39;epoca di grandi distrazioni). Non &amp;#232; nemmeno l&amp;#39;umiliazione di parlare al vento, poich&amp;#233; so benissimo che noi grandi (nel senso di adulti) amiamo parlarci addosso solo per dimostrare quante cose sappiamo (e spesso tutti presi a straparlare diamo prova di quante cose NON sappiamo).&lt;br&gt;No, di fronte alla bella addormentata ho provato incredulit&amp;#224;, perch&amp;#233; resto convinto che per i giovani d&amp;#39;oggi - tra lavoro precario, blocchi del turn over, tagli alla scuola, crisi economica - non ci sia da dormire sonni tranquilli. Ma, confesso, di fronte a quella ragazza di 17 anni - che sono pur sempre venti (!) meno dei miei - ho provato anche un po&amp;#39; di invidia perch&amp;#233; sonnecchiava beata, senza sensi di colpa, pi&amp;#249; di quanto mi riusc&amp;#236; di fare allora. Chiss&amp;#224; che in tempi cupi non abbia ragione lei.&lt;br&gt;POST SCRIPTUM riservato  agli studenti dell&amp;#39;istituto Martino Martini che quel giorno erano presenti in sala e ai loro professori, compreso quello con cui ho litigato (privatamente) perch&amp;#233; sosteneva, senza prove, che noi giornalisti siamo faziosi e lo facciamo apposta. Mi scuso se di voi tutti ne ho citata una soltanto ma - come ci siamo detti quel mattino, ricordate? - l&amp;#39;informazione ha le sue regole e di 600 ragazzi svegli e battaglieri fa notizia solo quella che dorme.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-8337493963577395522?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/8337493963577395522/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=8337493963577395522&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8337493963577395522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8337493963577395522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/12/la-bella-addormentata.html' title='La bella addormentata'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-5052106865053511459</id><published>2008-11-25T15:21:00.006+01:00</published><updated>2008-12-05T13:02:59.489+01:00</updated><title type='text'>La buona notizia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/suv-788056.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/suv-788014.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;C'è voluto quasi un mese per elaborare il fatto e sbatterlo qui sopra, ma alla fine ecco qui la nostra macchina fotografata lunedì 27 ottobre, dieci metri sotto la strada del passo San Pellegrino alle 7 e 30 del mattino, dopo aver abbattuto un paio di faggi ed essersi fermata contro un grosso abete. Come dice mio padre: attenti al ghiaccio sulle strade...&lt;br /&gt;Ma poiché siamo gente a cui piace vedere il bicchiere mezzo pieno, ecco a voi la &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;BUONA NOTIZIA&lt;/span&gt;: sono tutti salvi (di più, senza un graffio!) i &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;quattro passeggeri&lt;/span&gt; che viaggiavano a bordo del veicolo, cioè ansel, gretel, il piccolo play boy e un quarto passeggero che non risulta nel verbale dei carabinieri, ma vi assicuro che era presente, soprannominato per il momento "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;fratellino&lt;/span&gt;" (anche se potrebbe essere pure una "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;sorellina&lt;/span&gt;") che avremo il piacere di presentare il &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;29 maggio del 2009&lt;/span&gt; (se sarà puntuale).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-5052106865053511459?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/5052106865053511459/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=5052106865053511459&amp;isPopup=true' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/5052106865053511459'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/5052106865053511459'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/11/la-buona-notizia.html' title='La buona notizia'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-1429329029577259181</id><published>2008-11-04T15:28:00.002+01:00</published><updated>2008-11-04T15:39:44.338+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='video-post'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='info-post'/><title type='text'>Ciclisti urbani</title><content type='html'>&lt;object width="425" height="344"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/dv-ISen-UTQ&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/dv-ISen-UTQ&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="400" height="324"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Erano mesi che volevo incollare qui sopra questo video dall'effetto ipnotico (almeno per me) soprattutto a causa della musica (almeno questo ho deciso dopo lunga riflessione). Ora ne ho l'occasione, con questo pezzo, qui sotto, che ho scritto sul giornale di domenica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’era nelle edicole trentine, ieri mattina, questo titolo di giornale dall’effetto agghiacciante, almeno sulle persone predisposte, che prometteva: «Arrivano i parcheggi per le bici». E fin qui tutto bene, a patto di ritenere che questa sia una necessità. Ma la mazzata arrivava al momento di leggere il sottotitolo: «Ecco i prezzi». Come scusa? I prezzi. Oppure le tariffe, come recitava un altro giornale raccontando la decisione della giunta comunale.&lt;br /&gt; Detta così sembra la cronaca di una delibera allucinante che porterà i ciclisti urbani a scendere dal sellino e cercare in tasca la moneta da infilare nel parchimetro. Per fortuna andrà diversamente: pagheranno quelli che vogliono lasciare in sosta la bici alla stazione ferroviaria, chiusa in un recinto sorvegliato dalle telecamere, al riparo dalla pioggia e soprattutto dai ladri. Pagheranno poco: 50 euro l’anno, oppure 7 euro al mese, oppure 2 euro al giorno (e quest’ultima tariffa in realtà mi pare un furto). Oppure non pagherà nulla il ciclista che avrà in tasca anche l’abbonamento del trasporto pubblico. Ma per la prima volta nella storia passerà il principio che è possibile chiedere a un pedalatore di tirare fuori i soldi. Parlo da ciclista urbano per necessità e passione: sono convinto che sia giusto il contrario.&lt;br /&gt; Non solo il Comune dovrebbe costruire i parcheggi e affidarceli gratuitamente (telecamere comprese) ma dovrebbe anzi pagarci. Insomma, meritiamo un premio Qualcosa di più rispetto agli omaggi sorteggiati l’estate scorsa tra i dipendenti pubblici che andavano al lavoro pedalando.&lt;br /&gt; Finora abbiamo pensato che il nostro premio fosse la libertà impagabile di sfrecciare per la città misurando il tempo in manciate di minuti. Noi siamo quelli che da piazza Duomo all’ospedale Santa Chiara ci mettiamo cinque minuti e non dobbiamo cercare il parcheggio. Noi siamo quelli che da Cristo Re al centro storico ci mettiamo sei, sette minuti. Noi siamo quelli che una volta, alla vista del vigile urbano, dovevano smontare al volo in via Belenzani perché c’era il senso unico. E invece ora pedaliamo avanti e indietro grazie a un cartello che ce lo consente: grande vittoria, continuiamo pure ad allargarci.&lt;br /&gt; Noi pensavamo che il nostro premio fosse questo: tempo, libertà e in fondo anche denaro perché il mio contachilometri (lo uso anche in città) in un anno segna più di 3 mila chilometri, pedalati tutti in centro, distanza che tradotta in benzina vale almeno 300 euro. Certo se mi rubassero la bicicletta mentre scrivo questo articolo, fatto purtroppo da non escludere, andrei solo in pareggio.&lt;br /&gt; Ma ora che la giunta comunale ha studiato per noi le nuove tariffe, vorremmo replicare (parlo per tutta la categoria) mettendo in conto qualcosa a nostra volta. Non siamo mica in Giappone, dove ci sono parcheggi multipiano dedicati alle due ruote, oppure a Londra, dove i ciclisti sono raddoppiati da quando hanno previsto il pedaggio per l’ingresso in centro storico. Qui - cari assessori - siamo a Trento città dove le mamme danarose fanno la fila in via Verdi ogni pomeriggio con il gippone (zona a traffico limitato a quanto mi risulta) per andare a prendere i bambini che vanno a scuola dalle suore. E noi ciclisti respiriamo quei gas di scarico. Pedaliamo a chiappe strette in via Sanseverino per evitare che i camion ci facciano finire nell’Adigetto (per fortuna ora c’è il muro). Saliamo in sella anche con la pioggia, non perché siamo dei duri, ma perché rinchiuderci nell’auto ci renderebbe troppo tristi, e speriamo che le auto non ci facciano la doccia alla prima pozzanghera. Facciamo lo slalom tra gli alberi in quelle che il Comune chiama piste ciclabili e che in realtà sono solo strisce rosse disegnate sull’asfalto. Quando ci rubano la bici compriamo Bazar e ne cerchiamo un’altra usata con cui gettarci con incoscienza nelle rotatorie a doppia corsia che hanno invaso la città. Fosse per noi il maxi parcheggio di via Sanseverino potrebbe essere un parco con laghetto invece di una distesa di lamiere colorate. E corso Tre novembre sarebbe un viale alberato dove andare a passeggiare come i nostri bisnonni ai primi del Novecento. Non chiediamo (quasi) niente a nessuno, felici di muoverci in libertà, ma non fateci mai pagare il pedaggio per lasciare la bici al sicuro dai ladri. Caro assessore comunale, perché non costruisce il bicipark (e molte più ciclabili) con i soldi presi agli automobilisti? La giurisprudenza europea ha stabilito già da tempo un principio sacrosanto, riferito a vicende molto più rilevanti ma che vale anche per le piccole cose: «Chi inquina paga». Sarebbe assurdo trovare il modo di far pagare chi invece non inquina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-1429329029577259181?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/1429329029577259181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=1429329029577259181&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/1429329029577259181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/1429329029577259181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/11/ciclisti-urbani.html' title='Ciclisti urbani'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-5635694823246450704</id><published>2008-10-20T10:46:00.003+02:00</published><updated>2008-10-20T10:53:34.330+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='photo-post'/><title type='text'>Parole al vento</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/parole-706515.jpg"&gt;&lt;img style="margin:0px auto 10px; width:380px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/parole-706478.jpg" alt="parole al vento" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;So già di arrivare ultimo, ma ho scoperto questo sito - &lt;a href="http://wordle.net"&gt;wordle&lt;/a&gt; - che prende un testo e restituisce un'immagine con le parole più utilizzate in evidenza. Così ho preso un lungo testo di fuoridalpalazzo (in pratica gli story-post, quelli più numerosi) e l'ho inserito nel programma. Il risultato lo vedete. Bello! Peccato che a vedere le parole messe in fila in questo modo, parliamo di 270 mila caratteri, in pratica un libro, pare che non abbia mai raccontato nulla!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. clicca sull'immagine per vederla ingrandita.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-5635694823246450704?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/5635694823246450704/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=5635694823246450704&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/5635694823246450704'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/5635694823246450704'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/10/parole-al-vento.html' title='Parole al vento'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-2095060349893921904</id><published>2008-10-17T00:19:00.005+02:00</published><updated>2008-10-17T00:27:34.450+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='video-post'/><title type='text'>Candidati presidenti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://trentini-trento.blogautore.repubblica.it/2008/10/15/dellai-divina/"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; width: 380px; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/divinadellai-719846.jpg" alt="intervista doppia Lorenzo Dellai Sergio Divina" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Chi legge da Trento e provincia potrà trovare interessante quest'&lt;a href="http://trentini-trento.blogautore.repubblica.it/2008/10/15/dellai-divina/"&gt;intervista doppia&lt;/a&gt; ai due candidati favoriti per la presidenza della Provincia autonoma di Trento: &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Lorenzo Dellai&lt;/span&gt; (centrosinistra, presidente uscente) e &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Sergio Divina&lt;/span&gt; (centrodestra).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-2095060349893921904?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/2095060349893921904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=2095060349893921904&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/2095060349893921904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/2095060349893921904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/10/candidati-presidenti.html' title='Candidati presidenti'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-8961420571778721211</id><published>2008-10-05T21:32:00.005+02:00</published><updated>2008-10-05T22:08:53.104+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='info-post'/><title type='text'>Dentro il tunnel</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/galleria-755930.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; width: 380px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/galleria-755927.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per chi fosse interessato a sapere qualcosa in più sulla strada del Doss Trento, di cui parlavo in &lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/2008/05/un-libro-che-va-ruba.html"&gt;questo post&lt;/a&gt;, l'appuntamento è &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;giovedì 9 ottobre alle 17 nelle gallerie sotto il Doss Trento&lt;/span&gt; (tunnel bianco). Ci saremo io e Filippo Degasperi a presentare il libro "&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;La strada degli alpini&lt;/span&gt;", ma ci sarà soprattutto Franco Martignoni (uno che c'era, uno degli ultimi) a raccontare la storia di cui fu protagonista con l'aiuto delle fotografie dell'epoca. Grazie a chi vorrà partecipare!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-8961420571778721211?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/8961420571778721211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=8961420571778721211&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8961420571778721211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8961420571778721211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/10/blog-post.html' title='Dentro il tunnel'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-4572811873400368062</id><published>2008-10-05T21:24:00.000+02:00</published><updated>2008-10-05T21:25:28.128+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='info-post'/><title type='text'>Sudati risparmi</title><content type='html'>Diciamo la verità: ci hanno raccontato un sacco di panzane. A cominciare da quella sui titoli argentini, quando sembrava che fosse l'investimento più sicuro perché, caro il mio risparmiatore, ha mai visto uno stato intero finire gambe all'aria? Come è andata lo sappiamo. Poi c'è stata quella sulle obbligazioni Cirio e Parmalat, investimenti sicuri perché dietro ci sono le aziende, vacche, latte, pomodori, mica titoli virtuali come quelli della rete. E se non è convinto - caro il mio risparmiatore - guardi un po' questo rapporto: parliamo di aziende AA+, più sicuro di così c'è solo il materasso, parola di grandi esperti che di mestiere leggono i bilanci e sono in grado di distinguere tra le imprese solide e quelle da evitare. Come è andata lo sappiamo.&lt;br /&gt;Infine la panzana sui tassi d'interesse a cui - controvoglia - ho creduto anch'io perché aprire un mutuo a tasso fisso sembrava una cosa da sfigati. Parliamo di cinque, sei anni fa. Nemmeno pronunciarla in banca quella parola, tasso fisso, perché i bancari si voltavano per squadrare lo zoticone che non capisce niente di finanza. Inutile spiegare che il 5 per cento sicuro per dieci anni suonava come un buon affare. Era il periodo in cui il denaro sembrava gratis, bastava avere fiducia e sarebbe andata ancora meglio: firmi qui, tasso variabile e - caro il mio risparmiatore - si assicuri le magnifiche sorti (e progressive) che l'economia ci riserverà nel prossimo futuro. Abbiamo visto, ancora una volta, come è andata e in fondo c'è poco da stupirsi: la strada consigliata dalle banche è quella che si è rivelata più vantaggiosa... per le banche.&lt;br /&gt;Così quando nei giorni scorsi abbiamo visto la nostra banca (la nostra grande e orgogliosa banca col palazzo di mattoni in centro storico! mica quella del cugino americano!) perdere in due mattine un valore di decine di miliardi di euro, ammetto che ci siamo un po' agitati. E leggendo i giornali la mattina ci è cresciuta dentro l'indicibile domanda. Allora siamo andati in quella via del centro per vedere se il palazzo era ancora al suo posto. C'era. C' erano anche gli operai che stavano lavorando - diceva il cartello - per rendere la filiale più confortevole e funzionale. Almeno loro avevano fiducia, proprio come i dipendenti della Lehman Brothers il giorno prima di lasciare l'ufficio con la scatola di cartone fra le mani. Pareva tutto tranquillo, ma poiché l'indicibile domanda si faceva prepotente, ho preso il telefono e ho chiamato un numero verde (che altro dovevo fare?) per chiedere informazioni sulla sorte dei miei quattrini: scusi signorina, che ne sarebbe dei miei (sudati) risparmi investiti in pronti contro termine, l'investimento (parole vostre) più sicuro, se il vostro istituto di credito, insomma la vostra banca, che al momento mi pare un po' in difficoltà, dovesse, diciamo così, giusto per essere chiari, perdoni la schiettezza, FALLIRE? Signore, mi ha risposto, non dica mai più quella parola, nemmeno per scherzo, che poi qualcuno ci crede davvero. Non ha sentito il nostro amministratore delegato alla televisione quando ha detto che siamo liquidi e solidi?&lt;br /&gt;Liquidi e solidi, ha detto proprio così la signorina, che ossimoro fantastico: andatelo a spiegare a uno che, invece della finanza, al liceo ha studiato fisica e matematica. Messa alle strette la signorina ha confessato che i miei pronti contro termine, nel caso di impossibile fallimento (ha pronunciato sottovoce l'oscena parola) li avrei persi per sempre. Ma non dovevo pensare al peggio perché non basta una tempesta finanziaria a mettere in difficoltà un gruppo così grande e poi a difendere le banche italiane, in caso di guai, ci pensa Berlusconi, l'ha scritto anche il giornale. Signorina, riporti tutti i miei soldi sul conto corrente, ho ordinato in preda all'ansia, consapevole che in questo modo avrei perso qualche punto d'interesse. Ma cosa sono gli spiccioli di fronte alla catastrofe? Poi ho chiuso la comunicazione e - poiché io sono un mago della finanza - ho controllato sul telefonino il titolo della mia grande banca che come per miracolo recuperava almeno la metà del valore perso il giorno prima, con un'altalena incredibile, misurabile ancora una volta in decine di miliardi. Per certe cose bisogna esserci tagliati.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-4572811873400368062?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/4572811873400368062/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=4572811873400368062&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/4572811873400368062'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/4572811873400368062'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/10/sudati-risparmi.html' title='Sudati risparmi'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-4997617691696748885</id><published>2008-09-26T01:41:00.004+02:00</published><updated>2008-09-26T01:51:21.389+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='photo-post'/><title type='text'>Lavori usuranti</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/redazione.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/redazione.jpg" border="0" alt="redazione" /&gt;&lt;/a&gt;Capita, di tanto in tanto, che arrivi qualche ragazzo con la luce negli occhi a chiedermi come si fa a diventare giornalista. Capita anche che io cerchi di fargli cambiare idea, come fece con me (invano) un ex direttore di giornale qualche anno fa. Ma ora ho un'arma in più: farò vedere agli aspiranti giornalisti la mia scrivania fotografata alle ore 00.15, poco dopo la chiusura in tipografia di un inserto speciale dedicato alle elezioni provinciali. Questo è quello che capita a chi voleva fare il giornalista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. clicca sul casino se vuoi vederlo da vicino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-4997617691696748885?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/4997617691696748885/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=4997617691696748885&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/4997617691696748885'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/4997617691696748885'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/09/lavori-usuranti.html' title='Lavori usuranti'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-895754871915474618</id><published>2008-09-23T09:10:00.000+02:00</published><updated>2008-09-23T09:12:30.603+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='info-post'/><title type='text'>La stangata dei navigatori</title><content type='html'>&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/schermatatim-755047.jpg" alt="schermata tim" border="0" /&gt;&lt;br /&gt;Poi dicono che la diffusione internet non decolla, nemmeno con l'uso dei cellulari che tutti teniamo in tasca. Non ne dubito. Anzi racconto una vicenda che può servire a capire perché prima di collegarsi alla rete con il telefonino è meglio pensarci due volte.&lt;br /&gt;I fatti. Poiché ho sviluppato un certo grado di dipendenza dalla rete (ormai guardo le ultime notizie di repubblica.it anche quando sono seduto sulla tazza del bagno) ho subito attivato l'offerta MAXXI ALICE WEEK CRM che con 1 euro appena mi avrebbe consentito di navigare in rete per 30 giorni fino a un tetto massimo di traffico di 200 mb (che per la navigazione con il telefonino sono più che sufficienti).&lt;br /&gt;Non sono uno sprovveduto: prima di navigare in libertà ho chiesto informazioni sulle condizioni dell'offerta a un paio di operatori del 119 (di uno solo non mi fidavo) che mi hanno confermato che gli unici due vincoli erano i 200 mb e il punto di accesso a internet che doveva essere necessariamente wap.tim.it. Detto fatto: ho addirittura cancellato dalle configurazioni del telefonino l'altro punto d'accesso (ibox.tim.it) in modo da evitare costosi "dispiaceri", già sperimentati di persona in passato, e ho cominciato a navigare.&lt;br /&gt;Immaginate la sorpresa quando mi sono trovato il credito sotto zero, due giorni dopo aver ricaricato 30 euro. Ho telefonato subito al 119 per chiedere spiegazioni e tre giorni dopo è arrivata la soluzione del mistero da parte di un operatore tecnico di Tim Padova (che mi ha trovato preparato). Ecco i passaggi principali della conversazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tim Padova&lt;/span&gt;: buongiorno&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ansel&lt;/span&gt;: buongiorno&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tim Padova&lt;/span&gt;: abbiamo scoperto il motivo degli addebiti che lei ci ha contestato&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ansel&lt;/span&gt;: dica pure&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tim Padova&lt;/span&gt;: lei ha spedito delle email con il suo cellulare&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ansel&lt;/span&gt;: naturalmente. e quindi?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tim Padova&lt;/span&gt;: non poteva. l'offerta prevede solo la navigazione sul web&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ansel&lt;/span&gt;: non mi risulta. due vostri operatori mi hanno detto che l'importante era usare il punto d'accesso wap.tim.it e sul vostro sito internet si parla genericamente di "traffico dati" fino ad un limite di 200 mb. i messaggi email sono traffico dati?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tim Padova&lt;/span&gt;: direi di sì signore...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ansel&lt;/span&gt;: è stato superato il limite di 200 mb?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tim Padova&lt;/span&gt;: direi di no signore...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ansel&lt;/span&gt;: e quindi perché mi è stato addebitato il traffico?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tim Padova&lt;/span&gt;: non lo so signore. assumo altre informazioni e la richiamo...&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ansel&lt;/span&gt;: prego&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tim Padova&lt;/span&gt;: signore, fermo restando che lei non potrà più spedire email all'interno della nostra offerta, l'azienda le vuole venire incontro rimborsandole 15 euro da consumare entro 30 giorni.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ansel&lt;/span&gt;: stia tranquillo, non ci penso nemmeno a spedire piccole fotografie via email a 12 euro l'una (anche se a leggere le condizioni ne avrei pieno diritto, GRATIS)... per quanto riguarda il risarcimento sta scherzando? io ho perso circa 30 euro, ho dovuto ricaricare (mio malgrado) il telefonino e ora lei me ne propone 15 per di più a scadenza?&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;tim Padova&lt;/span&gt;: assumo altre informazioni e la richiamo, signore&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;ansel&lt;/span&gt;: prego&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Finale: la trattativa si è conclusa con una ricarica di &lt;span style="font-weight: bold;"&gt;30 euro&lt;/span&gt; e tante scuse. Ma sul sito della compagnia telefonica l'offerta continua ad essere pubblicizzata in modo ingannevole e migliaia di clienti Tim continuano a navigare con l'incubo di superare il traffico assegnato (qualunque sia la loro offerta) e di ritrovarsi centinaia o addirittura migliaia di euro addebitati: nessun messaggio, nessun avviso, per rendersi conto di quello che sta succedendo bisogna attendere la stangata. L'operatore dice che ci stanno lavorando, ma in realtà gli "errori" dei navigatori fanno comodo alla società. E quando non ci sono errori - come nel mio caso - ci pensano loro a metterci lo zampino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. e ora attendiamo che Google (o qualche altro blog) contribuisca a diffondere la voce.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-895754871915474618?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/895754871915474618/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=895754871915474618&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/895754871915474618'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/895754871915474618'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/09/la-stangata-dei-navigatori.html' title='La stangata dei navigatori'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-2307177059031191678</id><published>2008-09-19T09:21:00.015+02:00</published><updated>2008-09-19T13:15:48.225+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='info-post'/><title type='text'>Falliti e contenti</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/falliti.jpg" border="0" alt="dipendenti alitalia felici e falliti" /&gt;Guardo incredulo le immagini dall'aeroporto di Fiumicino dove i dipendenti Alitalia esultano per il fallimento delle trattative per il salvataggio della compagnia: "&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Meglio falliti che in mano a 'sti banditi&lt;/span&gt;" urlano felici.&lt;br /&gt;E' bello quando le trattative sul lavoro si concludono in maniera positiva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-2307177059031191678?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/2307177059031191678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=2307177059031191678&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/2307177059031191678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/2307177059031191678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/09/felici-e-falliti.html' title='Falliti e contenti'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-8019885630933082515</id><published>2008-09-08T10:22:00.004+02:00</published><updated>2008-09-08T10:39:10.281+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='info-post'/><title type='text'>L'ortografia della maggioranza</title><content type='html'>Mi sono letto &lt;a href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/google-10-anni/rivoluzione-google/rivoluzione-google.html"&gt;questo articolo&lt;/a&gt; di Federico Rampini e mi è venuto in mente che Google ha modificato anche il modo in cui decidiamo di scrivere una parola. C'era una volta il dizionario (o l'enciclopedia), oggi si fa molto prima con il motore di ricerca: si scrive Irak o Iraq? Tailandia o Thailandia? Ciliege o ciliegie? Province o provincie? Decide la maggioranza, nel dubbio scegliamo la strada della massa: giusta o sbagliata ci sono meno possibilità di fare brutta figura. Per fortuna Google ci avvisa ancora che se digitiamo "provincie" forse (ma forse) volevamo dire "province", ma intanto "&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;un pneumatico&lt;/span&gt;" batte "&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;uno pneumatico&lt;/span&gt;" 97.000 a 8.380, è l'evoluzione della lingua, si rassegnino i puristi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-8019885630933082515?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/8019885630933082515/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=8019885630933082515&amp;isPopup=true' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8019885630933082515'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8019885630933082515'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/09/lortografia-della-maggioranza.html' title='L&apos;ortografia della maggioranza'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-8657375246135398497</id><published>2008-08-30T14:17:00.003+02:00</published><updated>2008-08-30T14:24:53.700+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='photo-post'/><title type='text'>Oh, oh cavallo...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/vecchioni.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/vecchioni.jpg" border="0" alt="roberto vecchioni a fuciade" /&gt;&lt;/a&gt;Roberto Vecchioni in concerto a Fuciade (passo San Pellegrino, 1.980 metri di quota, fra Trentino e Veneto) di fronte a 5 mila spettatori. Clicca sulla foto per ingrandirla.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-8657375246135398497?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/8657375246135398497/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=8657375246135398497&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8657375246135398497'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8657375246135398497'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/08/oh-oh-cavallo.html' title='Oh, oh cavallo...'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-5648699069994186958</id><published>2008-08-27T15:10:00.003+02:00</published><updated>2008-08-27T15:12:22.777+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='info-post'/><title type='text'>La città d'alta quota</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/rifugio.jpg" border="0" alt="rifugio dolomitico affollato" /&gt;Alle 10 del mattino il parcheggio del rifugio dolomitico - si fa per dire, rifugio, visto che ci si arriva in auto - è identico al parcheggio cittadino, cioè pieno zeppo. L’unica differenza è che in città c’è chi rischia la multa lasciando l’auto in doppia fila mentre in montagna - a ferragosto - si può sempre sconfinare nei pascoli, come fanno quelli con il fuoristrada, felici - finalmente - di dare un senso alla loro autovettura. C’è un’altra differenza - volendo essere precisi - tra il parcheggio del rifugio dolomitico e quello cittadino ed è il valore delle auto in sosta che in montagna - a ferragosto - è così sfacciatamente alto che i titoli dei giornali sulla crisi pare si riferiscano a un altro paese. Dal parcheggio del rifugio dolomitico al rifugio dolomitico ci sono tre minuti a piedi lungo un sentiero di terra battuta e sassi, con mucche ai lati che fanno molto montagna. Sentiero battuto da due categorie di persone: quelli che credono di essere in montagna e quelli che vorrebbero molto essere in montagna ma per motivi vari si ritrovano, soffrendo, in queste città d’alta quota che si formano pochi giorni all’anno.  Nelle città d’alta quota la gente parla di argomenti cittadini, perché quando si va in vacanza per tre giorni (e non due settimane o un mese) non si può chiedere al cervello di staccare la spina per poi riprendere il ritmo con fatica.  Dirò così quello che ho origliato - mio malgrado, colpa del volume troppo alto - in una di queste città d’alta quota in cui mi sono ritrovato. Gli uomini parlano nell’ordine di lavoro, trasporti e soldi. Le donne parlano nell’ordine di figli, vacanze (non quelle che stanno facendo, quelle che hanno già fatto o faranno) e soldi. Soldi che - qualunque sia l’auto lasciata in sosta nel parcheggio - sono sempre troppo pochi.  Così nella città d’alta quota si impara qual è la strada e l’ora migliore per arrivare lassù azzeccando una partenza e un ritorno intelligenti, dove fare benzina per risparmiare qualche centesimo, dove bisogna fermarsi per mangiare un panino, quale sia la tariffa migliore per telefonare o mandare messaggi, quanto siano stronzi i capi (o i dipendenti, dipende da chi parla), quale sia la migliore scuola di musica nella città di bassa quota e quale sia l’istruttore di tennis più capace.  Delle vacanze in montagna - magari per consigliarsi a vicenda un sentiero da percorrere oppure un valle da esplorare - non si parla, tanto per le nuove scoperte non ci sarebbe il tempo. Si dibatte invece a lungo sulle tariffe del residence o dell’albergo, tema su cui ognuno è segretamente convinto di aver trovato un’occasione migliore del vicino.  L’altro giorno, più o meno a metà pomeriggio, è successo qualcosa nella città d’alta quota di cui ero un triste cittadino. Forse coordinati da un tam tam di cellulari - Telecom Italia Mobile conosce i suoi polli e fa arrivare fin sotto le vette le onde 3g - o alla meno peggio Edge - che servono per connettersi a internet con i telefonini - gli abitanti si sono riuniti davanti all’unico televisore del rifugio (si fa per dire rifugio, c’è anche la tivù) per vedere la finale olimpica della staffetta 4x100 metri piani.  Una gara di trentasette secondi appena, tra le più brevi di tutti i giochi olimpici, talmente veloce che per capire veramente com’è andata, con tutti quei passaggi di testimone a fare confusione sullo schermo, bisogna rivederla due o tre volte al rallentatore, l’ideale per gente che mangia al fast food e si gode vacanze mordi e fuggi. Così una piccola folla di commissari tecnici mancati si è goduta, a 2 mila metri di quota, l’incredibile gara di un giamaicano che ha corso in scioltezza la sua frazione con meno tensione di quanta ne avessero i suoi spettatori nel rifugio dolomitico. Da quel momento in poi lassù si è parlato solo di Usain Bolt, dei suoi record mondiali e dei suoi sponsor milionari. Tutti parlavano di lui, tranne i bambini più piccoli (quelli cresciuti erano già corrotti), gli unici che lì fuori si erano accorti che le mucche attorno al sentiero erano vere e con un po’ di attenzione si poteva persino toccar loro la coda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-5648699069994186958?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/5648699069994186958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=5648699069994186958&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/5648699069994186958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/5648699069994186958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/08/la-citt-dalta-quota.html' title='La città d&apos;alta quota'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-273692867440706823</id><published>2008-08-26T09:04:00.007+02:00</published><updated>2008-08-26T09:29:54.116+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='quiz-post'/><title type='text'>Duecento alberi</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/malga.jpg" border="0" alt="malga Valparola" /&gt;Guarda attentamente l'immagine qui sopra e dimmi cosa vedi. Vedi una malga d'alta quota, magari un po' troppo affollata per via del periodo ferragostano, chiusa tra le rocce e i pascoli della Valparola che - per chi non conosce la zona - è in Alta Val Badia? Oppure vedi 200 alberi squadrati, tagliati in assi o ridotti a sapienti incastri per realizzare porte e finestre?&lt;br /&gt;Risposta esatta in entrambi i casi perché per costruire un edificio come questo servono centinaia di alberi, 200 per l'esattezza secondo uno studio di Danilo Marco e Claudine Remacle pubblicato su un vecchio numero estivo della rivista l'Alpe &lt;a href="http://www.priulieverlucca.it/Riviste/11/539/Rivista11-539.asp"&gt;dedicato alle case di montagna&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Duecento alberi. Un numero che fa impressione, soprattutto perché parliamo di larici con il tronco di 35 centimetri di diametro e alti fino a venti metri. Immaginateli nel bosco, uno accanto all'altro: verdi l'estate, gialli l'autunno. E guardateli ora come sono diventati, dopo due o trecento anni di "cottura" al sole o all'aria aperta in &lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/malga2.jpg"&gt;questa foto&lt;/a&gt; oppure in &lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/legno.jpg"&gt;questa&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Duecento alberi per fare una casa. Se non ci credete basta salire a San Cassiano, prendere la strada per Malga Valparola, camminare per 30 minuti appena, avvicinarsi al vecchio edificio e contarli, toccandoli con mano. Ma non preoccupatevi per il bosco, ne sono rimasti molti.&lt;br /&gt;Capire di cosa sono fatte le cose antiche è facile, molto più difficile (ma non per questo meno interessante) è capire cosa c'è dentro quelle moderne.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-273692867440706823?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/273692867440706823/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=273692867440706823&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/273692867440706823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/273692867440706823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/08/duecento-alberi.html' title='Duecento alberi'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-993515677495786849</id><published>2008-08-04T09:21:00.004+02:00</published><updated>2008-08-04T09:37:49.943+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='photo-post'/><title type='text'>Il grande scoop</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/gemelli.jpg" border="0" alt="i gemelli di Brad Pitt e Angelina Jolie" /&gt;Signore e signori, che emozione: ecco a voi in esclusiva la prima foto dei gemelli di Brad Pitt e Angelina Jolie. Dopo che le guardie del corpo della coppia (e lo stesso Brad Pitt) hanno custodito per settimane la privacy dei due bambini, chiusi nella villa in Francia, ecco qui GRATIS la fotografia esclusiva: quanta attesa, ma ne valeva la pena.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. non riesco a credere che le foto esclusive siano state pagate 9 milioni di euro, ognuno dichiara ciò che vuole, io - ad esempio - per scrivere un post esclusivo ogni dieci giorni su fuoridalpalazzo! guadagno 50 mila euro al mese.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-993515677495786849?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/993515677495786849/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=993515677495786849&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/993515677495786849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/993515677495786849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/08/il-grande-scoop.html' title='Il grande scoop'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-3884908227020692964</id><published>2008-07-31T10:41:00.005+02:00</published><updated>2008-07-31T11:02:37.381+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='photo-post'/><title type='text'>L'istinto del cacciatore</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/cervoprimadimorire.jpg" border="0" alt="il cervo di Bolzano prima di essere abbattuto" /&gt;Eccolo qui il pericoloso cervo, pochi istanti prima di essere abbattuto per motivi di sicurezza nel parcheggio sotterraneo dove si era rifugiato, dopo la sua &lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/2008/07/la-foto-che-avrei-voluto-scattare.html"&gt;corsa per le vie del centro&lt;/a&gt; di Bolzano.&lt;br /&gt;Questa, scattata dai &lt;a href="http://www.ffbozen.it"&gt;vigili del fuoco volontari&lt;/a&gt; di Bolzano, è una foto importante: guarda il cervo, ancora vivo, dritto negli occhi. Lo senti, irrefrenabile, l'istinto di premere il grilletto per uccidere un animale indifeso? Ora sai se nelle tue vene scorre il sangue del cacciatore oppure no.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-3884908227020692964?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/3884908227020692964/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=3884908227020692964&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/3884908227020692964'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/3884908227020692964'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/07/listinto-del-cacciatore.html' title='L&apos;istinto del cacciatore'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-8679342611385374224</id><published>2008-07-28T00:50:00.000+02:00</published><updated>2008-07-28T09:40:11.037+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='photo-post'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='info-post'/><title type='text'>La discoteca di Sardagna</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/raggiosardagna.jpg" border="0" alt="raggio laser dall'hotel panorama di sardagna" /&gt;Chiedo scusa all'arte, agli artisti, agli amanti del bello, ai sostenitori del nuovo e confesso: sono uno di quelli che l'altra sera ha pensato che a Sardagna avessero aperto una nuova discoteca. Tornavamo da Rovereto quando - all'altezza di Mattarello - abbiamo visto quel raggio luminoso attraversare la valle dell'Adige puntando su Povo, Cognola e Martignano per poi tornare indietro e ripetere il suo giro. Poiché so bene che lassù c'è l'hotel dell'Università ho immaginato che forse c'era una festa, un convegno di scienziati impegnati in chissà quali misurazioni oppure - come mi hanno fatto notare gli altri passeggeri - erano i vigili del fuoco che cercavano un disperso facendosi luce con le fotoelettriche. Solo una volta giunti in città - dopo la telefonata di un collega che sperava di fare con me chiarezza sul mistero - abbiamo saputo il perché di quel raggio laser: "Signore e signori, quella è arte" ha detto divertito uno degli uomini che stava montando il tendone per la festa del rione. "Arte moderna" ha aggiunto facendo un ampio gesto con la mano.&lt;br /&gt;Perché non ci avevo pensato prima io? L'installazione di Stefano Cagol, uno degli artisti della biennale Manifesta 7, si inserisce nel solco tracciato già vent'anni fa dagli illuminati avanguardisti che per primi disegnarono fasci di luce nel cielo per far riflettere l'uomo sulle distanze e per comunicare al mondo intero: noi siamo qui. Parlo di gente come il gestore della discoteca Saint Louis di Mezzolombardo, del suo collega di Andalo, dell'ex gestore del Waikiki di Gardolo e di centinaia di altri precursori che a livello internazionale - avanti anni luce persino sull'arte moderna - decisero, forse senza nemmeno saperlo, di inaugurare una nuova stagione artistica, fermati solo dagli amministratori pubblici che decisero di porre un limite a questa forma di espressione che - chissà perché - ripetuta ogni fine settimana a qualche retrogrado dava fastidio.&lt;br /&gt;Salito a casa, poiché mi bruciava ancora l'aver confuso l'arte vera con una volgare discoteca, ignorante più che mai, ho acceso il computer e mi sono collegato a Wikipedia (ognuno ha i mezzi che si merita) per imparare qualcosa sull'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stefano_Cagol"&gt;artista&lt;/a&gt;. Così ho letto che "Cagol mette in evidenza la contraddittorietà di elementi e situazioni simboliche dell'oggi, e il mutato sistema di valori del momento attuale attraverso un'elaborazione digitale minima o attraverso istallazioni site-specific d’arte pubblica e performance". Illuminante.&lt;br /&gt;Alle lavatrici di piazza Duomo c'ero arrivato anch'io, sebbene un po' contrariato perché nemmeno un cartello mi avvisava che lì sotto scorre ancora la roggia dove le trentine di una volta lavavano i panni sporchi in piazza: io lo sapevo, ma i turisti? I graffiti di Laurina Paperina mi hanno trovato preparato perché tra i miei amici c'è un suo grande ammiratore, invece la prima mattina dell'evento ho guardato distrattamente le pubblicità artistiche mentre correvo in bicicletta all'asilo (dove io e il piccolo arriviamo sempre ultimi) pensando che in quei cartelloni mancava qualcosa, tipo la marca del prodotto. Colpa mia, lo ammetto, ma il raggio laser no: l'unica cosa che ci vedo di geniale è il modo in cui l'artista è riuscito a convincere i curatori della biennale e la Provincia (che dell'hotel di Sardagna è la proprietaria) a far installare il proiettore per quest'imitazione dei discotecari anni Ottanta che guidando i clienti con le loro stelle comete artificiali hanno fatto i soldi, senza mai cadere nella tentazione di definirsi artisti.&lt;br /&gt;Siamo gente semplice. Vediamo le cose per ciò che appaiono. Ho letto sul giornale che l'arte moderna non è educata e non chiede scusa, parola dell'assessore provinciale. I trentini invece sono educati eccome: finirà che vedranno una carcassa d'auto insanguinata, una rana impiccata o crocifissa, un asino volante, magari un mucchio di rifiuti per la strada come a Napoli e invece di chiamare i carabinieri (come hanno fatto in questi giorni quando incappavano in qualche stranezza) si fermeranno ad applaudire la presunta prestazione artistica temendo di fare brutta figura. Tuttalpiù - nel dubbio, indecisi su da farsi - tireranno dritto accelerando il passo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-8679342611385374224?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/8679342611385374224/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=8679342611385374224&amp;isPopup=true' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8679342611385374224'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8679342611385374224'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/07/la-discoteca-di-sardagna.html' title='La discoteca di Sardagna'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-8133945865182241999</id><published>2008-07-23T00:50:00.006+02:00</published><updated>2008-07-23T00:54:20.131+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='info-post'/><title type='text'>Basf</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/basf.jpg" border="0" alt="compact cassette basf" /&gt;Via i vecchi nastri. Da tempo volevo farlo e la notizia che ho letto ieri mattina ha rinnovato in me la convinzione, anche perché il vecchio registratore è in soffitta già da tempo e non saprei come ascoltarli: prima che ci pensino le &lt;a href="http://www.corriere.it/esteri/08_luglio_22/nastri_muffa_b6a66806-57b2-11dd-8295-00144f02aabc.shtml"&gt;muffe contagiose&lt;/a&gt; farò io piazza pulita.&lt;br /&gt;Sono passati quindici anni dall'ultima registrazione ma pare un secolo. Via i vecchi nastri, voglio vivere leggero senza reperti storici ad ingombrare la soffitta. Non rimpiangerò le vecchie compilation realizzate in casa con un registratore a doppia piastra e nemmeno quella cassetta impolverata in cui sono registrate le interrogazioni di italiano della 5 D (non si sente ormai quasi più niente). L'unica che mi dispiace gettare nel cassonetto è quella vecchia Basf arancione con il nastro consumato a forza di girare, ma ho già verificato che (quasi) tutto quello che mi serve lo ritrovo su &lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=UHwpUNFUOsA&amp;feature=search_on_watch&amp;search=little%20wing%20sting%20verona"&gt;YouTube&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-8133945865182241999?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/8133945865182241999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=8133945865182241999&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8133945865182241999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8133945865182241999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/07/basf.html' title='Basf'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-143734424395997983</id><published>2008-07-22T10:45:00.004+02:00</published><updated>2008-07-22T16:24:16.834+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='photo-post'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='info-post'/><title type='text'>Il paese dei miliardari poveri in canna</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/zimbabwedollar.jpg" border="0" alt="dollari e inflazione nello Zimbabwe" /&gt;C'è un posto dove la gente ha molti soldi da spendere. Milioni. Miliardi di dollari. Prima di uscire di casa infilano pacchi di banconote nella borsa e se per strada ne perdono una da 100 mila dollari pazienza, non morirà nessuno. Il caffè può costare un milione di euro alla mattina, due milioni alla sera - naturalmente in dollari - perché i prezzi galoppano, nessuno si stupisce, ci hanno fatto l'abitudine. C'è gente che guadagnava 10 miliardi di dollari al mese e ha smesso di andare al lavoro perché i soldi non fanno la felicità in un paese dove anche le prostitute vogliono essere pagate in diesel: meglio una tanica di gasolio che una carriola piena di banconote.&lt;br /&gt;Benvenuti nello Zimbabwe, paese africano che vale un viaggio per gli studenti di Economia che vogliono capire cos'è l'inflazione. Per rendere più semplice la vita agli abitanti il governo l'altro giorno ha coniato una nuova banconota da 100 miliardi di dollari, così almeno la gente può andare al panificio e comprare due filoni di pane con un pezzo di carta solo. Sperando di trovarlo, il pane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Sulla banconota da 100 miliardi di dollari domenica ho trovato qualche trafiletto sui giornali, ma se volete approfondire le vicende dei dollari dello Zimbabwe date un'occhiata a &lt;a href="http://www.lastampa.it/search/articolo.asp?IDarticolo=1824954&amp;sezione=Esteri"&gt;questo pezzo&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Nella foto un bambino che va a comprare il latte.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-143734424395997983?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/143734424395997983/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=143734424395997983&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/143734424395997983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/143734424395997983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/07/il-paese-dei-miliardari-poveri-in-canna.html' title='Il paese dei miliardari poveri in canna'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-7452838940241842599</id><published>2008-07-21T23:58:00.005+02:00</published><updated>2008-07-22T09:48:41.487+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='photo-post'/><title type='text'>La foto che avrei voluto scattare</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/cervosalta.jpg" border="0" alt="cervo in centro a Bolzano" /&gt;Bolzano, ore 10 del mattino, un cervo selvatico corre per le vie del centro storico cercando disperato la strada per tornare nei suoi boschi. Eccolo in via Museo, mentre salta su un tavolino del bar Diana, ritratto in una foto che mi sarebbe piaciuto scattare e che invece è riuscita a un fotografo di sixgroup.com. Ed eccolo pochi minuti dopo in un parcheggio sotterraneo, fotografato da Ludwig Thalheimer in &lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/cervomorto.jpg"&gt;un'immagine di cui non ho nessuna invidia&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. La storia la potete leggere &lt;a href="http://altoadige.repubblica.it/dettaglio/Caccia-al-cervo-in-centro-feriti-due-passanti/1490777"&gt;qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-7452838940241842599?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/7452838940241842599/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=7452838940241842599&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7452838940241842599'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7452838940241842599'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/07/la-foto-che-avrei-voluto-scattare.html' title='La foto che avrei voluto scattare'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-2686841885293463768</id><published>2008-07-06T02:21:00.001+02:00</published><updated>2008-07-06T11:13:36.962+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='story-post'/><title type='text'>La sfida sulla ciclabile</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/ciclabile.jpg" border="0" alt="" /&gt;Bisognerà pur spiegare perché questo blog giace da oltre un mese inanimato. Tutta colpa di una passione antica che è ritornata prepotente e non lascia spazio al resto. Il fatto è che da qualche tempo io e il collega P. ci siamo messi in mente di tornare a scalare i passi dolomitici in bicicletta. Anche uno solo (e poi basta) ma prima dobbiamo farci le gambe sulla pista ciclabile.&lt;br /&gt;Così l'altro giorno ci siamo dati appuntamento al ponte di San Lorenzo e abbiamo iniziato a pedalare verso sud, ritmo tranquillo, scambiando quattro chiacchiere. Ma poiché siamo tipi competitivi quando abbiamo visto sfilare due magliette colorate ci siamo lanciati cercando di metterci a ruota. Sfruttare la scia senza mai dare il cambio può sembrare un atto vile, ma a volte non c’è altro da fare. L’abbiamo scoperto al ponte di Ravina quando i due davanti hanno cominciato a pestare sui pedali. All’incrocio del ponte di Mattarello abbiamo sperato che mollassero un attimo, ma quelli - un’occhiata a destra e una a sinistra - hanno ripreso più di prima. Al piccolo cantiere di Besenello ero sicuro che quel cartello (biciclette a mano) fosse la nostra salvezza, ma le due locomotive hanno superato la ghiaia come fosse il pavè del nord Europa e hanno accelerato ancora.&lt;br /&gt;Per evitare di prendere vento tenevo la mia ruota a cinque centimetri da quella che mi stava davanti, insomma gli stavo nel culo, la distanza minima che abbia mai tenuto da un fondoschiena maschile, ma non mi formalizzavo pur di restare agganciato al treno. Cercavo - dai pochi indizi disponibili - di capire chi avevamo di fronte: polpacci depilati, forcella posteriore al carbonio, bicicletta molto costosa, abbigliamento con gli sponsor. Signori e signori giù il cappello: stavamo tenendo il ritmo di due professionisti. Gente di classe, tanto che quando ci avvicinavamo a una colonna di turisti li avvisavano con un fischio secco perché si togliessero di mezzo.&lt;br /&gt;Su un lungo rettilineo, incrociando gente che correva come noi sul nastro d’asfalto, ho cercato di distrarre il cuore che mi supplicava di fermarmi, immaginando che accade a due ciclisti che a testa basta si scontrano frontalmente a 40 chilometri all’ora più 40 chilometri all’ora. Senza casco.&lt;br /&gt; Incollato lì dietro mi chiedevo cos’era quel bip-bip intermittente che si faceva sentire e si zittiva. Poi l’illuminazione, ricordando gli articoli che avevo letto dal barbiere su Bici Sport: era l’allarme del cardiofrequenzimetro. Ho pensato: tra un po’ gli viene un infarto, gli sta bene. Ma invece di rallentare, al suono del bip-bip lui accelerava perché in realtà era il segnale che non stava faticando abbastanza. Andava a spasso. Troppo per me: quando una Cinquecento riconosce una Ferrari cede il passo. Ad andatura lenta siamo arrivati al Bicigrill di Nomi - io e P. - consolandoci l’un l’altro: è gente che va in bici tutte le mattine, non hanno altro da fare, tipi che lavorano sei ore al giorno, non hanno mica i figli da portare all’asilo, magari fanno gare, sicuramente sono dopati. Già, con la condanna per doping abbiamo chiuso il caso ordinando un te’ al limone perché noi siamo gente che al fisico ci tiene.&lt;br /&gt;Solo cinque minuti dopo, quando è suonato ancora quel bip-bip, ci siamo resi conto che nel tavolo accanto c’erano loro, i due campioni. Ne ho riconosciuto uno dal polpaccio secco e lucido: stavano lì a bere due bicchieri di vino bianco ghiacciato (loro), con i capelli bianchi. Due vecchietti. Si sono alzati per tornare a Trento e ci hanno fatto un cenno come per chiedere se volevamo un altro “passaggio”. No grazie, abbiamo risposto, ci riproviamo il mese prossimo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-2686841885293463768?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/2686841885293463768/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=2686841885293463768&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/2686841885293463768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/2686841885293463768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/06/la-sfida-sulla-ciclabile.html' title='La sfida sulla ciclabile'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-2799775132534284034</id><published>2008-05-30T00:15:00.005+02:00</published><updated>2008-05-30T22:39:43.581+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='info-post'/><title type='text'>Un libro che va a ruba</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/alpini.jpg" border="0" alt="la storia degli alpini" /&gt;Questo è un post molto sofferto. Volevo vantarmi di aver scritto un libro, ma essendo un libro fotografico la parola scrivere mi sembrava fuori luogo. Allora ho pensato di vantarmi delle fotografie, ma poiché non sono mie, ma immagini storiche scattate nei primi anni Quaranta, quando non erano nati nemmeno i miei genitori (figuriamoci io) ho dovuto lasciar perdere.  Un vanto però ce l'ho ugualmente: quello di aver raccolto centinaia di immagini - assieme al mio amico Filippo Degasperi - di aver cercato (e trovato) tre alpini ormai ultra novantenni che potessero raccontare questa storia e di aver fermato le loro parole su carta prima che sia troppo tardi.&lt;br /&gt;Ma perché raccontare sessant'anni dopo la storia degli alpini che durante la seconda guerra mondiale costruirono la strada del Doss Trento per ordine del Duce? Per Filippo Degasperi la risposta è semplice: uno di quegli alpini era suo nonno. Per quanto riguarda me, mettiamola così: Filippo Degasperi è mio amico ed è stato un piacere fare qualcosa assieme. Non solo: quei tornanti scavati nella roccia li vedo dalle finestre di casa e mi è sembrato interessante far sapere che chi li ha realizzati - battendo la pietra a mano con martello e scalpello - si è salvato la vita mentre migliaia di soldati morivano al fronte.&lt;br /&gt;Sarà meglio farla breve. Un'anteprima del libro la potete trovare su queste pagine del mio giornale (&lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/download/prima.pdf"&gt;prima&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/download/seconda.pdf"&gt;seconda&lt;/a&gt;). Il libro lo potete trovare nelle principali librerie della città oppure &lt;a href="http://www.libritrentini.it"&gt;qui&lt;/a&gt;. Non chiedetemene copie perché me ne hanno consegnate solo cinque: due le ho qui con me, una l'ho dovuta regalare, la terza e la quarta le ho portate in redazione ma qualcuno se l'è fregate perché, signore e signori, questo è un libro che va ruba.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche questa è fatta, vado in &lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/2008/05/in-vacanza-nel-deserto.html"&gt;vacanza&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-2799775132534284034?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/2799775132534284034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=2799775132534284034&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/2799775132534284034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/2799775132534284034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/05/un-libro-che-va-ruba.html' title='Un libro che va a ruba'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-5933150368778806649</id><published>2008-05-30T00:11:00.001+02:00</published><updated>2008-05-30T00:13:37.295+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='story-post'/><title type='text'>Nulla da dichiarare?</title><content type='html'>Invidio molto quelli che sanno compilare, da soli, la dichiarazione dei redditi o che almeno si rendono conto di cosa accade quando con una busta piena di carte si recano al Caf, o dal commercialista, per affidarsi a loro. Io, purtroppo, non ci capisco nulla. Viziato da anni di sollecitudine paterna, in cui lasciavo volentieri a mio padre l’onere di tracciare numeri, calcoli e crocette sommerso da cumuli di carte sul tavolo del soggiorno, viziato da anni successivi in cui a tutto questo pensa l’amico D. anche stavolta sono stato relegato al ruolo di fattorino: corro di qua e di là a recuperare carte indispensabili che, puntualmente, o non ho mai avuto o non riesco più a trovare.&lt;br /&gt;Conosco lo sguardo dell’esperto (o anche solo della persona accorta) che mi compatisce perché non so più dove sono le fatture del dentista, gli scontrini delle medicine o i tagliandi delle polizze assicurative. Il fatto è che so benissimo quanto ho pagato - all’epoca - ma non ho la minima idea di quanto mi possano far risparmiare questi documenti nel momento in cui li presento al Fisco. Per questo li perdo sotto strati di carte, salvo trovarli l’anno successivo, quando non servono più a nulla.&lt;br /&gt;Quest’anno, per capire almeno di che cosa si sta parlando, sono andato dritto alla fonte: mi sono collegato al sito internet dell’Agenzia delle entrate e in meno di un minuto mi sono scaricato l’annuario del contribuente, un tomo di 193 pagine scritte larghe. Con questo - ero sicuro - avrei scoperto tutto. Dovevo imparare ad esempio che cosa vuol dire esattamente scaricare un figlio, visto che mi è sempre rimasto il dubbio - tra me e mia moglie - di averlo scaricato solo per metà, o forse tutto o addirittura due volte, cosa che se fosse vera - ho letto - mi potrebbe provocare guai con la giustizia. Con l’annuario in mano mi sono rassicurato, tutto in regola, ma ho scoperto anche altre cose interessanti che mi saranno di aiuto per capire quanto realmente mi frutterà il figliolo nella busta paga di luglio dopo averlo “detratto” e non “scaricato”: «Per determinare la detrazione effettiva è necessario moltiplicare la detrazione teorica per il coefficiente (assunto nelle prime quattro cifre decimali e arrotondato con il sistema del troncamento) che si ottiene dal rapporto tra 95.000, diminuito del reddito complessivo (al netto dell’abitazione principale e delle sue pertinenze) e 95.000. Se il risultato del rapporto è inferiore o pari a zero, oppure uguale a uno, le detrazioni non spettano». Ottimo.&lt;br /&gt;Ora che mi sto facendo una cultura so qual’è la differenza tra una deduzione e una detrazione, ma mi hanno spiegato di non illudermi perché ciò che quest’anno si detrae l’anno prossimo probabilmente bisognerà dedurlo. La deduzione conviene a chi guadagna molto, la detrazione a chi guadagna poco. Ma non lo metterei per scritto.&lt;br /&gt;Le spese per il veterinario, per esempio, quest’anno si detraggono: «I contribuenti possono detrarre dall’Irpef il 19% delle spese veterinarie fino all’importo di 387,34 euro e limitatamente alla somma che eccede i 129,11 euro: la detrazione spetta per le spese mediche sostenute per gli animali detenuti legalmente a scopo di compagnia o per la pratica sportiva». Questa almeno l’ho capita, tante parole per dire 50 euro al massimo. Peccato non avere un cane.&lt;br /&gt;Ho ancora dieci giorni per correre in banca a farmi stampare il foglio con gli interessi del mutuo, raccoglierò gli scontrini sparsi per la casa e a luglio troverò in busta paga una cifra “x” che - per quanto alta o bassa - non sarò mai in grado di contestare. Allora dirò semplicemente: però!&lt;br /&gt;Uno studio americano che mi hanno insegnato all’università afferma che si pagano le tasse più volentieri (sic!) quando non sono troppo elevate, quando sono ben utilizzate e quando si capisce bene il modo in cui sono calcolate. Per quanto riguarda il punto tre ringrazio l’Agenzia delle entrate perché grazie al suo annuario so quanto vale avere un figlio in casa. Forse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-5933150368778806649?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/5933150368778806649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=5933150368778806649&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/5933150368778806649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/5933150368778806649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/05/nulla-da-dichiarare.html' title='Nulla da dichiarare?'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-9142739396883223309</id><published>2008-05-26T14:47:00.005+02:00</published><updated>2008-05-26T19:27:43.129+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='story-post'/><title type='text'>Sono morto già tre volte</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/tomba.jpg" border="0" alt="tomba" /&gt;Caro Giuseppe Debiasi, proprio tu che ti sei &lt;a href="http://trentinocorrierealpi.repubblica.it/dettaglio/Pittore-si-finge-morto-Unazione-artistica/1462131"&gt;finto morto&lt;/a&gt; perché non ti consideravano abbastanza, giocandoti l'asso nella manica, l'ultimo, per catturare un po' d'attenzione: sapessi quante volte sono morto io! Ho cominciato da bambino a immaginare il mio funerale come punizione estrema per tutti quelli - erano molti - che non comprendevano la mia grandezza, i miei bisogni e il dolore di vivere incompreso.&lt;br /&gt;Per avere una bicicletta nuova non bastava mettere il muso per due giorni, non bastava nascondersi nel bosco e fingersi disperso contando i minuti (o le ore?) che ci mettevano prima di correre a cercarmi. Di più, di più, per far pentire mamma e papà dell'affronto subito negandomi il regalo bisognava fare di più. Bisognava, ad esempio, morire. Solo allora, di fronte alla mia piccola bara bianca, tutti i miei detrattori (compresa la maestra) si sarebbero pentiti di non aver assecondato un genio: se solo mi avessero comprato quella bicicletta.&lt;br /&gt;Così, caro pittore, con la mia fantasia immatura, scoprivo il potente antidoto alle frustrazioni, grandi e piccole, che è immaginare il proprio funerale con gli occhi del mondo, per una volta, su di noi.&lt;br /&gt;Metterlo in pratica mai. Me ne mancavano i mezzi e soprattutto il coraggio, ma confesso che ho organizzato altre volte le mie esequie, come quando ho sbagliato il gol della vittoria e mi son chiesto: si placherà l'ira della squadra davanti alla mia bara, ormai non più bianca ma fatta di solido rovere? Si sarebbe placata senza dubbio - cos'è un gol di fronte alla morte? - ma sarebbe stato un peccato dire addio al mondo con una tal vergogna in fondo a un così breve curriculum. Così sono sopravvissuto con la promessa - mantenuta - che non avrei mai più giocato a calcio né guardato le partite alla televisione. E so benissimo che per molti questo equivale alla morte, ma io rispondo: non è vero.&lt;br /&gt;La terza volta che son morto fu per colpa della mia ex ragazza che, lasciandomi, dimostrò di non aver capito nulla. Niente di meglio che un solenne funerale - bara in legno di noce, fiori bianchi, tre preti dietro l'altare e coro parrocchiale - per convincerla dell'errore. Ma ascoltando &lt;a href="http://www.lyricsmania.com/lyrics/niccolo_fabi_lyrics_243/il_giardiniere_lyrics_1190/rosso_lyrics_13620.html"&gt;quella canzone&lt;/a&gt; di Niccolò Fabi, quella in cui lei si presenta al funerale di lui indossando un vestito rosso (e non nero) mentre il migliore amico del morto se ne sta tranquillo a casa, mi son detto che non avevo le palle per rischiare: se fosse venuta in rosso sarei morto davvero. Meglio vivere, se non altro per vedere come va a finire.&lt;br /&gt;Da giornalista la tentazione di morire è dietro l'angolo, perché non basterà certo un pezzo come questo per convincere i lettori della grandiosità di tutti noi uomini della comunicazione, convinti di parlare a migliaia (milioni!) di persone. Un bel funerale sarebbe più efficace, magari preceduto da una valanga di necrologi, compresi quello del direttore e dell'amministratore delegato, e da quattro pagine grondanti dolore con le fotografie che mi ritraggono - sguardo intelligente - a battere le dita sul computer.&lt;br /&gt;Ammetto che noi giornalisti in questo siamo più fortunati, altro che la mezza paginetta che abbiamo dedicato a te pittore quando pensavamo che fossi morto per davvero. Moriamo in gloria, ma io saprei fare di meglio, almeno nel pensiero: dovrei andarmene di morte ingiusta, meglio lontana (per far durare di più la notizia in attesa del rientro della salma), possibilmente nell'esercizio delle mie funzioni, nel tentativo di mettere la mia vita sul piatto di molte altre, cosa che senza dubbio farebbe di me un eroe. Ma tutto questo per me, cronista di provincia, è chiedere troppo anche alla fantasia. Quindi vivo. Anche perché crescendo scopri che le lacrime degli altri di fronte alla tua bara più che soddisfazione ti provocano tristezza. E se questo è il prezzo da pagare per essere (finalmente!) al centro dell'attenzione, allora è meglio stare nell'ombra. Insomma morire (per finta) è un gioco da bambini. Vivere, da uomini, è tutta un'altra cosa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-9142739396883223309?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/9142739396883223309/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=9142739396883223309&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/9142739396883223309'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/9142739396883223309'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/05/sono-morto-gi-tre-volte_26.html' title='Sono morto già tre volte'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-2983960424986451537</id><published>2008-05-14T19:04:00.005+02:00</published><updated>2008-05-14T19:16:59.528+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='story-post'/><title type='text'>In vacanza nel deserto</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/deserto.jpg" border="0" alt="Duna a Porto Pino in Sardegna" /&gt;Cè un motivo ben preciso che porta molti trentini a prendere le ferie nello stesso periodo (anzi in due) creando qualche grattacapo ai capi ufficio e ai direttori del personale. I periodi sono giugno e settembre e il motivo è presto detto: il trentino medio ama andare in ferie in un luogo immacolato (almeno come i boschi e i pascoli a cui è abituato), possibilmente al mare (perché la montagna ce l’ha già dietro casa), ma soprattutto vuoto. Tanto che al rientro in ufficio la lode più sincera e appassionata che un trentino può spendere per raccontare le vacanze suona più o meno così: "Tei, bellissimo, non c’era nessuno".&lt;br /&gt;E’ un mistero come in un mondo collegato dagli aerei e sempre più popolato i trentini riescano a trovare posti turistici (su questo non c’è dubbio, parliamo di Sardegna, Grecia, Egitto o Tunisia) dove non incontrano mai nessuno.&lt;br /&gt;Naturalmente il "nessuno" va interpretato in senso ampio, significa che non c’è in giro "nessuno come noi", cioè turisti allo sbaraglio. Gente invece ce n’è eccome, ad esempio i cittadini del posto che invitano i trentini (solo loro, par di capire) a gustare vini e formaggi locali nelle loro abitazioni e spiegano le usanze del posto in una lingua, chissà come, ai trentini comprensibile. Questo almeno è quello che i trentini raccontano in ufficio quando in agosto - unici in Italia - si ritrovano a lavorare dietro la scrivania (deserta anche quella) a loro modo furbi, perché non c’è niente da fare.&lt;br /&gt;Il trentino medio si presenta in bassa stagione ai limiti di una bianca spiaggia del Mediterraneo. Poiché l’estate vera deve ancora arrivare (o l’autunno è alle porte, a seconda delle situazioni) può capitare che indossi i calzini bianchi nei sandali tedeschi. Con un’occhiata misura la rena prima a meridione e poi a settentrione, dove però la vista è turbata da una presenza aliena che può rovinare l’illusione: una madre, due bimbi e un ombrellone. Allora si dirige senza indugio in direzione opposta (via dalla pazza folla!) finché doppiata una duna di sabbia che nasconde gli altri turisti, pianta le tende, prende il telefonino e racconta al mondo la sua conquista: "Tei, bellissimo, non c’è nessuno". Anzi: nes-su-no.&lt;br /&gt;Non c’è bellezza naturale, meraviglia della cultura e della tradizione oppure villaggio incontaminato che regga al fascino di una località deserta, come la vogliono i trentini.&lt;br /&gt;C’è anche un motivo economico - inutile negarlo - perché l’idea di pagare 20 o 30 per una vacanza che ad altri, il mese dopo, costerà 100 o 200 riempie il cuore di soddisfazione e fa sentire intelligenti. Quella del prezzo è l’altra variabile che rende la vacanza indimenticabile, tanto che al rientro si esclama felici: "Tei, bellissimo, ho pagato pochissimo".&lt;br /&gt;Anche in una località affollata ci può essere, dietro un promontorio o nella valle accanto, uno spazio deserto che ogni trentino vuole conquistare. Le informazioni su dove si nascondano questi luoghi ameni (introvabili per le grandi masse ottuse, almeno così parrebbe, magari perché sono infestati da vipere o vespe) circolano con grande parsimonia: i luoghi dove non c’è nessuno sono sempre più rari e poiché il trentino medio è abitudinario, punta a tornarci l’anno dopo per ripetere l’esperienza.&lt;br /&gt;Gli amanti di questo genere di vacanza, maltempo a parte, corrono un solo, grosso, rischio: quello di incontrare nella scoperta dei deserti qualcuno che appartiene alla stessa specie. Uno di loro. Peggio: un trentino. Non c’è peggior disgrazia che scoprirsi intelligenti in due, perché ti viene il dubbio di non esserlo per niente. Siamo così pochi che ci conosciamo a vista, così un trentino medio posto di fronte al suo simile ha solo due possibilità: riderci sopra e organizzare qualcosa in compagnia, oppure girarsi dall’altra parte fingendo di non aver visto e bisbigliando alla moglie di fare lo stesso. Allora lei ubbidirà (è trentina), proprio lei che in quella landa desolata, sebbene splendida, si era illusa di aver trovato qualcuno con cui scambiare, finalmente, quattro chiacchiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. quello nella foto non è il deserto, bensì una duna della spiaggia di &lt;a href="http://maps.google.it/maps/mpl?moduleurl=http:%2F%2Fwww.google.com%2Fmapfiles%2Fmapplets%2Fpanoramio%2Fpanoramio.xml&amp;hl=it&amp;ie=UTF8&amp;ll=38.942822,8.620663&amp;spn=0.011849,0.019999&amp;t=h&amp;z=16" target="_blank"&gt;Porto Pino&lt;/a&gt; (nel Sulcis, in Sardegna)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-2983960424986451537?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/2983960424986451537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=2983960424986451537&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/2983960424986451537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/2983960424986451537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/05/in-vacanza-nel-deserto.html' title='In vacanza nel deserto'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-2295029741286657949</id><published>2008-05-05T00:42:00.003+02:00</published><updated>2008-05-05T16:43:08.117+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='story-post'/><title type='text'>Il guardone dei redditi</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380 px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/guardone_di_redditi.jpg" border="0" alt="guardone di redditi" /&gt;&lt;br /&gt;Il sogno di ogni italiano medio si è avverato per me nel cuore della notte, di fronte allo schermo del computer con l’elenco sterminato dei &lt;a href="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/economia/redditi-online/redditi-online/redditi-online.html"&gt;redditi&lt;/a&gt; dei trentini. Impossibile dormire, finalmente potevo sapere. Solo non riuscivo a decidere da dove cominciare a sfogare l’istinto guardone con cui tutti, più o meno, dobbiamo fare i conti.&lt;br /&gt;I ricchi li conosciamo già: vediamo le loro case, le loro auto, sappiamo che lavoro fanno, dove vanno in vacanza e in quale scuola mandano a studiare i figli. No, nell’infinita lista le vere curiosità stanno nel mezzo dov’è possibile ingaggiare duelli virtuali (o se preferite guerre tra poveri) a chi possiede più denaro, promuovendo la moneta unità di misura del valore umano.&lt;br /&gt;Seduto in poltrona con il pc portatile sulle ginocchia, in mutande (giusto per rendere l’idea) ho cercato prima me stesso, per stabilire un’arbitraria linea di confine, quindi mi sono lanciato alla ricerca di vicini, conoscenti e infine dei colleghi in una continua sfida che creerà vari problemi ai direttori di quelle aziende (tutte) dove le buste paga arrivano chiuse e cambrettate.&lt;br /&gt;La sfida dei redditi è un gioco stressante: soli di fronte al computer si gode, si soffre e ci si indigna a fasi alterne, rivaleggiando con chi ci sta vicino perché i ricchi veri per noi gente normale sono così distanti che nemmeno con la spinta dell’invidia si possono raggiungere. Il ministro e l’agenzia delle entrate non si illudano: è solo una curiosità morbosa che non farà aumentare le denunce di evasori al numero verde della guardia di finanza.&lt;br /&gt;Dopo mezz’ora di studio attento e scrupoloso (interrotto dalla telefonata di un collega che, come me, tirava tardi ad analizzare buste paga) mi è capitato di stufarmi. In quell’elenco di nomi e numeri non sapevo più chi cercare. Così sono partito dall’inizio, dai miei compagni di scuola, per vedere cos’eravamo diventati, usando il colore del denaro per tracciare il ritratto della mia generazione. Cercando disperatamente di ricordarmi i loro nomi ho ritrovato i secchioni della prima fila che con lo studio matto e disperatissimo si sono conquistati un posto in cattedra al liceo: 23 mila euro lordi l’anno. Ho ritrovato (frugando tra i redditi di un’altra città, su internet c’è di tutto) quella ragazza brava che insegna all’università (50 mila euro destinati a crescere perché negli atenei si parte lenti), un medico vero che si è fermato a 60 mila euro (perché in rianimazione si salvano le vite ma non si effettuano visite a pagamento) e un medico finto (nel senso che non visita nessuno, ma firma certificati per le aziende) che supera di slancio i 100 mila.&lt;br /&gt;Ho rivisto quelle due ragazze che presumo siano sposate, perché con 5 mila euro non si campa se non c’è qualcuno che paga i conti. E quel compagno bocciato alla maturità, su cui nessuno avrebbe scommesso un soldo, che aveva un reddito di tutto rispetto elencato sotto quello (quadruplo) del padre.&lt;br /&gt;Quello che dicono gli scienziati per la mia classe è vero: i belli (modestamente) guadagnano di più. Ma anche i brutti hanno speranze, come l’avvocato G. (73 mila euro) o quel ragazzo che organizzava gite, feste in discoteca e partite di pallone e ha avuto discreto successo come venditore (60 mila euro).&lt;br /&gt;Ad un certo punto ho scovato A. inchiodato a 9 mila euro di lavoro dipendente, insomma uno sfigato se non sapessi che lavora sei mesi e il resto dell’anno gira il mondo (quella parte del mondo dove la vita costa poco) con una tizia che la pensa come lui. Quando torna riempie la casa di libri e invita gli amici a cena per raccontare storie da cui non caverà mai nulla ma che valgono più di 9 mila euro.&lt;br /&gt;C’era infine al liceo uno che non c’era mai, nel senso che non veniva a scuola. Soprattutto in primavera. Durante i temi in classe copiava e l’ha sempre fatta franca. Nell’enorme lista l’ho beccato alla lettera C., ma è come se non ci fosse, proprio come una volta: reddito zero. A scuola aveva imparato che fare il furbo paga e ha continuato a farlo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-2295029741286657949?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/2295029741286657949/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=2295029741286657949&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/2295029741286657949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/2295029741286657949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/05/il-guardone-dei-redditi.html' title='Il guardone dei redditi'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-2457824913287824049</id><published>2008-04-18T19:00:00.005+02:00</published><updated>2008-04-18T19:28:40.316+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='info-post'/><title type='text'>Pubblicità ingannevole</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/cinquecento-709105.jpg" border="0" alt="pubblicità ingannevole" /&gt;Non contate le piccole &lt;strong&gt;Cinquecento&lt;/strong&gt; che compongono la &lt;strong&gt;Cinquecento &lt;/strong&gt;della pubblicità per vedere se sono veramente &lt;strong&gt;cinquecento&lt;/strong&gt;. L'ho appena fatto io, non ho resistito: sono &lt;strong&gt;542&lt;/strong&gt;, non &lt;strong&gt;500&lt;/strong&gt;. Mai fidarsi dei pubblicitari, categoria su cui potete imparare qualcosa leggendo &lt;a href="http://www.internetbookshop.it/code/9788807817915/beigbeder-freacutedeacuteric/lire-900.html"&gt;questo&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-2457824913287824049?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/2457824913287824049/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=2457824913287824049&amp;isPopup=true' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/2457824913287824049'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/2457824913287824049'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/04/pubblicit-ingannevole.html' title='Pubblicità ingannevole'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-5962447807442741511</id><published>2008-04-14T12:46:00.004+02:00</published><updated>2008-04-14T13:01:31.511+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='info-post'/><title type='text'>Vado a votare</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/voto.jpg" border="0" alt="al voto turandomi il naso" /&gt;&lt;br /&gt;La &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;tessera elettorale&lt;/span&gt;? Ce l'ho. Un &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;documento di identità&lt;/span&gt; valido? Ce l'ho. La &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;maschera antigas&lt;/span&gt;? Ce l'ho. E pensare che ai tempi di Montanelli bastava &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;turarsi il naso&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Vado a votare prima che chiudano i seggi. Poi accenderò la televisione per godermi la sconfitta a cui ormai sono abituato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;P.S.&lt;/span&gt; con una breve &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Indro_Montanelli"&gt;ricerca su internet&lt;/a&gt; ho scoperto che l'espressione "turarsi il naso"  che Indro Montanelli utilizzò per descrivere il voto alla Democrazia cristiana contro i Comunisti risale addirittura alle politiche del 1948 quando venne pronunciata da Gaetano Salvemini. Insomma, sono sessant'anni che noi italiani della Repubblica andiamo al voto insoddisfatti di chi si candida a rappresentarci...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-5962447807442741511?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/5962447807442741511/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=5962447807442741511&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/5962447807442741511'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/5962447807442741511'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/04/vado-votare.html' title='Vado a votare'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-8293597749929788487</id><published>2008-03-25T09:54:00.003+01:00</published><updated>2008-03-25T14:23:25.523+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='story-post'/><title type='text'>Un regalo "senza se"</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/giraffa.jpg" border="0" alt="giraffa colorata" /&gt;Ormai ci siamo abituati. Ci telefonano la mattina presto, quando sono sicuri di trovarci, per regalarci due mesi di televisione a pagamento se facciamo l'abbonamento per un anno. Al supermercato ci regalano un prodotto se ne acquistiamo altri due uguali. Quando si avvicinano le vacanze ecco che un'agenzia viaggi ci regala una vacanza per una persona in Tunisia, purché sia accompagnata da un'altra a pagamento. Abbiamo le case piene di atlanti stradali, orologi e radioline ricevuti con l'abbonamento dei giornali e sull'auto c'è il condizionatore omaggio, promesso dal concessionario quando abbiamo firmato l'assegno da ventimila euro. Quand'è Natale facciamo visita agli amici muniti di regalo, ma solo se pensiamo che gli altri facciano lo stesso e quando camminiamo per la strada stiamo attenti a non accettare biglietti, fiori o piccole spille che sarebbero in regalo ma prevedono in cambio una somma di denaro che a quel punto, con un odioso gingillo in mano, non sappiamo più rifiutare. Anche la banca ha un regalo pronto per noi se presentiamo loro un amico disposto ad aprire un conto. Così l'altra mattina non credevo alle mie orecchie di fronte a un regalo “senza se” mentre passeggiavo in centro storico.&lt;br /&gt;Stavamo lì, io e mio figlio di tre anni, fuori dal supermercato, io con la bicicletta in mano e lui sul seggiolino, quando ci ha avvicinato un tizio da dietro, uno con la faccia scura che non saprei meglio definire, uno di quelli che tutti noi, per pigrizia o ignoranza, chiamiamo semplicemente zingari, oppure nomadi quando vogliamo essere gentili, senza sapere bene che gente sia.&lt;br /&gt;Quella parte di città è una zona ad alto rischio, non si spiega altrimenti la decisione del supermercato di assumere una guardia armata. Ma quando ho alzato lo sguardo cercando la protezione dell'uomo in divisa, munito di pistola, ho visto che aveva già terminato il suo servizio: dovevo cavarmela da solo.&lt;br /&gt;Lo zingaro, che camminava sghembo con l'aiuto di un bastone, ha tirato fuori qualcosa dalla tasca e l'ha avvicinata al mio bambino. Era una piccola giraffa. Uno di quegli animaletti colorati, tenuti insieme da fili elastici, che quando schiacci il bottone sotto il piedistallo chinano la testa e poi le zampe fino ad afflosciarsi senza vita (ma poi all'improvviso si riprendono). L'uomo schiacciava il pulsante e il piccolo rideva. Lui schiacciava e l'altro rideva, poi gli ha messo la giraffina in mano e io mi sono preoccupato: bastardo, ho pensato, ora dovrò comprarla. Ma mentre il piccolo schiacciava il pulsante, felice, alla scoperta di come le giraffe colorate chinano il capo e all'improvviso lo rialzano, lo zingaro si allontanava senza nulla domandare, facendo anzi segno che non c'era nulla da pagare. Pochi secondi dopo era già sparito dietro l'angolo, senza darmi nemmeno il tempo di dire grazie. Ma poiché appartengo a una società di individui tristi e preoccupati (gente tirata su con l'ordine di non accettare le caramelle dagli sconosciuti) l'idea di ringraziare mi è venuta solo dopo una serie di pensieri lugubri e assurdi il primo dei quali era che la giraffa fosse avvelenata, quindi che fosse verniciata con colori cinesi tossici e proibiti e infine (terzo pensiero) che fosse stregata tanto che al solo premerne il bottone saremmo caduti – io e il mio figliolo – in balia dello zingaro senza scrupoli, appostato poco distante. Nulla di tutto questo. L'unica sciagura è stata che la sola persona che ci ha messo in mano un regalo “senza se” non ha ricevuto un grazie in cambio.&lt;br /&gt;Non credete a questa storia? Niente paura, non ci credevo nemmeno io quando abbiamo ricevuto la giraffa nella zona più pericolosa della città (sic!). Allora ho pensato all'ultima volta che avevo regalato qualcosa ad uno sconosciuto, senza volere nulla in cambio, senza nemmeno esserne parente e non mi è venuto in mente niente. Una lacuna – mi sono detto – che doveva essere colmata. Perché certi episodi strani e all'apparenza inspiegabili hanno di buono che sono contagiosi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-8293597749929788487?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/8293597749929788487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=8293597749929788487&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8293597749929788487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8293597749929788487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/03/un-regalo-senza-se.html' title='Un regalo &quot;senza se&quot;'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-8294388917683523477</id><published>2008-03-19T10:38:00.004+01:00</published><updated>2008-03-19T10:51:32.625+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eco-post'/><title type='text'>I rifiuti in campagna elettorale</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/amacarifiuti.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/amacarifiuti.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Michele Serra&lt;/span&gt; è venuto in vacanza in val &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Pusteria &lt;/span&gt;ed è rimasto sorpreso dai distributori automatici di detersivo che evitano la produzione di bottiglie di plastica. Noi cominciamo ad abituarci. Mi piace l'idea che qualcuno venga in vacanza in Trentino Alto Adige e porti a casa un'idea pulita, come ad esempio i distributori automatici di latte. Mi piace meno la constatazione che di queste cose - come scrive Serra nella sua Amaca sulla Repubblica di ieri - in campagna elettorale non parli nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. clicca sulla foto per vederla ingrandita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. chissà se in val Pusteria ci sono &lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/2008/03/sommersi-dagli-imballaggi.html"&gt;Mc Donald's&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-8294388917683523477?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/8294388917683523477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=8294388917683523477&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8294388917683523477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8294388917683523477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/03/i-rifiuti-in-campagna-elettorale.html' title='I rifiuti in campagna elettorale'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-5050390807540362103</id><published>2008-03-18T00:12:00.001+01:00</published><updated>2008-03-17T19:01:46.710+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='info-post'/><title type='text'>Progresso tecnologico</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/iomega.jpg" border="0" alt="Iomega Screenplay" /&gt;In materia di tecnologia c'è una vecchia teoria secondo cui il motore che porta gli utenti a dotarsi di strumenti nuovi sarebbe il &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;porno &lt;/span&gt;(e al secondo posto lo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;sport&lt;/span&gt;). Accadde così per il videoregistratore, per la televisione satellitare, per internet e per il dvd. Ebbene io ho un'altra teoria, secondo cui l'aggiornamento tecnologico è spinto anche dall'arrivo in casa di un &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;bambino&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;In casa nostra installammo una &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;rete senza fili&lt;/span&gt; dopo aver constatato (con un computer finito a pezzi) la propensione del piccolo play boy a tirare qualunque cavo gli capitasse a tiro (e così siamo stati tra i primi a navigare in libertà). Ora, considerato che il piccolo ha un'attitudine innata per distruggere i dvd, ci siamo dotati di un &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;disco rigido&lt;/span&gt; che contiene 500 Gb di dati multimediali e con una presa scart (integrata) e un sistema operativo ridotto all'osso ti consente di vederli sulla &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;televisione &lt;/span&gt;dove si può saltare da un cartone animato all'altro con un piccolo telecomando.&lt;br /&gt;Non ne avrei mai scritto qui - fuoridalpalazzo! - se non fosse che altrove (ad esempio &lt;a href="http://www.maestrinipercaso.it/2008/03/lacie-silverscreen-quando-ti-capita-la.html"&gt;QUI&lt;/a&gt; di un apparecchio simile, ma non uguale, sono rimasti delusi. Niente di fantascientifico, per carità, semplicemente mantiene le promesse.&lt;br /&gt;Parlo di quel coso che si vede nella foto sulla destra. In pratica un disco da 500 gigabyte che dopo averci messo tutte le puntate di Heidi, una cinquantina di film, una quantità imprecisata ma molto elevata di brani musicali, la terza e la quarta serie di Desperate Housewife (lo guarda la donna che la sera mi attende a casa "disperata") è ancora mezzo vuoto.&lt;br /&gt;Per chi fosse interessato: Iomega Screenplay. Non mi pagano per scriverlo, ho pagato io - anzi - 199 euro quando a &lt;a href="http://selva-trento.blogautore.repubblica.it/2007/12/23/natale-a-media-world/"&gt;Natale sono passato da Mediaworld&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-5050390807540362103?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/5050390807540362103/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=5050390807540362103&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/5050390807540362103'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/5050390807540362103'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/03/progresso-tecnologico.html' title='Progresso tecnologico'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-8422531026286757282</id><published>2008-03-17T08:41:00.003+01:00</published><updated>2008-03-17T08:49:04.675+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='story-post'/><title type='text'>La salvia di San Giuseppe</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/salvia.jpg" border="0" alt="scarpe camper tra la salvia" /&gt;Il giorno della fiera di San Giuseppe ci svegliamo di buon mattino e ci illudiamo di essere contadini perché la natura in cui corriamo ad immergerci ogni domenica, per un giorno, ce l'hanno portata giù in città. Allora ci aggiriamo tra i piccoli trattori e le falciatrici, rammaricati perché purtroppo  per tagliare l'erba gatta nel vaso sul terrazzo ci bastano le forbici. Quindi con occhio esperto corriamo a vedere gli animali e, sperando di non essere smentiti da un contadino vero, raccontiamo ai nostri figli caratteristiche e schede tecniche di mucche, capre, conigli e puledrini. Poi – dopo aver controllato con occhio languido la sezione arredo giardino, noi che un giardino non ce l'abbiamo – ci dirigiamo verso il centro storico pieno di fiori, sementi, piante e alberi che catturano la nostra immaginazione: “Cara – diciamo con voce sognante – e se quest'anno ci prendessimo un limone?”. Lui – il vivaista che la mattina all'alba ha trasportato i suoi pezzi migliori in piazza Duomo – coglie la palla al balzo e ci spiega che per tirare su un limone o un arancio non ci vuole niente, non serve mica essere in Sicilia o in Israele, basta avere l'accortezza quando arrivano i primi freddi di prendere un telo di plastica e metterglielo sopra prima che arrivi il gelo. Ma anche a noi gente di città – abituati a calpestare il cemento e a respirare polveri – il pensiero di una piantina di limone infilata in un cappuccio da novembre a marzo mette i brividi. Così ripieghiamo su un gelsomino, perché lo sappiamo talmente resistente che a dargli un po' d'acqua (nemmeno troppa in realtà e nemmeno ad intervalli regolari) verrebbe su tranquillo anche in una pietraia. Ma non serve dirlo troppo in giro, meglio invitare gli amici a prendere un caffè sul terrazzo a fine maggio – quando sbocciano i fiori bianchi e profumati – e fingendo indifferenza dire: “Guarda qua, la mia creatura. Sapevi che oltre a fare il giornalista ho pure il pollice verde?”.&lt;br /&gt;Ma un gelsomino ce l'abbiamo già. E nemmeno noi che tutti gli altri giorni (ad eccezione di San Giuseppe) con le piante siamo delle bestie, siamo riusciti a farlo deperire. Così l'anno scorso – per festeggiare la primavera che a Trento inizia con la fiera dei fiori – ci siamo portati a casa una pianta di salvia. Eravamo là davanti al banchetto e ci siamo detti: perché no? Quest'anno puntiamo sugli aromi. E ci siamo comprati quel cespuglio pensando che a mezzogiorno saremmo usciti sul terrazzo a cogliere due foglie (dei veri contadini!) per metterle in padella e farci i ravioli burro e salvia.&lt;br /&gt;La nostra era una salvia strana. A partire da quelle foglie più strette di quelle un po' pelose che eravamo abituati a vedere nell'orto della nonna. Ma sul biglietto c'era scritto salvia a chiare lettere e noi – essendo gente abituata a leggere le istruzioni per affrontare ogni questione – ci siamo portati a casa il vegetale garantiti e soddisfatti. Il giorno successivo alla fiera inaugurammo la nuova stagione culinaria strappando due foglie (un gesto che ci faceva sentire gente di campagna) per metterle in padella. A pranzo non si sentiva volare una mosca. Eravamo troppo impegnati ad assorbire i nuovi sapori della cucina casalinga senza il coraggio di confessare l'un l'altro che in verità i ravioli nel piatto non sapevano di nulla. Che strana salvia era la nostra.&lt;br /&gt;Andò avanti così per settimane tra nodini, tagliatelle e gnocchi deludenti. Finché un giorno, quand'era ormai estate, notai con occhio curioso gli operai comunali armeggiare in un'aiuola vicino al ponte di San Lorenzo, con un camioncino carico di piante che mi sembravano familiari. Ne ho avvicinato uno e vincendo il timore crescente di fare la figura del fesso gli ho chiesto: “Scusi signore, ma quest'anno avete deciso di abbellire la città con la salvia?”. Solo quel giorno ho realizzato che, forse per uno scambio di biglietti, in casa nostra avevamo mangiato per due mesi paste condite con burro e una specie di lavanda. Se non altro non era velenosa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-8422531026286757282?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/8422531026286757282/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=8422531026286757282&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8422531026286757282'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/8422531026286757282'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/03/la-salvia-di-san-giuseppe.html' title='La salvia di San Giuseppe'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-1319333460806006722</id><published>2008-03-14T12:33:00.007+01:00</published><updated>2008-03-14T13:20:55.544+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='info-post'/><title type='text'>Da fuoridalpalazzo è tutto, a voi studio!</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/televisione-735890.jpg" border="0" alt="ansel intervista Giacomo Santini" /&gt;Nella vita bisogna sempre cercare di fare cose nuove... così mi sono dato ai video. Nella foto mi vedete con la mia mini telecamera acquistata su eBay mentre intervisto un candidato al Senato del Partito delle libertà (Giacomo Santini). Io sono quello con le camper. Un esempio di quello che sto facendo lo trovate &lt;a href="http://trentini-trento.blogautore.repubblica.it/category/interviste-doppie/"&gt;QUI&lt;/a&gt; dove c'è la mia prima intervista doppia, oppure &lt;a href="http://trentini-trento.blogautore.repubblica.it/2008/03/13/volantinaggio-con-sputo-per-walter-veltroni/"&gt;QUI&lt;/a&gt; dove c'è un video sulla campagna elettorale che ho girato dalla finestra della mia redazione. E così ora sapete perché da un po' di tempo scrivo meno e rispondo meno ai commenti! ;-)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;P.S.&lt;/span&gt; ho visto che su internet non ci sono tutorial approfonditi su come realizzare e montare le interviste doppie stile Iene...  quasi quasi quando ho un attimo di tempo ne scrivo uno io.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-1319333460806006722?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/1319333460806006722/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=1319333460806006722&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/1319333460806006722'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/1319333460806006722'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/03/da-fuoridalpalazzo-tutto-voi-studio.html' title='Da fuoridalpalazzo è tutto, a voi studio!'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-1697302464520771902</id><published>2008-03-11T10:45:00.007+01:00</published><updated>2008-03-11T11:00:34.892+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eco-post'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='info-post'/><title type='text'>Mi rubano la corrente</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/contatore-778569.jpg" border="0" alt="contatore dell'energia elettrica" /&gt;Mi rubano l’energia elettrica. Accade notte e giorno, me la fanno sotto il naso. Non volevo crederci, la settimana scorsa, quando insospettito da un articolo di &lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/affariefinanza-724412.jpg"&gt;Affari e Finanza&lt;/a&gt; ho deciso di fare la prova pratica: ho spento tutte le luci, ho spento pure la televisione, ho messo al minimo il termostato del frigo (in modo da escludere l’avvio del motore) e sono sceso in fondo alle scale per dare un’occhiata al contatore. Girava. Piano, ma girava.&lt;br /&gt;Senza perdermi d’animo sono risalito al quarto piano: «Mi sarò dimenticato qualche cosa». In camera da letto ho staccato la radiolina, poi sono andato nel ripostiglio dove ho spento la caldaia e infine nel bagno per assicurarmi che non fosse partita la ventola dell’aerazione. Fiducioso ho raggiunto il pianerottolo dove, nell’armadio di legno chiuso a chiave, c’è il mio contatore: girava. Piano, ma girava.&lt;br /&gt;A quel punto non c’erano più dubbi: ero vittima di un furto. Ma prima di correre a denunciare il fatto bisognava esserne sicuri. Così sono risalito e - come quella volta da bambino - ho accostato lentamente la porta del frigo guardando all’interno attraverso la fessura sempre più stretta, per essere sicuro che la luce si spegnesse. Si spegneva.&lt;br /&gt;Il problema doveva essere altrove, ad esempio nella zona dei computer dove - mi sono ricordato - c’è un apparecchio sempre acceso che distribuisce internet senza fili in giro per la casa. Così l’ho spento, ho staccato anche la spina dello stereo, del ricevitore satellitare (che pure era spento), del lettore di dvd e di altri apparecchi che tengo impilati là sopra sempre collegati alla corrente. Lo so che consumano anche quando sono spenti, se non altro per quelle lucette verdi, rosse o blu che restano sempre accese. Nessuno aveva mai fatto il calcolo di quanto ci fanno spendere, ci ha pensato Pierluigi Bernasconi, l’amministratore delegato di Media World Italia che di apparecchi come quelli ne vende a milionate e ha commissionato un test sul campo. Che ha scoperto Bernasconi? Che una televisione lasciata in stand-by (cioè con la lucetta accesa) consuma da uno a quattro euro l’anno di elettricità. Che il decoder della televisione consuma da 5 a 20 euro l’anno solo per stare lì fermo. Uno dice: è poco, chi se ne frega, posso permettermelo, ma moltiplicate queste cifre per i milioni di abitazioni italiane e otterrete cifre miliardarie. Un computer portatile collegato alla spina di corrente ci costa 10 euro l’anno, la radiosveglia 9. Bernasconi ha un consiglio per tutti quelli che tengono anche agli spiccioli: comprate le ciabatte, cioè quelle spine elettriche multiple con l’interruttore rosso che si può spegnere all’occorrenza tagliando dalla rete elettrica tutti gli apparecchi che sono collegati. Lui vende anche quelle.&lt;br /&gt;Non si capisce perché i produttori di elettrodomestici non prevedano la possibilità di spegnere quelle lucette, lasciando a noi consumatori la responsabilità di attrezzarci per mettere rimedio a questo difetto. Ma in attesa di comprarmi una ciabatta dovevo risolvere il mio problema: qualcuno mi stava rubando l’energia elettrica. Con la speranza di aver eliminato ogni fonte di consumo, sono tornato al piano terra per controllare il contatore: girava. Piano, molto piano, ma girava.&lt;br /&gt;Allora sono risalito furioso e - sentendomi intelligente - ho preso un cacciavite, ho smontato il termostato elettronico installato alla parete e ho strappato i fili dell’alimentazione finché ho visto scomparire il numero 20 che indicava la temperatura (un po’ troppo caldo). Lo stesso ho fatto con il citofono. Ma là sotto il contatore girava ancora. Piano, molto piano, ma girava.&lt;br /&gt;Allora - sentendo da lontano che mi era arrivato un messaggino - m’è venuta l’illuminazione e ho pensato al telefonino cellulare che avevo lasciato in bagno attaccato al caricatore e di tanto in tanto succhiava corrente per caricare la sua pila. Eccolo il colpevole del furto, maledetto cellulare. Quando c’è qualcosa che non va, lui c’entra sempre.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-1697302464520771902?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/1697302464520771902/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=1697302464520771902&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/1697302464520771902'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/1697302464520771902'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/03/mi-rubano-la-corrente.html' title='Mi rubano la corrente'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-5032834461999482090</id><published>2008-03-07T01:23:00.007+01:00</published><updated>2008-03-07T08:51:15.216+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='photo-post'/><title type='text'>Alzati e cammina!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/miracolo.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/miracolo.jpg" border="0" alt="le promesse di Berlusconi" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Silvio Berlusconi&lt;/span&gt; promette miracoli - in stile "&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;alzati e cammina&lt;/span&gt;!" - con i manifesti giganti della sua campagna elettorale. Liberi di crederci oppure no, ma la signora sulla sedia a rotelle - fotografata a Trento - sembrava un po' perplessa di fronte all'esortazione: &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;rialzati Italia&lt;/span&gt;!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;P.S.&lt;/span&gt; esistono due metodi per fare una foto del genere: &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;a)&lt;/span&gt; mettersi d'accordo con una signora invalida, puntare l'obiettivo, scattare la foto; &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;b)&lt;/span&gt; vedere una signora invalida per la strada, calcolare il tempo che ci metterà a passare sotto il manifesto di Berlusconi, fermarsi in mezzo alla strada con le auto che vi passano davanti e dietro, puntare l'obiettivo della macchina fotografica che tenete sempre in tasca, ringraziare la realtà che come sempre supera la fantasia, ringraziare l'accompagnatrice dell'invalida perché fa finta di nulla e continua la sua passeggiata, scattare, scattare, scattare... Io - a scanso di equivoci - ho usato il metodo &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;b)&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa foto è stata pubblicata anche sul blog che il mio giornale ha aperto in vista delle elezioni politiche. Chi legge da Trento e dintorni potrebbe essere interessato: &lt;a href="http://trentini-trento.blogautore.repubblica.it"&gt;eccolo qui&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-5032834461999482090?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/5032834461999482090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=5032834461999482090&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/5032834461999482090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/5032834461999482090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/03/alzati-e-cammina.html' title='Alzati e cammina!'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-617312005715906534</id><published>2008-03-04T17:16:00.006+01:00</published><updated>2008-03-04T17:44:10.872+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='info-post'/><title type='text'>Quando Google ti ama</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Alfred Vedovelli&lt;/strong&gt; è il sindaco di Egna (Bolzano).&lt;br /&gt;Un giorno - poiché ero stato multato mentre viaggiavo lungo una via di Egna - gli ho scritto un'email di protesta. E lui non mi ha risposto. Indispettito ho raccontato la storia sul mio blog.&lt;br /&gt;Da quel giorno è passato qualche mese. Ora, digitate le parole &lt;a href="http://www.google.com/search?source=ig&amp;hl=it&amp;rlz=1G1GGLQ_ITXX247&amp;q=%22alfred+vedovelli%22&amp;meta=" target=_blank&gt;"Alfred Vedovelli"&lt;/a&gt; su Google e scoprirete che per il popolo di internet lui è prima di tutto l'uomo che non ha risposto alla mia lettera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gustavo Selva&lt;/strong&gt; è un famoso giornalista.&lt;br /&gt;Parliamo di uno che quando ha fretta usa l'ambulanza come se fosse un taxi, ricordando i bei tempi in cui era un giornalista d'assalto. Siccome anch'io sono un giornalista (e non volevo essere da meno) sono salito su un'ambulanza fingendomi malato e ho raccontato la storia sul mio blog.&lt;br /&gt;Da quel giorno è passato qualche mese. Ora, digitate le parole &lt;a href="http://www.google.com/search?hl=it&amp;rlz=1G1GGLQ_ITXX247&amp;q=%22selva+giornalista%22&amp;lr=" target=_blank&gt;"selva giornalista"&lt;/a&gt; su Google e scoprirete che il vero Selva giornalista sono io (Andrea) e non il noto Gustavo, che per il popolo di internet arriva solo al secondo posto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Le Camper&lt;/strong&gt; sono una linea di scarpe casual.&lt;br /&gt;Io ho un paio di scarpe Camper che dall'ottobre 2006 fotografo spesso e volentieri per documentare sul mio blog i luoghi che calpesto. Da quel giorno sono passati vari mesi. Ora, digitate le parole &lt;a href="http://images.google.com/images?hl=it&amp;rlz=1G1GGLQ_ITXX247&amp;q=%22scarpe+camper%22&amp;lr=&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;sa=N&amp;tab=wi" target=_blank&gt;"scarpe camper"&lt;/a&gt; per cercare un'immagine su Google e scoprirete che le prime venti fotografie sono tutte dei miei piedi (e non delle calzature prodotte dalla multinazionale).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sarò sincero: tutto questo mi stupisce MOLTO, mi diverte PARECCHIO e un PO' mi preoccupa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Morale numero uno&lt;/strong&gt;: non fatemi mai arrabbiare.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Morale numero due&lt;/strong&gt;: non fate mai arrabbiare qualcuno che abbia un blog con piattaforma Blogger (cioè Google).&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Morale numero tre&lt;/strong&gt;: quando cercate qualcosa su Google (credendo che sia Dio) tenete sempre a mente questa storia.&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Morale numero quattro&lt;/strong&gt;: se non riuscite a diventare famosi nella vita reale potete sempre giocarvi la carta di internet; se anche lì non riuscite a sfondare consolatevi: forse le vostre scarpe sono delle star mondiali e nemmeno lo sapete.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-617312005715906534?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/617312005715906534/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=617312005715906534&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/617312005715906534'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/617312005715906534'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/03/quando-google-ti-ama.html' title='Quando Google ti ama'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-544760618944295260</id><published>2008-03-02T23:39:00.006+01:00</published><updated>2008-03-03T08:56:20.197+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eco-post'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='photo-post'/><title type='text'>Sommersi dagli imballaggi</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/uploaded_images/comparazionemcdonald-725960.jpg" border="0" alt="gli imballaggi di mc donald's" /&gt;La foto parla da sola. A sinistra due panini, due porzioni di patatine fritte, una coca cola, un'acqua minerale e sei crocchette di pollo. A destra una borsa di carta, un sacchetto di carta, un bicchiere con coperchio di plastica, una cannuccia, una bottiglia di plastica, tre scatole di cartone, due cartoncini per le patatine fritte, sei o sette tovaglioli e un piedistallo di cartone per tenere dritte le bottiglie. Tutto compreso nel prezzo, insomma a Mc Donald's oltre al cibo vi vendono pure l'immondizia. Alla fine ci ho scritto un articolo di giornale: se vi interessa è &lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/download/mcdonald.pdf"&gt;QUI&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;Ma c'è un problema che va oltre gli imballaggi. Sapete dove finisce tutta la carta e la plastica che Mc Donald's  - regno dell'usa e getta - produce in enorme quantità? Finisce tutto in discarica, non si ricicla nulla, tanto meno l'organico. Lo racconto &lt;a href="http://selva-trento.blogautore.repubblica.it/2008/03/03/i-furbetti-di-mc-donalds/"&gt;QUI&lt;/a&gt;, nella &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Città invisibile&lt;/span&gt;, altrimenti il mio editore si offende perché continuo a preferire il blog fuoridalpalazzo...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. ho preso spunto da &lt;a href="http://www.legambiente.eu/documenti/2008/0213_disimballiamoci/index.php"&gt;disimballiamoci&lt;/a&gt; la giornata che Legambiente ha dedicato alla lotta contro gli imballaggi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-544760618944295260?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/544760618944295260/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=544760618944295260&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/544760618944295260'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/544760618944295260'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/03/sommersi-dagli-imballaggi.html' title='Sommersi dagli imballaggi'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-7944619344805956861</id><published>2008-02-26T09:26:00.001+01:00</published><updated>2008-02-26T09:28:25.811+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='info-post'/><title type='text'>Vacanze da incubo</title><content type='html'>Con lo stesso spirito con cui a Ferragosto accendo il televisore per guardare le code dei turisti in autostrada, ieri ho preso in mano il catalogo di viaggi e vacanze che un'agenzia trentina mi ha spedito. Mi credono un cliente e due o tre volte l'anno mi sottopongono le loro proposte per conoscere il mondo, mangiare cibi nuovi o rilassarmi. Così, con quei due libretti colorati in mano, mi sono seduto in poltrona a fantasticare su quante cose potrei vedere se decidessi di affidarmi – finalmente – ad un professionista. Tra quelle pagine scritte in un linguaggio strano ce n'è veramente per tutti i gusti: potrei riposarmi nei dintorni di Ischia (restando distante però qualche chilometro), passeggiando in un lussureggiante parco e mangiando a pranzo e cena menu disintossicanti. Girando pagina mi sono visto a Milano Marittima, in un albergo familiare, su una terrazza ombreggiata da pini secolari, dotata (addirittura) di panchine e tavoli dove avrei potuto sorseggiare in totale tranquillità niente meno che un aperitivo, sapendo che a cena avrei sempre potuto contare su piatti internazionali tipici romagnoli (?).&lt;br /&gt;Poiché non mi piace affidarmi al caso ho scartato l'hotel di Igea marina dove alcune camere hanno la vista mare, sapendo che quelle stanze finiscono sempre ai vicini. L'albergo-club di Gabicce mare l'ho depennato dalla lista perché temevo di restare vittima di quelle “piacevoli sorprese come serate a tema con piatti e ambientazioni speciali ed originali”. Conosco i miei limiti e so che non reggerei all'emozione di essere chiamato sul palco da un animatore vestito da Capitan Uncino.&lt;br /&gt;Passando per hotel che offrono televisori piatti anche nei bagni e altri che promettono phon professionali oppure box doccia multifunzione mi sono imbattuto in una struttura che non deve saperne molto di bambini, visto che il piatto forte del baby-menu era il passato di verdure. Ora so che a Tortoreto Lido posso contare su “una colazione rinforzata dolce e salata”, che a Giulianova c'è una non meglio precisata “Bambinopoli” e la sera posso abbassare le saracinesche elettriche proprio come se fossi il titolare di un negozio. Tra alberghi in posizione splendida o comunque molto favorevole, strutture che offrono l'acqua minerale gratis ai pasti (ma solo mezzo litro, poi scatta il ticket) ho scoperto che all'estero – dove offrono sempre qualcosa in più – potrei contare addirittura sulla Biberoneria, forse un posto dove si servono ottimi drink nel biberon.&lt;br /&gt;Un po' disorientato mi son detto che la vacanza sedentaria sarà anche comoda, ma preferivo un viaggio itinerante alla scoperta di nuovi orizzonti. Nessun problema: ecco per me l'altro libretto, che la mia agenzia di fiducia ha dedicato ai viaggi in Europa e nel Mondo. In pullman. Se solo non fossi così pigro potrei salire in corriera a Trento il venerdì, visitare Atene e tornare a casa il martedì: un viaggio lampo che prevede quattro giorni di trasferimento (traghetto compreso) e una giornata dedicata alla capitale greca al modico prezzo di 689 euro, escluse le slot machine che troverò sul traghetto per ingannare il tempo durante le due notti a bordo.&lt;br /&gt;Patti chiari e amicizia lunga: i posti sul pullman (vedi regolamento) si decidono al momento dell'iscrizione e poi è vietato cambiarli, nemmeno se farete parte dell'ardimentosa pattuglia che il 9 agosto partirà da piazza Dante diretta in Norvegia per una corsa di nove giorni che darà il diritto di dichiarare: “Ho visto i fiordi”. Si tratta di un viaggio di oltre 5 mila chilometri, insomma come andare da Trento a Roma ogni giorno, mangiando all'autogrill, ma poiché in mezzo ci sono anche i traghetti scandinavi il prezzo lievita a 1.699 euro (che è pur sempre meno di 1.700). Se volessi qualcosa di più avventuroso potrei fare Trento-Vienna-Bratislava-Budapest-Trento in quattro giorni, sempre in pullman, sempre a posti fissi. Quando ho letto che l'organizzatore mi garantiva un “giro orientativo della splendida capitale austriaca” ho chiuso il libretto spaventato: anche quest'anno si andrà allo sbaraglio, perché una vacanza da incubo riusciamo ad organizzarla benissimo da soli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-7944619344805956861?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/7944619344805956861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=7944619344805956861&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7944619344805956861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7944619344805956861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/02/vacanze-da-incubo.html' title='Vacanze da incubo'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-4079103100521435637</id><published>2008-02-25T11:56:00.004+01:00</published><updated>2008-02-25T12:25:32.178+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='photo-post'/><title type='text'>Punti di vista</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/nebbia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/nebbia.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;Capita talvolta, in questa periferia estrema dell'Italia, così lontana dai luoghi che veramente contano, di porsi dei dubbi, soprattutto quando uno che non &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;vedevi &lt;/span&gt;da un po' di tempo ti incontra e dice: che ci fai ancora qui in culo al mondo, invece di essere a Milano? E allora ti chiedi: dovrei allargare i miei &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;orizzonti&lt;/span&gt;? essere di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;vedute&lt;/span&gt; più larghe? &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;guardare &lt;/span&gt;più lontano? Questa mattina alle 7 e 30 mi interrogavo su questi temi  cercando di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;vederci chiaro&lt;/span&gt;. Ho fermato l'auto, ho scattato una fotografia e mi sono dato una risposta. Una soluzione buona per tutti non c'è. E' questione di punti di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;vista&lt;/span&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-4079103100521435637?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/4079103100521435637/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=4079103100521435637&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/4079103100521435637'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/4079103100521435637'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/02/punti-di-vista.html' title='Punti di vista'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-7469292600648242689</id><published>2008-02-18T08:45:00.003+01:00</published><updated>2008-02-18T08:54:15.507+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='info-post'/><title type='text'>Il prezzo di un figlio</title><content type='html'>Sarebbe una gran comodità acquistare i figli al supermercato, invece che al reparto di maternità, ma ci sarebbe una controindicazione in grado di scoraggiare anche le coppie più motivate: il prezzo. I piccoli starebbero lì, sugli scaffali del reparto infanzia, biondi, mori, chiari e scuri, con una targhetta attorno al polso, come quella delle ostetriche ma con una differenza: invece del nome ci sarebbe scritto sopra 200 mila euro. Questo è il prezzo giusto secondo un docente universitario fiorentino che al tema dedicò una &lt;a href="http://archivio.panorama.it/italia/articolo/idA020001029351.art" target=_blank&gt;ricerca&lt;/a&gt;. Gli unici a non stupirsi sono i padri separati che sanno bene quanto versano ogni mese su ordine del giudice (almeno quelli onesti) per il mantenimento dei figlioli finché non saranno in grado di badare a sé stessi. Di buono c’è che il conto non si salda alla consegna (e chi se lo potrebbe permettere?) ma in comode rate che concedono all’acquirente un respiro sufficiente per pensare di avere fatto un buon affare.&lt;br /&gt;Io ogni mese pago una di queste rate. L’altro giorno mi sono tolto la soddisfazione di lasciare senza fiato una coppia che ancora - sebbene interessata - non si è decisa a procedere all’acquisto. Abbiamo preso i miei estratti conto degli ultimi due anni e abbiamo tirato una riga sotto la voce asilo: facevano quasi 12 mila euro, in comode rate da 500 euro al mese. Silenzio in sala.&lt;br /&gt;Risparmio ai lettori la voce passeggino (600 euro), perché in fondo non serve comprare l’ultimo modello; sorvolo sulla voce pannolini (1.500 euro) perché ora vanno di moda i modelli riciclabili, che dopo l’uso si gettano in lavatrice, rispettano l’ambiente e fanno risparmiare, ma io sospetto che i loro sostenitori non conoscano l’impulso irresistibile che porta a gettare nel cassonetto un pannolino pieno (una liberazione che non ha prezzo); tralascio la voce dottore perché le visite mediche sono (quasi) tutte gratuite e posso tranquillamente omettere la voce latte perché l’allattamento al seno riduce i costi a zero.&lt;br /&gt;Il professore fiorentino - un padre separato, protagonista di una battaglia per dividere con l’ex moglie i costi della prole - ci avvisa che i dolori vengono più avanti. Alimentazione: un figlio maschio adolescente consuma quantità di cibo impressionanti. Dentista: c’è chi deve prendere i soldi in prestito per pagare l’apparecchio del figlio. Istruzione: non ci sono solo i libri, poi arrivano anche i viaggi di studio all’estero. Vacanze: ci vanno tutti, anche tuo figlio un giorno ti chiederà un biglietto aereo per l’America o l’Inghilterra. La voce trasporti prevede nell’ordine: triciclo, trattore a pedali, bicicletta a rotelle, bicicletta senza rotelle, bicicletta grande, motorino, motocicletta e automobile.&lt;br /&gt;Ma nel bilancio non ci sono solo le uscite. Con quella coppia interessata all’acquisto (ma non ancora decisa) abbiamo continuato a esaminare l’estratto conto rilevando con sorpresa alcuni risparmi: niente più conti del ristorante, niente più biglietti del cinema, niente più serate a teatro, eliminati i viaggi aerei, venduta anche la moto. Silenzio in sala.&lt;br /&gt;La voce imprevisti può riservare però amare sorprese, ad esempio quando il figlio prende il telefono cellulare e per fargli il bagnetto lo mette a mollo nel wc. Oppure quando trascina il computer portatile giù dal tavolo tirandolo per il cavo. Il genitore previdente saprà ricavare in bilancio riserve sufficienti anche per coprire le emergenze.&lt;br /&gt;Non sono cose nuove, tanto che la saggezza popolare ha coniato nei secoli un verbo anomalo per indicare l’atto di mettere al mondo i figli. Una parola che però - alla luce di quanto abbiamo scritto - suona come un corretto avvertimento: “comprare”. Perché in alcuni posti della montagna veneta e trentina i figli si “comprano”. Ma al termine di questa disquisizione ragionieristica sui risvolti economici di procreare è ancora il professore fiorentino che ci viene in soccorso indicandoci perché - nonostante il salasso economico - dopo il primo figlio è giusto, tutto sommato, farne un altro: il fatto è che dopo l’investimento iniziale il secondogenito, conti alla mano, costa il 30 per cento in meno. Insomma: un vero affare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-7469292600648242689?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/7469292600648242689/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=7469292600648242689&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7469292600648242689'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7469292600648242689'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/02/il-prezzo-di-un-figlio.html' title='Il prezzo di un figlio'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-1551997440228837706</id><published>2008-02-14T10:21:00.005+01:00</published><updated>2008-02-14T10:33:49.842+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='story-post'/><title type='text'>I tempi dell'amore</title><content type='html'>In un giorno di San Valentino di molti anni fa eravamo lì in sala, con gli occhi incollati allo schermo, a seguire le vicende della giovane Rose, ragazza dell'alta società inglese che si innamora del giramondo squattrinato Jack Dawson, salito a bordo del Titanic grazie a un biglietto vinto a poker. Stavamo lì a guardare quell'improbabile passione che sfida le differenze di classe, chiedendoci come avrebbe reagito il fidanzato di Rose, il giovane, ricco e cattivo Caledon che le era stato imposto dalla madre. Facevamo il tifo per i due ragazzi innamorati, cullati dal vento dell'oceano e dalle note di Celine Dion, quando dietro di noi - saranno state due o tre file più indietro - si è fatta largo una vocina di bambino, dal timbro annoiato, forse addirittura esasperato per la stanchezza di seguire per ore le vicende sdolcinate dei due passeggeri invece di arrivare al punto vero del film: "Papa!" disse la voce. "Ma quando affonda???".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto questo solo per dirvi di andare a vedere &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=NToHO0CWv24"&gt;questo video&lt;/a&gt; (vale solo per oggi, San Valentino) in cui ho infilato anche due immagini di Titanic. E a tutti quelli - già me l'immagino - che storcono il naso ogni volta che parlo di questo kolossal del cinema americano, consiglio di leggere &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Titanic_(film_1997)"&gt;questa pagina&lt;/a&gt; per imparare qualcosa sulla più grande follia del cinema.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-1551997440228837706?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/1551997440228837706/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=1551997440228837706&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/1551997440228837706'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/1551997440228837706'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/02/i-tempi-dellamore.html' title='I tempi dell&apos;amore'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-1242406206270480735</id><published>2008-02-03T17:51:00.001+01:00</published><updated>2008-02-03T18:13:24.411+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='story-post'/><title type='text'>In fuga con il bancomat</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/nelleterreestreme.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/nelleterreestreme.jpg" alt="nelle terre estreme" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Poiché il giudizio degli altri mi fa sempre un  certo effetto non ero mai andato al cinema da solo: qualcuno potrebbe pensare  che non c'è nessuno al mondo che mi voglia accompagnare. Comunque lunedì scorso  – ore 21 e 30 – non avendo altra scelta ho vinto i miei timori e mi sono  presentato all'ingresso del cinema Astra, solo come un cane. Essendo in anticipo  mi sono fermato al bar dove ho ordinato un latte macchiato: grave errore  perché la scelta inconsueta ha attirato occhi curiosi su di me, lo spettatore  solitario, almeno così mi sono sentito.&lt;br /&gt;Credevo che mi sarei ritrovato solo pure in sala,  con la possibilità di cambiare posto a piacimento e di allungare le gambe  davanti e di lato. Ero arrivato addirittura a sentirmi in colpa pensando al  povero proiezionista che a causa mia avrebbe dovuto fare le ore piccole. Invece  mi sono scoperto assieme ad altre 150 persone, nemmeno un posto libero, per un  film che sarebbe durato fin dopo mezzanotte. Tutti assieme, di lunedì, per  guardare sul grande schermo la storia di Chris McCandless, alias Alex  Supertramp, ventenne americano che nel 1992 caricò uno zaino con pochi  indumenti, qualche attrezzo, alcuni libri, un sacco di riso e disse addio alla  civiltà diretto verso il Grande Nord. Il giorno dopo ancora tutto esaurito e  così ogni sera tanto che il padrone del cinema conta di tenere la pellicola in  programma per due o tre settimane come succede ormai sempre più di rado.&lt;br /&gt;Non è per le immagini splendide dell'Alaska e  nemmeno per ascoltare la colonna sonora di &lt;a href="http://www.intothewild.com/"&gt;Into the wild&lt;/a&gt; che centinaia di  giovani si presentano in sala con il biglietto in mano. Forse è perché il libro  da cui è tratto il film (enormemente superiore alla pellicola) all'epoca ebbe un  gran successo ma è soprattutto un particolare a raccogliere gli spettatori in  quella sala: il giovane protagonista di questa storia vera è un uomo in fuga,  eroe di una generazione che fuggirebbe molto volentieri.&lt;br /&gt;Fugge (almeno nelle intenzioni) chi pensa di  sfruttare al contrario le differenze tra nord e sud del mondo per vendere la  casa e vivere di rendita in qualche paradiso, dopo essersi vaccinato  contro colera e febbre gialla. Tutto sommato fugge chi compra un camper e lascia  la città appena può anche se deve tornare al lavoro il lunedì, almeno per pagare  le rate della sua enorme casa viaggiante con televisore, frigo e garage sul  retro. E' una fuga dai ritmi del lavoro quotidiano quella di chi molla tutto e  apre un agriturismo (nella versione più moderna un bed&amp;amp;breakfast) salvo  scoprire che i lavoratori in proprio, a parte qualche eccezione, faticano più  dei dipendenti. C'è infine chi passa l'intera vita progettando di fuggire (da  solo o in compagnia) ma dopo anni trascorsi in attesa del grande momento lascia  perdere perché la vita l'ha cambiato.&lt;br /&gt;Non svelo un segreto (e quindi non tolgo la  sorpresa a chi ancora non conosce questa storia) se dico che Chris McCandless è  morto durante la sua fuga proprio mentre cercava di tornare al mondo: Jon  Krakauer, il giornalista-alpinista che ha ricostruito gli ultimi mesi di vita  del ragazzo, lo scrive alla quinta riga del suo libro “Nelle terre estreme”.&lt;br /&gt;Nell'andare al cinema, anche da soli, c'è di buono  che durante la proiezione e poi più tardi, quando si accendono le luci, si  sentono i commenti degli altri spettatori: c'è chi vede in quel ragazzo che  voleva vivere di ciò che gli offriva la Natura un idealista da cui trarre  ispirazione; c'è chi lo considera un incosciente con tendenze al suicidio che ha  gettato al vento la sua esistenza. Ma dalla sala è salito un mormorio unanime  quando Alex Supertramp (a quel punto usava già il suo nuovo nome) ha preso i 24  mila dollari che teneva sul conto in banca, i risparmi per l'università, e li ha  infilati in una busta indirizzata a un istituto contro la fame nel mondo. Infine  ha acceso le banconote che gli erano rimaste in tasca e ne ha  fatto un piccolo  falò sull'asfalto della strada maestra, poco prima di lasciarla. Una scena  dedicata a tutti noi: uomini in fuga con la tessera sanitaria e il bancomat in  tasca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. nella foto la mia copia di "Nelle terre estreme", personalizzata dalle macchie di the e caffè distribuite tra le pagine, chiaro indizio che questo libro è tra quelli che mi sono piaciuti molto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-1242406206270480735?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/1242406206270480735/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=1242406206270480735&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/1242406206270480735'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/1242406206270480735'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/02/in-fuga-con-il-bancomat.html' title='In fuga con il bancomat'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-7654470108035874896</id><published>2008-01-20T21:27:00.000+01:00</published><updated>2008-01-21T14:30:27.098+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='story-post'/><title type='text'>Appena fuori dalla pista</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/coda_seggiovia.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/coda_seggiovia.jpg" alt="sciatori in coda alla seggiovia" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Lo sci è uno sport complicato. Se non c'è la neve storciamo il naso perché scendere sulla neve artificiale – con le margherite a bordo pista – non è la stessa cosa. Quando nevica storciamo il naso perché non si vede più in là della punta degli sci e le piste non sono lisce come le vorremmo. Così attendiamo per settimane il giorno giusto, con la neve fresca e il sole in cielo. Oggi è quel giorno e per di più è domenica, così ci sveglieremo presto – prima che arrivino i turisti con l'autostrada – e giunti in quota troveremo il parcheggio già mezzo pieno, con quell'odore di smog che i nostri figli hanno imparato a conoscere: scenderanno dall'auto, respireranno l'alito fetido di un pullman cecoslovacco e sorrideranno perché sentiranno che l'aria buona di montagna non è poi così diversa da quella di città.&lt;br /&gt;Quindi ci metteremo in coda allo sportello per acquistare lo skipass magnetico, sapendo che se proveremo a venderlo a metà giornata (come facevamo una volta) rischieremo di trovarci in tribunale. Quando la signorina ci chiederà se vogliamo pagare anche la polizza assicurativa saremo tentati di dire “sì”, ricordandoci di quel tale finito in rovina per aver investito un avvocato rompendogli una gamba. Poi saliremo sugli impianti (seguendo alla lettera il regolamento, altrimenti verremo richiamati all'ordine) e ci ritroveremo in pista attenti a dare la precedenza allo sciatore a valle, rallentando prima degli incroci e fermandoci solo a bordo pista come prevede il decalogo del buon sciatore.&lt;br /&gt;Che nessuno del gruppo provi a dare lezioni al collega d'ufficio perché qualche maestro potrebbe vederlo e denunciarlo per esercizio abusivo della professione. Incontreremo i cartelli che ci vieteranno di scendere fuori pista e anche volendo sarebbe difficile proseguire oltre perché ci sono reti rosse dappertutto e saremo terrorizzati solo all'idea di affondare lo scarpone nella neve vergine (dove non è nemmeno passato un gatto delle nevi!) senza avere l'Arva nella tasca della giacca e una pala piegabile infilata nello zaino. Ogni tanto qualcuno alzerà lo sguardo verso il cielo e vedrà l'elicottero del pronto soccorso che non smette mai di volare per portare i feriti dalle piste all'ospedale.&lt;br /&gt;A metà giornata – dopo mezz'ora di coda a ginocchia piegate, con le gambe flesse negli scarponi – troveremo buono persino il cibo del self service che ci ricorderà, chissà perché, quello della mensa aziendale. Per consolarci ci concederemo un bombardino sperando di non trovare le forze dell'ordine pronte a misurarci il tasso alcolico con l'etilometro, come volevano fare in Alto Adige. Sempre meglio che a Cortina dove i poliziotti l'anno scorso hanno sperimentato lo skivelox, pronti a dare le multe senza però togliere punti dalla patente.&lt;br /&gt;Usciti dal ristorante da 200 posti cercheremo gli sci nuovi nell'enorme rastrelliera (sperando che non ce li abbiano fregati) e stanchi di attendere fuori dal bagno intasato ci avvieremo ai confini del comprensorio sciistico per trovare un albero libero e fare la pipì. Sarà in quel momento che sentiremo sotto gli sci un rumore nuovo, che la neve battuta non è in grado nemmeno di imitare. Sentiremo farsi più lontani i ronzii delle seggiovie, fino a scomparire, e si farà da parte anche la musica sparata dagli altoparlanti del rifugio. Scopriremo con stupore – dopo aver sciato distrattamente su e giù dalle vette per chilometri – che nel manto immacolato può essere un'impresa ardua anche percorrere cinquanta metri. Ma quando saremo di fronte all'albero prescelto vedremo due tipi strani – un ragazzo e una ragazza – con un paio di ciaspole ai piedi invece degli sci, tanto coraggiosi da avventurarsi sulla neve con un berretto di lana al posto del casco, lasciandosi dietro una fila di larghe impronte che si perdono nel bosco, su un pendio lieve che non induce in tentazione le valanghe. Li guarderemo dividersi un panino seduti l'uno accanto all'altro sulla panchetta di una baita, con il viso rivolto al sole, gli occhi chiusi e le maniche del maglione rimboccati fino al gomito. In quel momento – scordandoci di quello che dovevamo fare in quell'angolo vicino alle piste, ma che sembra un altro mondo -  penseremo, forse, che hanno ragione loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. notate quante persone fotografate in coda alla seggiovia indossano il casco... quella macchia bianca che si vede in basso, invece, è la punta del mio berretto di lana...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-7654470108035874896?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/7654470108035874896/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=7654470108035874896&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7654470108035874896'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7654470108035874896'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/01/appena-fuori-dalla-pista.html' title='Appena fuori dalla pista'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-7160504628171931412</id><published>2008-01-10T16:44:00.001+01:00</published><updated>2008-01-10T17:14:45.405+01:00</updated><title type='text'>Professione? Benestante</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/tesoro.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/tesoro.jpg" border="0" alt="tesoro" /&gt;&lt;/a&gt;Ero qui sul tavolo del soggiorno che controllavo l'ammontare del mio piccolo tesoro -  denaro in varie valute mondiali (corone norvegesi, franchi svizzeri, marchi tedeschi, kune croate e anche qualche lira), l'orologio Longines, l'Omega (falso) - e già mi sentivo ricco.&lt;br /&gt;Pensavo al mio fortunato figlioletto e con una punta d'orgoglio mi dicevo: "Un giorno tutto questo sarà suo...". Poi ho richiuso il barattolo metallico, che una volta conteneva caffè e ora mi fa da cassaforte, e mi sono messo a leggere un po' di notizie su internet finché ho scoperto che su Repubblica.it avevano pubblicato il &lt;a href="http://static.repubblica.it/torino/testamento_agnelli.pdf" target=_blank&gt;TESTAMENTO DI GIANNI AGNELLI&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt;"Toh, un collega" ho subito pensato e non ho resistito alla tentazione di dare un'occhiata alle sue ultime volontà, deciso a seguire il suo esempio e ad andare dal notaio perché noi ricchi, si sa, non possiamo lasciare nulla al caso.&lt;br /&gt;Lì fra quelle carte una cosa mi ha colpito. E' quella parola stampata accanto al nome di Marella Caracciolo e che la qualifica come persona: c'è gente che sulla carta d'identità ha scritto operaio, altri insegnante, molti impiegato, altri ancora commerciante, la moglie di Gianni Agnelli invece è semplicemente "benestante". Un po' ci sono rimasto male e mi avvio a chiudere questo post, perché sul mio documento c'è scritto giornalista e mi tocca andare a lavorare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. i ladri che malauguratamente (per loro) volessero visitare casa mia, troveranno in quel barattolo di latta appoggiato sulla mensola anche una quantità esagerata di &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;gettoni telefonici&lt;/span&gt; come &lt;a href="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/gettone.jpg"&gt;QUESTO&lt;/a&gt;. Si tratta di ciò che rimane di una sciagurata operazione finanziaria messa a segno in gioventù. Credendo di avere il pallino per gli affari accumulai un gran numero di gettoni pensando che appena la società dei telefoni avrebbe aumentato le tariffe, passando per esempio da 200 a 300 lire per gettone, io sarei diventato ricco sfondato. Accadde invece che montarono nuove cabine telefoniche che funzionavano a monete e tolsero dalla circolazione i vecchi gettoni. Tutti tranne i miei, perché me li dimenticai sotto il letto e ancora - inutilmente - li possiedo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-7160504628171931412?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/7160504628171931412/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=7160504628171931412&amp;isPopup=true' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7160504628171931412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7160504628171931412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/01/professione-benestante.html' title='Professione? Benestante'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-3260690767437374731</id><published>2008-01-05T18:32:00.001+01:00</published><updated>2008-01-05T18:41:47.678+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='photo-post'/><title type='text'>L'altra montagna</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/ghiaccio.jpg" border="0" alt="fiume ghiacciato" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/ciclistaneve.jpg" border="0" alt="ciclista nella neve" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/scalatori.jpg" border="0" alt="scalatori sulla cascata di ghiaccio" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non lasciatevi ingannare da chi vi racconta che d'inverno in montagna si può solo andare con gli sci, divertirsi con lo snowboard, salire e scendere in funivia e prendere il sole (quando c'è) sulle sedie a sdraio fuori dal rifugio mentre all'interno c'è la coda al self service. Se tutto questo vi ha stufato potete sempre indossare un paio di scarponi (se c'è molta neve anche le ciaspole) e addentrarvi in una valle quasi dimenticata dove una luce nordica illuminerà un fiume ghiacciato, oppure salire lungo una strada innevata dove un ciclista (?) vi chiederà strada o infine addentrarvi in un canalone spettrale dove dalle pareti vi raggiungerà il suono del ghiaccio mandato in frantumi dagli scalatori armati di ramponi e piccozza. Per tutto questo non vi chiederanno nemmeno il biglietto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-3260690767437374731?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/3260690767437374731/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=3260690767437374731&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/3260690767437374731'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/3260690767437374731'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/01/laltra-montagna.html' title='L&apos;altra montagna'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-6308638781981830805</id><published>2008-01-01T19:53:00.000+01:00</published><updated>2008-01-01T20:11:28.657+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='info-post'/><title type='text'>Tempo di bilanci</title><content type='html'>&lt;i&gt;Era duro, l'inverno del 1933. Quella sera, arrancando verso casa attraverso fiamme di gelo, con le dita dei piedi che mi bruciavano, le orecchie che andavano a fuoco, e la neve che mi turbinava intorno come un nugolo di suore furibonde, mi fermai di colpo. Era giunto il momento di tirare le somme. Con la pioggia o col sereno c'erano delle forze al mondo che cercavano di distruggermi.&lt;br /&gt;Dominic Molise, mi dissi, aspetta un attimo. Sta andando tutto secondo i tuoi piani? Esamina attentamente la tua condizione, considera obiettivamente il tuo stato. Che succede, Dom?&lt;br /&gt;Vivevo a Roper, Colorado, e invecchiavo di momento in momento. Avrei compiuto diciotto anni di lì a sei mesi, e avrei preso la maturità. Ero alto un metro e sessantadue, e negli ultimi tre anni non ero cresciuto di un solo centimetro. Avevo le gambe arcuate, i piedi a papera, e le orecchie a sventola come quelle di Pinocchio. I miei denti erano storti e la faccia lentigginosa come un uovo di uccello.&lt;br /&gt;Ero figlio di un muratore disoccupato da cinque mesi. Non avendo un cappotto, mi mettevo tre golf, e mia madre aveva già cominciato una serie di novene per il vestito di cui avrei avuto bisogno a giugno per l'esame.&lt;br /&gt;Signore, dissi, perché in quei giorni ero un credente che parlava con franchezza con il suo Dio: Signore, che sta succedendo? E’ questo quello che vuoi? E’ per questo che mi hai messo sulla terra? Non ho chiesto io di nascere. Non c'entravo per niente, salvo che ora sono qui e ti sto facendo domande oneste, ti chiedo i motivi, per cui dimmi, mandami un segno: è questo il premio per cercare di essere un buon cristiano, per dodici anni di catechismo e quattro di latino? Ho mai messo in dubbio la Transustanziazione, la Trinità, o la Resurrezione? Quante messe ho perso la domenica e le feste comandate? Le puoi contare sulle dita, Signore.&lt;br /&gt;Stai giocando con me? Ti sono sfuggite le cose di mano? Hai perso il controllo? Lucifero ha riguadagnato potere? Sii onesto con me, perché sono sempre preoccupato. Dammi un segno. Vale la pena di vivere? Le cose si aggiusteranno o no?&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovviamente non l'ho scritto io, ma se in questi giorni di festa, bilanci e buoni propositi qualcuno ha tempo a disposizione gli consiglio di leggere qualcosa di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Fante"&gt;John Fante&lt;/a&gt;. Quello qui sopra è l'incipit di &lt;a href="http://books.google.com/books?id=BC-i8yiz6eQC&amp;printsec=frontcover&amp;dq=%22un+anno+terribile%22&amp;hl=it&amp;sig=9ZfOFaKDmJeANO10JucZpMZs7f4#PPA19,M1"&gt;Un anno terribile&lt;/a&gt;.&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/John_Fante"&gt;&lt;/a&gt; ma per partire forse è meglio "La confraternita dell'uva" oppure "Aspetta primavera Bandini".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-6308638781981830805?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/6308638781981830805/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=6308638781981830805&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/6308638781981830805'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/6308638781981830805'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2008/01/tempo-di-bilanci.html' title='Tempo di bilanci'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-7229848833744894738</id><published>2007-12-31T14:59:00.000+01:00</published><updated>2007-12-31T15:37:27.126+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='story-post'/><title type='text'>Chi la spara più grossa</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/molotov.jpg" border="0" alt="capodanno molotov" /&gt;Si narra che in una valle dolomitica ai confini fra Veneto e Trentino si combattano in notti come questa battaglie a suon di botti in cui vince chi la spara più grossa, come avviene del resto anche in altri settori. L’appuntamento è per questa sera, ore 24 circa, con qualche anticipo giusto per scaldarsi, quando dalle baite disperse tra i pascoli a 2 mila metri di quota partiranno petardi e razzi che poi lasceranno il posto a bombe in piena regola. Chiariamo subito un concetto: per far casino in un vicolo cittadino ci vuol poco, come sa bene ogni monello. Basta gettare un “raudi” in un cassonetto per far credere a chi dorme lì sopra che siamo entrati in guerra. Per ottenere lo stesso effetto in alta quota, tra i pascoli aperti e le pareti di roccia ben lontane, ci vuole tutt’altro impegno.&lt;br /&gt;Dirò quello che ho visto, anzi sentito. Correva l’anno 2000, o giù di lì, quando mi ritrovai da quelle parti ospite del proprietario di una baita, con l’accordo che lui avrebbe pensato al cibo e io avrei provveduto ai botti. Per fare bella figura filai dritto in armeria (scartando senza indugio cartolerie e negozi di giocattoli vari) dove scoprii che per andare sul sicuro bisognava investire in esplosivo un terzo della tredicesima. E così feci.&lt;br /&gt;Con il bagagliaio pieno di armamenti (tutta roba legale, intendiamoci, benché proveniente dalla Cina) mi presentai alla baita all’imbrunire impaziente di dar fuoco alle micce. A mezzanotte in punto feci partire un razzo, quindi i miei onesti fuochi e infine - io, ardimentoso fuochista, certo di avere su di me gli occhi della valle, soprattutto quelli delle donne - seguendo alla lettera le istruzioni accesi il pezzo forte: una specie di mortaio da cui partiva un cipollone che poi esplodeva in cielo facendo piovere una pioggia di scintille colorate. Niente male, mi dissi, e soddisfatto, mi ritirai per il brindisi mentre dal basso mi raggiungeva un tonfo sordo che chiarì subito a tutti cos’erano i botti che avevamo sentito fino a quel momento: umili scoregge.&lt;br /&gt;Un altro boato arrivò dall’altro lato della valle e poi un altro, con un botta e risposta che continuò a lungo. Mi spiegarono che a fronteggiarsi c’erano - come sempre - due rivali montanari che avevano condiviso, probabilmente, lo stesso curriculum dinamitardo: entrambi appartenevano alla categoria di quelli che già all’asilo facevano scoppiare le miccette, quelle rosse in vendita nella scatoletta da cinquanta. Solo che loro - per distinguersi - le tenevano fra le dita durante l’esplosione. Crescendo avevano amplificato la potenza dei petardi più seri - parliamo di “raudi”, “mini ciccioli” ma soprattutto “magnum” - facendoli scoppiare nelle lattine vuote di birra, quindi nelle bottiglie e infine, non contenti, si erano avviati alla carriera di bombaroli acquistando botti regolari solo per aprirli, recuperare la polvere nera e utilizzarla - parole loro - in modo serio, ad esempio compressa all’interno di tubi arrugginiti. Poi trovarono altri canali di approvvigionamento che qui non posso scrivere, soprattutto perché non li conosco.&lt;br /&gt;Comunque, stavo lì umiliato ad ascoltare i due vicini che si “scambiavano gli auguri” finché sentimmo il terreno vibrare forte mentre un lampo illuminava il cielo: «Carburo» disse qualcuno che aveva l’aria di saperla lunga.&lt;br /&gt;Poi altri botti, che potevano essere delle fucilate in serie (da quelle parti, si sa, è pieno di cacciatori) e infine circolò la voce che come sempre accade fu la moglie di uno dei due a mettere termine alla sfida, impedendo al marito di far saltare con una pallottola la bombola del gas oppure - come già aveva minacciato l’anno prima - di tirar fuori dal fienile quella riserva mitica di tritolo, su cui da anni in paese correvano strane voci.&lt;br /&gt;Attorno all’una di notte tornò il silenzio e io pensai: «L’anno prossimo farò di meglio». Invece rimasi fermo al mio livello, mentre ai due professionisti - così dicono le voci - toccò di fronteggiarsi da un letto all’altro di una stanza d’ospedale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. volete avere un'idea dei botti che si possono ottenere con il carburo? date un'occhiata &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=_wgaU2JxASQ&amp;feature=related"&gt;QUI&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-7229848833744894738?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/7229848833744894738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=7229848833744894738&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7229848833744894738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7229848833744894738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2007/12/chi-la-spara-pi-grossa.html' title='Chi la spara più grossa'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-35015089.post-7622201743019773310</id><published>2007-12-23T00:39:00.000+01:00</published><updated>2007-12-23T10:40:28.648+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='story-post'/><title type='text'>La mia lista di Natale</title><content type='html'>&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 380px;" src="http://www.fuoridalpalazzo.it/images/fotografie/listanatale.jpg" border="0" alt="lista di natale" /&gt;Per non restarne vittima ho deciso di affrontare il Natale con professionalità. Così, con largo anticipo, mi sono seduto al tavolo di fronte a un foglio bianco e ho cominciato a compilare la lista di cose da fare entro il 25 dicembre, anzi entro il 23 per non avere brutte sorprese e garantirmi un margine di recupero in caso di emergenze.&lt;br /&gt;Per cominciare al meglio ho usato lo sporco trucco di inserire in cima alla lista un compito già eseguito, quindi ho scritto "albero" e "presepe" e poi - con il morale alle stelle - li ho cancellati al volo tirandogli sopra una riga e me ne sono andato a letto soddisfatto.&lt;br /&gt;Il giorno successivo - e quelli dopo ancora - mi sono concentrato sulla programmazione delle incombenze deciso a mettermi in azione solo quando avrei avuto un quadro completo della situazione. Ma riga dopo riga di fronte a quel listone in crescita, con il Natale che si avvicinava pericolosamente, è cominciata a salirmi un'ansia, anzi un'angoscia che mi prendeva al mattino, appena sveglio eppure già schiacciato dagli impegni che mi ero assunto di fronte al grande evento.&lt;br /&gt;Era giunto il momento di mettersi in moto: accusando le Poste di ritardi e inefficienze ho tirato una riga sulla voce biglietti d'auguri e mi sono sentito molto meglio. Ricordandomi che avevo due regali da riciclare ho dimezzato il parco doni pronto a passare ai punti successivi. Con un'occhiata alle previsioni meteo ho deciso che non era necessario (ancora) montare le gomme da neve sull'auto e con grande soddisfazione ho tirato un'altra riga.&lt;br /&gt;I passi successivi sono venuti di conseguenza: sono sopravvissuto alla cena aziendale (via un'altra riga); mi son detto che quel tizio che ogni tanto mi allunga una notizia potevo salutarlo anche dopo le feste e ho cancellato il suo nome dalla lista; calcolando che noi giornalisti a Natale stiamo a casa appena due giorni ho tirato un po' di righe sui libri che mi ero proposto di leggere e sopraffatto dalla quantità di richieste di denaro che varie associazioni mi avevano spedito ho risolto il problema gettandole nel fuoco e conquistando in un sol colpo cinque righe della lista, dopo una strenua lotta contro i sensi di colpa che mi ha lasciato indebolito.&lt;br /&gt;Volevo andare a fare gli auguri al presidente perché mi hanno detto che a palazzo i giornalisti ricevono il regalo di Natale ma quel giorno ero impegnato fuori dal palazzo e mi sono consolato con una voce in meno sulla lista. Infine ho astutamente delegato a un altro ramo familiare la gestione del cenone di Natale, inviti compresi, disponibile a qualsiasi acrobazia parentale anche per il pranzo ("fate di me ciò che volete") pur di poterci tirare sopra un'altra riga.&lt;br /&gt;Restava il punto dolente: scrivere un "fdp" sul Natale, così li chiamo io i "fuori dal palazzo" quando ne parlo con i colleghi. Due anni fa m'ero salvato perché per un calcolo dei festivi il giornale di domenica non usciva, l'anno scorso la feci franca perché eravamo in sciopero, quest'anno non c'è scampo ma ad occhio e croce tra una trentina di righe potrò considerare esaurito anche questo compito e traccerò l'ultima riga della lista che mi ha rovinato metà dicembre e che si è rivelata inutile, zeppa di incarichi buoni solo a togliere il sonno ma talmente trascurabili da cadere (irrisolti) sotto un tratto di penna senza che il mondo se ne accorga.&lt;br /&gt;In anticipo di due giorni, con questo foglio scarabocchiato (che poi sarebbe la mia lista) a prendere fuoco nel camino posso finalmente rilassarmi e pensare alla mia ultima incombenza, l'unica che veramente mi sta a cuore tanto che per tenerla a mente non l'ho dovuta scrivere su un pezzo di carta. Ognuno di noi di cose così a Natale ne ha almeno una: tutte diverse, grandi e piccole, per noi molto importanti. Basti sapere che il tempo guadagnato gettando via la lista servirà per preparare un regalo di Natale al mio bambino, uno di quelli che non si comprano nei negozi e che richiede un minimo di impegno. Che nessuno tra le vittime delle mie righe, sapendo questo, si senta trascurato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. &lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Buon Natale&lt;/span&gt; a tutti!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. C'era un'altra cosa che mi stava a cuore dire ma l'ho scritta sulla &lt;a href="http://selva-trento.blogautore.repubblica.it/2007/12/23/natale-a-media-world/"&gt;Città invisibile&lt;/a&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/35015089-7622201743019773310?l=fuoridalpalazzo.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/feeds/7622201743019773310/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=35015089&amp;postID=7622201743019773310&amp;isPopup=true' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7622201743019773310'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/35015089/posts/default/7622201743019773310'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://fuoridalpalazzo.blogspot.com/2007/12/la-mia-lista-di-natale.html' title='La mia lista di Natale'/><author><name>ansel</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14837098808212943473</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry></feed>
